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Cucina creativa e tradizione all’Evoluzione di Londra

15 settembre 2016 Visualizzazioni: 453 Design

di Andrea Angeletti

Ognuno di noi ha tante storie da raccontare, tante pagine di storia propria da scrivere con le quali comporre il libro della propria vita. Una di queste pagine del mio libro parla della vita gastronomica che ho vissuto. Nasce fin da adolescente con una nonna che cucinava in casa, per la famiglia, i piatti della tradizione marchigiana. Ricordo ancor oggi i profumi sulla tromba delle scale al ritorno da scuola che ti facevano fare le scale due a due con la fretta di assaporare il piatto del pranzo. Profumo di polpette fritte, con l’aroma della noce moscata e del limone, o quello delle uova in trippa, o ancora quello delle zucchine ripiene, per non parlare delle tante sfaccettature degli arrosti, dolci e primi piatti. Ecco, questa era mia nonna e questa è l’eredità che mi ha lasciato.

Oggi le cose sono cambiate, i prodotti hanno sapori diversi, si utilizzano tecniche di cucina nuove usando strumenti innovativi, la conoscenza è aumentata. La cucina ha fatto passi importanti verso nuove scoperte, la chimica e la scienza ne sono entrate a far parte e con esse oggi si dà una risposta al perché delle cose. Il perché del sottovuoto o delle basse temperature, dell’azoto ecc. ecc. Ma non si può preparare un piatto senza ricordi.

Tutti i grandi chef italiani e non, si sono da sempre basati sulle esperienze vissute per creare nuovi concetti e piatti da far gustare ai propri avventori. Ricreare un piatto in stile moderno, assaporarlo ad occhi chiusi, e fare un tuffo nel passato… questo è ciò che per me vuol dire cucinare. Uno dei commenti piu belli che ho ricevuto su un piatto è stato “grazie, mi hai fatto ritornare bambino”. Padre e marito già all’età di 19 anni, ho sempre lavorato sodo per trovare una mia identità culinaria, alternando corsi di cucina con chef affermati e lavori all’estero con la scoperta di nuovi ingredienti e differenti culture, stagioni in hotel e ristoranti della riviera adriatica, fino ad arrivare al 2001 quando, finalmente pronto, ho deciso che era giunto il momento di mettere in pratica quello che avevo appreso. Nasce così il mio ristorante “Le Busche” a Montecarotto. Tredici anni – di cui undici con una stella Michelin – in cui ho dato tutto il meglio che avevo appreso facendo sempre pregio dell’eredità che avevo ricevuto da mia nonna. Cucina creativa e della tradizione: un connubio che mi è sempre piaciuto, tanto che oggi, chiusa la parentesi del ristorante a Montecarotto, mi trovo a capo della cucina di un bellissimo hotel a Londra con annesso un ristorante, l’Hotel Xenia e il ristorante “Evoluzione” dove faccio partecipe la clientela del mio saper cucinare i piatti della tradizione con l’aggiunta di quel pizzico di follia che ogni chef si vanta di avere.

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