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Il Palazzetto Valadier di Treia recuperato

30 settembre 2015 Visualizzazioni: 502 Restauro

Progetto di Giorgio Domenici

Nel XV secolo la passione umanistica ha animato un erudito scrittore apostolico, Bartolomeo Vignati, che nel 1430 volle fondare nella sua città natale, Treia (allora detta Montecchio), una Accademia di nobili intellettuali dediti alla poesia. Quei nobili allora decisero di chiamarsi “Sollevati”, alludendo alla potenza di tale arte, e nello stemma che li rappresentava, impressero una nuvoletta attratta dal sole, simbolo della leggerezza dei loro componimenti poetici. L’Accademia visse il suo periodo più fecondo tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, proprio nell’età dell’Illuminismo.

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Nel 1778 alcuni intellettuali innovatori e appassionati di agronomia decisero di trasformare l’Accademia dei Sollevati in un centro per lo studio e la ricerca in agricoltura. Per sancire questo passaggio l’istituzione mutò il nome in Accademia Georgica dei Sollevati. Ben presto l’Accademia treiese acquistò notorietà e riuscì a collegarsi con l’Accademia dei Georgofili di Firenze, con la quale ancora oggi ci sono stretti rapporti, e con quella svizzera di Berna. In particolare l’introduzione delle nuove erbe foraggere determinò in poco tempo una consistente valorizzazione agricola. Infatti con la coltivazione dei foraggi si evitava di lasciare incolti i terreni rendendo più celere il recupero della fertilità e, nel medesimo tempo, si otteneva un abbondante nutrimento per il bestiame. Gli studiosi sostennero, inoltre, la “via biologica” nella difesa dell’ambiente e delle coltivazioni dagli insetti nocivi. Nel 1799 iniziarono interessanti ricerche meteorologiche allo scopo di conoscere gli effetti dei cambiamenti climatici sull’uomo e sulle colture.

