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Design per il Museo del Mare di San Benedetto del Tronto

17 marzo 2016 Visualizzazioni: 792 Design

Il Museo del Mare del Comune di San Benedetto del Tronto è una realtà culturale del territorio piceno di grande interesse e ricca di potenzialità. Le sue cinque sezioni ospitano non solo forme di vita marina e reperti restituiti dal mare, ma anche gli aspetti antropologici della civiltà marinara: i mestieri, le tecniche, la vita quotidiana, fino alla gastronomia.

A questo ricco patrimonio hanno attinto le idee progettuali sviluppate per il museo all’interno dei workshop organizzati dalla Scuola di Architettura e Design Unicam nell’ambito del progetto Distretto Culturale Evoluto Piceno – Il design per la valorizzazione del Bello, del Buono e Benfatto (DCE-D3B), che vede l’Università di Camerino come partner scientifico. Sul museo di San Benedetto hanno lavorato due gruppi di progettazione. Il primo team, guidato dai designer Marco Elia, Maria Grazia Fioravanti, Jacopo Mascitti, Daniele Galloppo e Alessandro Di Stefano, ha elaborato un’ampia gamma di proposte per prodotti di merchandising destinati al bookshop del museo, alcuni dei quali sono attualmente in fase di prototipazione. Grazie a un lavoro di indagine approfondito, i giovani progettisti sono riusciti a trarre spunti molto diversi da ciò che è esposto nelle sale del museo, escogitando soluzioni inedite ed efficaci.

Le proposte – che spaziano dai prodotti di cancelleria a quelli casalinghi, dai giochi all’abbigliamento fino agli accessori personali – prendono ispirazione in primo luogo dai vari esemplari di fauna marina presenti nella sezione ittica “Augusto Capriotti” e dalla collezione di anfore allestita in una sezione contigua. Altri progetti hanno preso come riferimento la cultura materiale, le tradizioni orali e l’iconografia della “Civiltà marinara delle Marche”, cui sono dedicati gli spazi del museo direttamente affacciati sul porto. Sono nati così, ad esempio, i progetti legati a un’imbarcazione tradizionale come la paranza: fra gli altri, la serie di contenitori che rivisita le bambole matrioska in chiave marinaresca, con tutti i membri tipici dell’equipaggio identificati dal proprio nome dialettale. Il repertorio tradizionale di segni presente nelle vele delle imbarcazioni è un altro motivo ricorrente in prodotti come cartoline, post-it, giochi o una ricercata collezione di shopper in canapa. Non mancano le proposte ispirate direttamente a strumenti di lavoro come le spolette per le reti. Nel complesso, una interpretazione del tema del merchandising che va ben oltre l’idea di souvenir, puntando su prodotti non effimeri e di buona qualità.

Il gruppo del secondo workshop, guidato dal collettivo di designer AUT (Riccardo Berrone, Federico Bovara e Luca Coppola), ha lavorato su un progetto di comunicazione culturale incentrato sul concetto di museo continuo. Assecondando una vocazione già presente nell’istituzione museale – la cui sede principale è all’interno del mercato ittico all’ingrosso – i partecipanti hanno ricercato un legame attivo con la vita del porto e con il mare. Il progetto agisce su due livelli di continuità: da un lato, tra il Museo e la città di San Benedetto del Tronto; dall’altro, fra la tradizione valorizzata nelle sale museali e le forme che assume oggi la civiltà marinara. Il risultato è un sistema di identità visiva aperto e variabile nel quale i segni recuperati dall’iconografia storica sono continuamente ri-combinati e tradotti in un linguaggio contemporaneo. Nel progetto i contenuti presenti all’interno dell’edificio museale sono costantemente proiettati verso l’esterno e la tradizione degli antichi mestieri del mare si intreccia alle testimonianze di marinai e pescivendoli di oggi. Lo si vede bene nel modo in cui sono concepite le carte alimentari destinate alle pescherie cittadine, che diventano anche copertine di piccole pubblicazioni su argomenti come le tradizioni culinarie marinare o il punto di vista femminile sulla vita del porto. Un sistema di segni diffuso nel territorio urbano, insieme a una mappa cartacea e a un’app, consentono poi di localizzare i luoghi della civiltà marinara del passato e del presente. Il tutto rimanda al sito web del Museo del Mare Continuo, dove sono presenti gli approfondimenti, i video e le interviste. I risultati dei due workshop hanno come denominatore comune il principio guida di tutto il progetto del DCE Piceno: il design come leva strategica per la valorizzazione e l’innovazione dei patrimoni culturali, a partire da una definizione ampia di bene culturale, che si estende a risorse immateriali come i saperi, le pratiche e i simboli identitari sedimentati nella memoria collettiva.

Sfoglia la rivista Mappe 7
  • Gomme mitili
  • Shopper in canapa/cotone
  • Contenitori equipaggio paranza
  • Portachiavi spoletta
  • Cavatappi mazzancolla
  • Carte alimentari per pesce
  • 06_b
  • Copertine di opuscoli
  • Copertine di opuscoli
  • Pagine del sito del Museo del Mare Continuo
  • Sistema di segni per mappa e app