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10.10.2019 | In memoria del futuro
Giornata in ricordo di Cristiano Toraldo di Francia

3 ottobre 2019 Visualizzazioni: 189 Eventi

 

 

Giovedì 10 ottobre sarà la giornata dedicata al ricordo di Cristiano Toraldo di Francia.

Una giornata fatta di pensieri, esposizioni, proiezioni, riflessioni con la cifra che ha caratterizzato la sua attività fatta di curiosità e attenzione a tutti i linguaggi e a tutti gli interstizi in cui si rende manifesta la qualità del progetto – quello architettonico, quello di design, quello dell’impresa.

L’iniziativa – voluta dall’Università di Camerino, da Mappe, dal MAXXI e da una rete di forze culturali con cui ha dialogato – si concentra principalmente sul periodo marchigiano e sulla Facoltà di cui Toraldo è stato mentòre insieme a Eduardo Vittoria, con un impegno che per molti versi rappresenta un’utopia realizzata dove culture, formazione, territorio e impresa hanno ridisegnato la necessità del reciproco riconoscimento e una nuova idea di cittadinanza culturale.

Ma il periodo marchigiano di Toraldo è anche il dialogo profondo e fecondo con la filiera editoriale-culturale del Gruppo Gagliardini – la nascita della rivista Mappe che lui firmerà per 14 numeri, Mappelab con lo spin off MStore, chiamato a connettere forze del progetto con reti dell’artigiania locale. Prima pubblicato su “Progetti” per la qualità delle sue attività professionali, poi Direttore Editoriale di Mappe – un progetto nuovo che ha saputo mettere insieme i fermenti trasversali delle industrie culturali con le declinazioni del progetto su scala marchigiana e adriatica. Con una visione ampia dell’intrapresa del progetto, della cultura come traino dello sviluppo civico prima che economico, dell’emancipazione come frontiera di conoscenza solida e duratura, della costruzione non retorica del network. Mappe ha avuto da subito questa ambizione e questo sguardo che si è trasferito nella governance, nelle rubriche, nell’impianto visivo e grafico, nei collaterals che la animano come soggetto attivo dell’agorà adriatica. Ogni suo editoriale è stato un manifesto, un pensiero mai didascalico, un’interrogazione e una soglia per nuove riflessioni. Per ricordare che le Marche – questo piccolo pezzo di mondo – sono state sempre, e naturalmente, connesse al mondo.