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ARTE-REPORT XXI

29 gennaio 2015 Visualizzazioni: 350 Arte

 La Preistoria del visibile in Francesco Gennari

di Andrea Bruciati

Francesco Gennari nasce a Pesaro nel 1973, vive e lavora a Fano e Milano.

La riflessione di Francesco Gennari mantiene un legame imprescindibile con la natura, entro il cosmo di cui è frammento, ma non persegue più la forma come mimesi dei fenomeni bensì risale alla ‘preistoria del visibile’, alla genesi come processo di formazione, alla germinazione originaria di forze elementari che l’attività creativa dell’artista riesce a configurare in un mondo visibile di significati. È questo il senso della sua facoltà, o meglio della sua propensione incoativa, di attingere alle cose ultime, al grembo dell’essere custodito nel cuore pulsante dell’universo, in prossimità di quel fondo segreto, ove la legge primordiale alimenta ogni processo vivente. Non limitandosi a riprodurre il visibile della percezione ottica, la speculazione di Gennari determina quell’ampliamento d’esperienza di cui parlava già il neokantiano Konrad Fiedler: promuove cioè un incremento d’essere perché è capace di trasformare bagliori fortuiti in eventi ineluttabili. Si tratta di percezioni indistinte in significati strutturati, portando tragicamente alla luce tutti quei mondi possibili, che soltanto un angusto principio di realtà o la perseveranza di un’estetica naturalistica possono trascurare, confinandoli nel regno dell’incompiuto. La sua logica del visibile richiede una pedagogia dell’immaginazione che abitui a controllare la propria visione interiore senza soffocarla e senza d’altra parte lasciarla cadere in un confuso, labile fantasticare, ma permettendo che le immagini si cristallizzino in una forma ben definita, memorabile, autosufficiente, icastica. In Gennari pertanto si persegue la stessa ‘anima ed esattezza’ di Robert Musil e viene rivolta la medesima attenzione al dato linguistico di Paul Valery, che intendeva coniugare la libertà dell’immaginazione al rigore analitico del segno.

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  • Francesco Gennari installation view
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  • Autoritratto come moto di rotazione della terra 2008 vetro di murano luce solare 471x6,5x7 cm