MENU

Palazzo Nobiliare ad Ancona – Contemporaneità nella storia

16 gennaio 2015 Visualizzazioni: 438 Restauro

progetto di Mondaini Roscani Architetti Associati 

L’idea che accomuna i due progetti di interni, caratterizzati dalle differenti funzioni abitativa e ambulatoriale, è la volontà di inserire in un contenitore fortemente qualificato da una particolare e antica struttura un nuovo sistema architettonico capace di esaltare i differenti tempi e figure, dello spazio e delle sue attrezzature. La volontà è quella di stimolare un dialogo tra contenuto e contenitore attraverso l’introduzione di nuovi monoliti apparentemente muti che si relazionano per differenza con la pluralità materica e chiaroscurale degli interni del monumentale edificio.

Leggi di più

Il contenitore dei due interventi è un antico palazzo nobiliare sito nel centro storico della città di Ancona, uno dei pochi ubicati sul colle Astagno originariamente abitato da pescatori e in generale di natura più popolare rispetto al colle Guasco e per cui l’edificio si caratterizza come uno dei più significativi. Singolare è anche il carattere architettonico con la sua corte aperta che fronteggia l’antico monastero di San Francesco ad Alto e risolve con la sua articolazione volumetrica un salto di quota notevole che l’orografia della città presenta in quel punto. L’intero edificio è stato recentemente interamente restaurato dallo studio Mondaini Roscani Architetti Associati (vedi Mappe 0/30 luglio 2012) che hanno anche interpretato con i due interni che qui si presentano, due luoghi particolari dell’edificio originariamente destinati a funzioni diverse rispetto alla residenziale che caratterizzava l’immobile. All’interno di uno dei grandi androni di accesso, quello secondario rispetto all’ingresso sulla corte ribassata e porticata, è stato realizzato un particolare spazio residenziale e all’interno del terzo ingresso verso locali originariamente destinati a magazzini è stato realizzato l’ambulatorio medico. Entrambi gli interventi pur nella differente destinazione finale richiesta dagli utenti, hanno l’obbiettivo di esaltare il carattere spaziale del contenitore anche laddove questo non è interessante esclusivamente per la qualità architettonica ma anche per il carattere materico o cromatico delle strutture o delle partiture murarie. Gli interventi hanno proposto il massimo svuotamento possibile delle partiture interne esistenti e l’introduzione di nuovi elementi che non si perdessero nell’insieme ma esaltassero senza eccessi il loro carattere di novità. Le relazioni fisiche tra queste nuove strutture inserite e le superfici dell’ambiente contenitore, siano esse pareti, volte o solai lignei, sono sempre state pensate al fine su esposto come trasparenti e vitree al fine di determinare con esattezza i differenti ruoli degli attori in scena e per fare in modo che il compito di sottolineatura delle differenze sia affidato alla luce e per contro alle ombre. Le nuove strutture inserite, volontariamente stereometriche e apparentemente minimali sono in realtà veri e propri scrigni dotati di azioni e funzioni plurali che interagiscono con il contenitore storico e con i differenti utenti dello spazio stesso. Sia nell’ambulatorio che nell’appartamento le nuove volumetrie inserite corrispondono a precise funzioni e la loro principale caratteristica è appunto affidata alla loro versatilità tecnico estetica, attraverso la modificabilità degli oggetti stessi in ragione degli usi e delle necessità degli utenti nonché delle differenti funzioni che gli stessi richiedono durante i diversi orari del giorno. I volumi inseriti si caratterizzano per questa versatilità e attraverso semplici azioni di apertura o scorrimento si aprono e appunto, come scrigni, nascondono all’interno attrezzature, documenti, libri e altre funzioni, necessarie ma di un utilizzo in ore differenziate della giornata e per questo celate al fine di esaltare l’immagine rarefatta e concentrata sul rapporto esclusivo volumi introdotti e contenitore. Tali scatole monomateriche sono anche utilizzabili su più livelli come ad esempio nello spazio residenziale in cui il box bianco, vero primo attore dell’intervento diventa una architettura vera e propria all’interno della quale si può entrare e al di sopra della quale si può salire. Le cromie e i materiali sono stati tutti pensati per esaltare la loro intrinseca matericità e il colore dominante per legni, metalli, marmi e stoffe è il bianco che contribuisce ad una lettura aperta e generosa dello spazio ed è ideale, in questo caso, per sottolineare le differenze tra contenuto contemporaneo e contenitore storico.

Leggi meno
Sfoglia la rivista Mappe 3
  • Salone principale
  • Area Notte
  • Ingresso secondario con teca disimpegno e intradosso della zona notte
  • Zona cucina pranzo
  • 9202g
  • Reception
  • Area attesa reception
  • Reception e corridoio di distribuzione degli studi medici. Studio medico