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Casa Guidini a Senigallia

10 gennaio 2015 Visualizzazioni: 405 Interni, Restauro

Progetto di Santarelli & Partners

L’intervento di restauro e risanamento conservativo riguarda due unità immobiliari all’interno dell’edificio a Senigallia, conosciuto come “Palazzo Baviera” (da non confondersi con il ben più noto “Palazzetto Baviera” ubicato nella piazza del Duca).

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L’edificio, di costruzione probabilmente settecentesca su impianto antecedente, risulta realizzato in due corpi di età differente – più antico il corpo fronteggiante il corso 2 Giugno, successivo quello fiancheggiante la via Arsilli. Sulla base della ricerca storica effettuata, raffrontata a notizie raccolte in loco, il fabbricato attestato sul corso 2 Giugno, attualmente di tre piani fuori terra, era originariamente di cinque piani, ma due furono demoliti dopo il terremoto del ’30, come avvenuto per molti degli edifici del centro storico. Le facciate sono in mattone a vista con lesene e riquadrature ad intonaco; degni di nota sono il portale dell’attuale negozio “Angelini” (tappezzerie, tende) sulla fronte di corso 2 Giugno e lo scalone interno che nel suo sviluppo ai piani, dall’androne di via Arsilli, risulta di notevole pregio storico-architettonico, ricco di stucchi decorativi e con antiche targhe in pietra vezzosamente raccolti dai precedenti proprietari. Partendo da un unico appartamento signorile che da oltre trent’anni risultava in ogni caso fisicamente distinto in due unità singolarmente funzionali, si è impostato il progetto in modo tale da mantenere più possibile gli spazi con rilevanza storica, godibili all’interno di ciascuna unità, senza limitarne la percezione complessiva, ma anzi, adeguandone al contempo la fruibilità secondo i canoni dell’abitare attuale. Con il progetto di restauro e risanamento conservativo si è voluto ridare una funzionalità interna agli appartamenti, lasciandone intatte le fronti, prevedendo demolizioni e ricostruzioni delle tramezzature che nel tempo si sono sedimentate anche confusamente. Il solaio intermedio fra l’ammezzato ed il piano principale è stato sostituito con uno in acciaio e legno, differenziando leggermente l’altezza così da rendere fruibile lo spazio sottostante e creando una complessità spaziale che accentua la godibilità degli ambienti originali già precedentemente compromessi. L’utilizzo di spazi soppalcati, realizzati con una leggerissima struttura centinata in legno e acciaio, integra la modalità di percezione dello spazio nella terza dimensione al fine di caratterizzare le diverse funzionalità degli ambienti. Questo diventa lo strumento anche per modulare in ambienti con diverse funzioni anche incompatibili, l’utilizzo delle aperture finestrate. La modalità che consente di raggiungere tale obiettivo passa attraverso l’utilizzo di leggeri diaframmi intelaiati in legno e vetro che permettono, tra l’altro, di affacciare un soppalco-armadio su una cucina-pranzo, come pure di rendere comunicanti, solo visivamente, una cucina con una camera ospiti. Il rinnovo della totalità degli impianti elettrico ed idrico-sanitario, con l’integrale rifacimento dei gruppi servizi igienici e degli impianti termici autonomi completa l’obiettivo dell’intervento. La scelta delle finiture è andata nella direzione di restaurare negli ambienti principali quanto già presente. Le graniglie attraverso una puntuale stuccatura e rilucidatura sono state riportate al fascino iniziale, come pure per i portali in pietra e le porte in legno che sono state restaurate e riutilizzate ove più possibile. Per le restanti parti di nuova realizzazione, si è preferito non inseguire una finta ricostruzione dell’esistente, ma effettuare l’integrazione di nuovi materiali e soluzioni, affinate e mediate anche grazie all’indiscutibile gusto della proprietaria.

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