Dal 1940 l’Accademia Georgica ha sede nella prestigiosa palazzina ottocentesca progettata dall’architetto Giuseppe Valadier, che fa corona alla bellissima piazza della Repubblica realizzata a ferro di cavallo. Giuseppe Valadier, architetto romano di spicco del periodo neoclassico, è stato anche un eccellente scultore. Figlio dell’orafo Luigi Valadier, portò a termine la realizzazione del campanone e dell’artistico orologio posto sul lato destro della facciata della Basilica di San Pietro in Vaticano, nonché la sontuosa fonte battesimale bronzea della Basilica di Santa Maria Maggiore. L’opera che lo rese famoso a livello internazionale fu il progetto di piazza del Popolo a Roma, lavoro realizzato nell’anno 1822, a seguire il progetto della vasta area verde del Pincio con la singolare Coffee House denominata poi Casina Valadier e quindi la “passeggiata” dei Fori Imperiali. Molte e singolari le opere realizzate nelle Marche: gli interni della Cattedrale di Urbino, la Collegiata di Monte San Pietrangeli, il palladiano palazzo Ugolini a Macerata, l’armonioso tempietto ottagonale realizzato a Frasassi nel Parco della Gola della Rossa. L’Accademia iniziò a poco a poco a farsi apprezzare come centro di cultura in virtù del suo ricco patrimonio librario, archivistico e artistico. Infatti, in base a una convenzione firmata nel 1870, il Comune affidò all’Accademia tutto il patrimonio librario e documentario originato dalla soppressione degli ordini religiosi del 1861. In questi ultimi anni il Magistrato Accademico ha concentrato tutti gli sforzi economici per il restauro e messa a norma dello storico edificio nonché per la messa in sicurezza dell’importante patrimonio librario, riordinando tutti gli archivi storici presenti con l’ausilio di un sistema informatico convenzionale. I relativi lavori sono stati finanziati in parte dalla Regione Marche mediante il Programma Operativo FESR relativo all’Asse 5 “Valorizzazione dei territori a sostegno, al recupero e all’adeguamento strutturale e funzionale dei beni storico culturali” ed in parte dal Comune medesimo con fondi propri. Il progetto dei lavori di restauro, ripristino e adeguamento impiantistico dell’Accademia Georgica redatto nel 2010, e suddiviso in due distinti stralci, è stato progettato nel rispetto dell’uso delle tecniche e dei materiali storici e quindi con l’uso di prodotti naturali e bio- ecologici, anche facilitando per quanto possibile l’accessibilità ai disabili. I dissesti rilevati, attribuibili oltre che alla vetustà dell’immobile anche agli eventi tellurici che hanno colpito nel 1997 le regioni Marche ed Umbria, sono consistiti in diffuse sconnessioni del paramento murario, in particolare della parete retrostante la piazza, in alcune fessurazioni in corrispondenza dei vani di porte e finestre nonché in lesioni isolate orizzontali con distacchi di intonaco in corrispondenza delle scale, delle volte dipinte realizzate in canne e gesso, delle pareti divisorie e dei solai di piano. Ai lavori di consolidamento e restauro si sono affiancate le opere riguardanti l’adeguamento impiantistico. Tutte le lavorazioni relative all’installazione delle opere impiantistiche e tecnologiche, in particolare per quelle che hanno richiesto operazioni abbastanza invasive per le murature, sono state realizzate nel pieno rispetto della valenza storica dell’edificio e utilizzando materiali e tecniche di intervento idonee alla caratteristica strutturale e tipologica dei locali. L’installazione dell’impianto di spegnimento ad acqua ha imposto la realizzazione all’esterno dei locali dell’Accademia di un idrante e di un attacco motopompa per i VV.FF.; entrambi accuratamente interrati a ridosso del muro di sedime del porticato. La pompa antincendio posta nel terrazzo retrostante è stata collegata, per l’approvvigionamento idrico, con le ampie cisterne interrate poste al centro della piazza e già a servizio della storica fontana. Per le antiche sale, dove non è stato possibile utilizzare compositi liquidi come agenti estinguenti, si è approntato un idoneo impianto di spegnimento a gas comandato automaticamente dal rinnovato impianto di rilevazione fumi. Quindi sono stati realizzati attenendosi alle odierne normative: l’impianto elettrico ed illuminotecnico, l’impianto di illuminazione d’emergenza, l’impianto antintrusione e l’impianto di climatizzazione atto a garantire la perfetta conservazione dei volumi e pergamene storiche e condizioni ambientali ideali ai fruitori delle sale lettura. Con quest’ultimo intervento, l’Accademia Georgica termina tutto il percorso di rinnovamento e adeguamento alle nuove esigenze comunicative che l’attualità richiede.

Un progetto che si inquadra negli obiettivi previsti dalle linee regionali del Distretto Culturale Evoluto; un progetto moderno finalizzato, a dimostrare, inoltre, come l’ottimizzazione delle modeste risorse economiche e l’organizzazione delle competenze di molti volontari riesca a valorizzare i beni culturali rendendone disponibile la consultazione, anche da remoto, non solo all’utenza scientifica tradizionale ma anche ad altri soggetti non sempre addetti ai lavori. Il progetto si inquadra negli interventi previsti dall’Agenda Digitale Europea che ha come obiettivo primario quello di “ottenere vantaggi socio-economici sostenibili grazie a un mercato digitale unico basato su internet veloce e superveloce e su applicazioni interoperabili” e nel conseguente piano nazionale di sviluppo dell’Agenda Digitale Italiana per la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento della vita dei cittadini nei contesti urbani e nelle comunità diffuse. La nuova organizzazione, che ha sostanzialmente allargato la visibilità della stessa istituzione e del patrimonio in essa contenuto, ha già visto aumentare quantitativamente e qualitativamente il proprio bacino di utenza ben al di fuori dei confini nazionali, creando inoltre una non trascurabile opportunità occupazionale per le nuove generazioni.

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