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A casa di Giulia – Attico con mansarda ad Ancona

19 gennaio 2015 Visualizzazioni: 1074 Interni

progetto di Emanuele Marcotullio e Mattia Rebichini

Prima
Ancona, zona Cittadella. L’appartamento di circa 160 mq, con mansarda di circa 50, occupa il quarto piano di un edificio di fine anni ’60: una “soluzione elegante” che si apre sul paesaggio collinare attraverso un grande terrazzo di circa 80 mq. Il sistema degli spazi, la successione di nove stanze lungo un percorso di distribuzione interno, rispecchiano la rapidità progettuale tipica degli anni del boom edilizio. La scala elicoidale, che dal soggiorno conduce alla mansarda e il grande terrazzo tradiscono il tentativo di rendere speciale questo attico appartenuto al costruttore dell’intero immobile. Nonostante l’impostazione tradizionale, l’appartamento ha una generosa dotazione di spazi e una buona qualità nei materiali usati. Ma né l’articolazione degli spazi, né le finiture rispondono ai desideri dei nuovi proprietari, una famiglia di quattro persone e una gatta. La scala, non troppo comoda, ma comunque ingombrante va spostata e ripensata, la cucina deve essere grande e aperta sul soggiorno, ma non troppo e non sempre. Le camere, ben disimpegnate, devono accogliere anche i tutti i mobili di proprietà e i bagni devono rispettare precise regole d’impostazione. E poi sono richiesti molti elementi di contenimento. Funzionalità, comodità e una scarsa inclinazione verso le cose asciutte.

Durante
Per queste esigenze si è lavorato sull’immagine di un loft in tono borghese, abitato da una collezione di oggetti. Un sistema di scatole misura lo spazio, definisce i percorsi nascondendo gli ingressi, accoglie elementi di servizio e mobili, tessendo una liaison tra la casa e gli oggetti che la popolano. I volumi, come objets trouvés, accolgono il bagno degli ospiti, la nuova scala in metallo ossidato, la lavanderia e parte della cucina. Nascondono la camera padronale, il camino e tutte le attrezzature tecnologiche del soggiorno. Segnate da un taglio di luce continuo sulla quota dell’architrave, le scatole di legno bianco laccato a poro aperto, distendono un disegno circolare di pannelli e ante, come una boiserie contemporanea fatta di doghe, listelli e bugne. Inserti di carta da parati o la trama dei rivestimenti caratterizzano gli ambienti e impreziosiscono gli interni di questi mobili-stanze. Un parquet dal chiaroscuro accentuato corre in tutti gli ambienti a garantire la continuità dello spazio, ancora ribadita dal colore del soffitto. In mansarda, lo stesso colore si ribalta nel pavimento di resina, mentre un sistema di mensole e superfici in multistrato di betulla scandisce in altezza lo spazio, fatto di falde e nicchie. Tutto il resto è bianco … semplice muro.

Dopo
Il terrazzo, l’ultimo grande spazio della casa, sarà rivisto completamente. La pavimentazione sarà sostituita con un sistema flottante in doghe di pietra. I parapetti, in muratura e in metallo, saranno coperti con un sistema continuo in lamiera per garantire un perimetro uniforme e il supporto del sistema d’illuminazione. L’ombra (o il taglio di luce) alla base del parapetto determinerà lo stacco tra pavimento e bordo garantendo continuità con le soluzioni usate all’interno. Saranno inseriti gli oggetti che mancano: un gazebo, un grande vaso per il corbezzolo, un mobile di servizio per gli attrezzi della manutenzione, due lunghe vasche per accogliere i getti di lentisco e proteggere il terrazzo da sguardi indiscreti.

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  • Area studio in mansarda
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  • Studio, mansarda
  • Bagno mansarda
  • Sistema armadiature, ingresso con scala
  • Soggiorno
  • Bagno ospiti
  • Cucina
  • Particolare di pannellatura in legno bianco laccato a poro aperto