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FABBRICA 2.0

15 settembre 2016 Visualizzazioni: 415 Tesi

Università degli studi di Camerino

Scuola di Architettura e Design “E. Vittoria” Ascoli Piceno

Tesi di laurea magistrale in Progettazione architettonica di Antonella De Angelis

Relatore prof. Gabriele Mastrigli

Evoluzione/Rivoluzione dello spazio del lavoro

Fabbrica 2.0 nasce come manifesto dello spazio di “nuova” produzione. Che cos’è il lavoro oggi? È l’interrogativo sul quale verte il progetto Fabbrica 2.0 “Evoluzione/Rivoluzione dello spazio del lavoro”. Tracciando un profilo storico sull’evoluzione del lavoro e dei luoghi

di produzione è evidente che nei sistemi urbani contemporanei l’attività lavorativa, in prevalenza terziaria, ha subìto una profonda mutazione genetica. In un’era dominata dall’informatica e dal web, si parla sempre più di “imprese reticolari” generatrici di un nuovo paradigma che sta facendo evolvere gradualmente il lavoro di fabbricazione verso il concetto di “artigianato tecnologico” gestito da macchinari di produzione tascabili che hanno permesso al garage di casa di divenire, oggi, l’emblema dello spazio del lavoro. Ciò va in contrasto con il termine attuale di Co-Working, espressione che definisce, al contrario, uno spazio di lavoro basato sulla collaborazione e sulla condivisione di ambienti e servizi. Se da un lato il lavoratore non ha più un luogo fisico dove esercitare e cooperare, dall’altro ci sono le ex fabbriche, imponenti edifici architettonici figli della rivoluzione

industriale divenuti ormai ruderi all’interno del tessuto urbano delle nostre città. Obiettivo di questa proposta è proprio quello di rimettere in moto le ex “macchine” industriali alla luce di questa nuova dimensione della produzione, facendole evolvere attraverso un’idea di Fabbrica 2.0 dove si progetta, si prototipa e si condivide. Il caso studio affrontato è uno dei numerosi edifici industriali fatiscenti che si incontrano sul lungomare marchigiano accomunati dalle stesse caratteristiche: la vicinanza al mare, alla linea ferroviaria e al tessuto stradale, come nel caso dell’ Ex Montedison di Falconara Marittima, già fabbrica di concimi e fertilizzanti del terreno. Si tratta di un’area molto estesa dominata da tre imponenti edifici di forma e materiali differenti. La strategia d’intervento è stata quella di intaccare nel minor modo possibile lo stato di fatto del complesso, articolando la volumetria esistente in tre tipologie di ambienti: spazi dove poter progettare individualmente attraverso dei box office; uno spazio adibito alla prototipazione trasformando uno dei tre edifici in un meccanismo di prototipazione a scala architettonica – una vera e propria, gigantesca stampante 3d; infine spazi di esposizione, di condivisione e di vendita attraverso sale co-working e shops. Il tutto viene collegato da un passaggio aereo che vuole evocare il rullo trasportatore della catena di montaggio, simbolo della produzione industriale tradizionale.

  • schemi
  • planivolumetrico
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