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17.7.2013 / Architettura, testo di Pippo Ciorra

15 dicembre 2014 Visualizzazioni: 267 Press zone

Architettura è oggi un concetto meno solido e chiuso di un tempo. Sempre meno è limitato agli edifici costruiti o ai progetti che li rappresentano, sempre più si espande verso l’attiività dei musei, le pratiche installative e artistiche, l’attivismo politico e spaziale. Questo da un lato rende l’architettura più debole, vulnerabile alle incursioni dell’arte, dell’antropologia, del mercato – basta pensare a quanta “architettura” fanno oggi gli artisti – e dall’altro le offre nuove possibilità e nuovi spazi concettuali. Non a caso diminuiscono – o si indeboliscono –  le riviste tradizionalmente strutturate per “far vedere” l’edificio, i suoi spazi, i dettagli costruttivi, e guadagnano spazio le piattaforme di comunicazione, discussione e produzione di eventi: riviste web, blog, festival, biennali e triennali che ormai spuntano come funghi. Alla sua terza edizione Demanio Marittimo comincia a precisare meglio quale può essere il suo ruolo in un campo di battaglia (per la sopravvivenza dell’architettura) così difficile e accidentato. Un ruolo doppio e simmetrico: da un lato confermare la missione ultima dell’architetto, chiamando i progettisti più bravi e innovativi a raccontare le storie de loro edifici e il loro impatto sullo spazio fisico e sociale; dall’altro alimentare il dialogo tra architettura arti design editoria impresa affinché gli architetti affrontino l’incertezza dei confini disciplinari con consapevolezza ed entusiasmo, pronti a trasformarla in nuovi e aggiornati temi di progetto.

Pippo Ciorra