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In mostra Poltrona Frau

10 gennaio 2015 Visualizzazioni: 625 Allestimenti

La scelta del luogo è un omaggio al territorio marchigiano nel quale l’azienda, fondata a Torino da Renzo Frau nel 1912 si è trasferita all’inizio degli anni ´60. Un solido legame rafforzatosi nel corso di quasi 50 anni grazie alla competenza del tessuto produttivo regionale e al coinvolgimento della comunità locale. Interprete dell’eccellenza italiana di cui Poltrona Frau è ambasciatrice nel mondo.

La facciata del museo, bianca e geometrica, è avvolta da una lunga parete arancio che nasconde al suo interno una zona di verde e relax. Ad accogliere il pubblico una dimensione silenziosa e appartata, inaspettata in un ambiente produttivo. All’ingresso la caffetteria, completa di libri da sfogliare e consultare, e sulla destra, suggestiva introduzione all’esperienza espositiva vera e propria, nove video totem.

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Con un alternarsi di parole e immagini, da “martellina” a “capitonnèe”, per conoscere tutti i termini che compongono il glossario del fare di Poltrona Frau. Come fondale materico, una parete realizzata da innumerevoli pelli sovrapposte, condensato sensoriale di tattilità e colori. Subito dopo una presenza carismatica cattura lo sguardo. Vanity Fair, icona indiscussa dell’azienda e del design italiano. Al centro di un grande patio centrale avvolto nel vetro e immerso in una luce a effetto naturale. E come nasce la Vanity e come nascono tutti i prodotti Poltrona Frau lo si scopre immergendosi nei laboratori dell’azienda. Nove monitor e una serie di filmati suggestivi come quadri animati. Fasi di lavorazione descritte come un susseguirsi di gesti antichi, lenti e attenti che si ripetono in un ritmo senza tempo. Poi il cuore storico del museo. Una città di torri scenografiche in diverse altezze. Quattro, sei e otto metri, imponenti ed eteree al tempo stesso. Struttura in legno, rivestimento in tela écru semitrasparente e illuminazione calda dall’interno. Come enormi lanterne fuori scala che definiscono un’atmosfera quasi magica e segnano diversi percorsi possibili. Fra le icone di Poltrona Frau. Dal Chester fino alla Juliet, undici in tutto disposte in una sequenza fluida e cronologica. Ciascuna racchiusa in una torre. Nuda. Illuminata da un semplice spot. Segno grafico di bellezza ed eleganza. Ed è anche un viaggio nel tempo, fra le cinque torri dedicate ai cinque ventenni dal 1912 a oggi. Ognuna un piccolo concentrato di costume. All’interno un duplice allestimento. Da un lato i mobili realizzati da Poltrona Frau in quegli anni. Pezzi originali, che riportano i segni del vivere e dell’abitare. Luci, dettagli, pavimenti citano filologicamente il mood del momento. Dall’altro una teca ricca di documenti originali, cartoline, manifesti pubblicitari, cataloghi, schizzi, disegni che completano la storia dell’azienda e ampliano lo sguardo sul contesto internazionale, su atmosfere, idee e eventi chiave del periodo. In mostra è Poltrona Frau e il suo incontro con le diverse epoche. La sua capacità di raccogliere stimoli, di evolvere e rimanere fedele a se stessa. I suoi valori. Eleganza, forma, funzione, artigianalità, eccellenza. Valori che emergono anche in due sale speciali. La prima dedicata ai grandi progetti contract di teatri e auditorium eseguiti con i più grandi architetti internazionali. Dieci realizzazioni, tutte ad alta complessità, al fianco di dieci premi Priztker. Dal Parlamento Europeo di Strasburgo al Walt Disney Concert Hall di Los Angeles di Frank O. Gehry, dall’Auditorium Parco della Musica di Roma di Renzo Piano al Forum di Barcellona di Herzog & De Meuron. Ogni realizzazione è ospitata in una nicchia, dove campeggia la seduta che ne è protagonista. Scenografia d’impatto, le immagini fotografiche del progetto che rivestono completamente il fondale. Il racconto prosegue con il mondo delle auto, degli yacht, degli aerei, degli elicotteri dove la storica cultura della pelle che distingue l’azienda si esprime nel complesso rivestimento degli interni. La sala riservata all’Interiors in Motion mostra i progetti di maggior prestigio per aziende internazionali come Ferrari, Maserati, Lancia, Pershing, Italo, Etihad Airways. L’allestimento riprende la struttura della sala Contract con un coup de théâtre. Una Ferrari California al centro dello spazio e della scena.

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  • Entrata Museo
  • Torri scenografiche in legno e tela
  • Torri scenografiche in legno e tela
  • Parete realizzata da innumerevoli pelli sovrapposte, condensato sensoriale di tattilità e colori
  • Ferrari California al centro dello spazio e della scena
  • Teca dei Documenti
  • Dieci sedute protagoniste di progetti di auditorium e sale di spettacolo, di dieci premi Priztker