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Da Villino a Museo e centro culturale: il Museo Nori dè Nobili a Ripe

16 gennaio 2015 Visualizzazioni: 767 Restauro

progetto di Nazzareno Petrini, Marco Silvi

Il “Villino Romualdo”, sito a Ripe (An) in piazza Leopardi 32, è composto da due fabbricati adiacenti ma storicamente divisi. Il corpo principale dell’edificio, costruito nella seconda metà dell’ottocento, è stato utilizzato come residenza privata dalla famiglia Sceral fino al 1946, quando l’immobile è stato concesso in comodato allo IAL per addestramento lavoratori. Nel 1967 lo IAL ha provveduto a proprie spese a far edificare un ampliamento nella parte posteriore, in cemento armato, utilizzato anch’esso come edificio scolastico, fino al 1990 quando è stato concesso al Comune di Ripe destinandolo alla pubblica utilità o concesso in comodato per sedi di associazioni non aventi scopo di lucro. Il progetto di recupero ha previsto, per l’edificio in muratura, il più antico, il consolidamento delle strutture esistenti attraverso interventi mirati come la realizzazione di sottofondazioni e lo smontaggio dei solai e dei tetti conservando le parti funzionali e sostituendo quelle degradate. L’edificio è stato, inoltre, restaurato in maniera tale da non alterarne i caratteri tipologici, restituendogli la sua immagine storica nel pieno rispetto del progetto originale.

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Il fabbricato più recente è stato oggetto, invece, di un vero e proprio restyling in modo tale da conferire all’anonima costruzione in c.a., eseguita posteriormente, un carattere identificativo capace di affiancarsi alla costruzione più antica. La “pelle”, che costituisce la nuova veste del fabbricato, assolve a due funzioni principali, quella “grafica” e quella volta al risparmio energetico. Il rivestimento esterno è costituito da pannelli in fibrocemento di diverse tonalità, al quale viene accoppiato internamente un isolante termico in polistirene espanso estruso da cm 4. Il rivestimento è fissato alla muratura sottostante mediante un’idonea struttura in alluminio.

Al fine di interrompere l’alto fronte dell’edificio in cemento armato è stato realizzato un volume che si sviluppa orizzontalmente, che va a costituire un portico come zona di filtro all’accesso al piano seminterrato e un’ampia terrazza per il centro culturale del piano terra. La distribuzione verticale dei diversi livelli è garantita da due scale e da un ascensore in modo da rendere libera la fruizione di tutti gli spazi anche da parte di persone portatrici di handicap. Il piano seminterrato e il piano terra ospitano un centro culturale, con una piccola biblioteca e alcuni locali destinati a servizi vari, ai quali si accede dal nuovo volume del portico. Il piano primo e secondo sono, invece, interamente destinati al museo “Nori De Nobili” che ospita la collezione dell’artista e l’archivio relativo.
Le opere dell’artista saranno esposte su ampi pannelli di cartongesso attrezzati per il passaggio dei cavi e per il sostegno dei punti luce. Le superfici espositive sono sollevate dal piano del pavimento di circa 15 cm, e si dispongono a volte adiacenti ai muri portanti, a volte in modo da schermare la luce esterna delle finestre. Il sistema di illuminazione del museo è composto da luci artificiali dirette ed indirette. Le prime sono realizzate tramite faretti collegati a bracci sagomati in metallo che possono scorrere grazie a un binario posto dietro la veletta della parete in cartongesso. Le seconde da linee di neon nascoste ugualmente dietro la superficie espositiva.

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  • Viste esterne laterali
  • Nori de’ Nobili, Autoritratto, olio, 55x72 cm, 1940
  • Viste esterne laterali_
  • Ingresso alla collezione Nori de’ Nobili
  • Sale espositive
  • L’edificio in muratura con l’ingresso