MENU

JCube – un Hub territoriale dove l’idea diventa impresa

24 marzo 2015 Visualizzazioni: 730 Impresa

di Giuseppe Iacobelli

Nell’attuale scenario economico in cui le dinamiche si stanno ridefinendo e ricomporranno nuovi equilibri ed imprese che caratterizzeranno la competitività dei territori negli anni a venire, il posizionamento di ogni area all’interno della concorrenza internazionale, il livello di benessere a cui potranno accedere i suoi abitanti, sono elementi fortemente correlati alla capacità delle stesse di generare nuove iniziative imprenditoriali ed innovazione, e di veicolarle all’interno del tessuto produttivo.

In questo contesto, come negli altri Paesi più evoluti dal punto di vista socio-economico, assume un ruolo sempre più rilevante l’azione di centri di trasferimento tecnologico e creazione d’impresa. In questo ambito possiamo inquadrare gli incubatori d’imprese, ossia strutture che abbiano come obiettivi:

→ lo scouting di progetti di business innovativi (laddove questa più facilmente nasce, tipicamente nei dipartimenti universitari, nei centri di ricerca pubblici e privati e nelle divisioni R&D di imprese già esistenti)

→ l’industrializzazione e sviluppo dei progetti di business (ossia supportare i passaggi critici fondamentali che, partendo dall’innovazione, la trasformano in idea di business, piano industriale, costituzione di una nuova società, sviluppo sul mercato).

Leggi di più

L’incubatore quindi come player che permetta da un lato, di aiutare team di ricercatori a diventare impresa (fornendo le competenze mancanti, aprendo relazioni, partnership, opportunità di finanziamento) e dall’altro di fare da fulcro di un ecosistema capace di catalizzare vari attori interessati ai processi d’innovazione ed allo sviluppo d’impresa. Questa è la visione che ha ispirato la nascita – nel dicembre del 2012 – dell’incubatore JCube srl per volontà e con le risorse finanziarie del Gruppo Industriale Maccaferri (in particolare Eridania Sadam) che ha messo a disposizione delle startup una casa colonica ristrutturata di circa mille metri quadrati per tutte le attività d’impresa (laboratori di test e analisi, spazi per uffici e meeting, un giardino di altri tremila metri quadrati per organizzare eventi) e uno staff dedicato all’implementazione dei servizi di incubazione. Inoltre JCube si caratterizza da subito come virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, visto che già dalla sua costituzione può contare sulla partnership strategica con l’Università Politecnica delle Marche e con il Comune di Jesi. In poco più di un anno JCube ha intercettato diverse centinaia di progetti che hanno portato ad oltre cento candidature alle varie call di selezione, per arrivare ad oggi a selezionare e incubare 14 startup innovative in cui operano circa 40 startupper quasi tutti in età compresa tra i 25 e i 45 anni, altamente formati e qualificati, spesso con esperienza di ricerca internazionale, e altrettanto spesso disposti a rinunciare a impieghi più certi e tradizionali per fare impresa. Quattordici progetti (più altri potenziali tre in fase di ingresso) che si collocano in settori tutti science based quali biotecnologie in campo alimentare e farmaceutico, nanotecnologie, energie rinnovabili, food, ict, sistemi di sicurezza e safety: settori molto differenti tra loro frutto dell’importante scelta da parte di JCube di sperimentare un modello d’incubazione che prevede l’integrazione tra approcci scientifici, propensioni, percorsi formativi e mercati diversi e di creare sinergie importanti tra i vari attori anche impegnati in differenti aree disciplinari. In breve tempo questo nuovo attore del territorio ha raggiunto alcuni importanti accreditamenti. A novembre 2013 JCube è diventato incubatore «certificato» secondo i parametri quali-quantitativi e di performance del Ministero dello Sviluppo Economico, il primo centro ad accreditarsi in una vasta area che comprende tutto il centro Italia; successivamente l’incubatore è diventato Centro d’innovazione e trasferimento tecnologico riconosciuto dalla Regione Marche. JCube ha quindi dato un contributo importante per lo sviluppo del “fenomeno startup” della nuova imprenditoria innovativa del territorio marchigiano. Ad oggi infatti le Marche contano un elevato numero di startup innovative: sono al quarto posto in Italia per il loro numero rispetto al numero totale delle imprese attive ed ai primi posti per il numero di progetti innovativi che hanno già ottenuto e/o fatto domanda di brevetto. La visione di questo incubatore è sempre stata quella di lavorare sul territorio e parallelamente sviluppare reti (di relazione e di mercato) verso altri territori, macro-regionali ed internazionali. In questo senso, JCube sin da subito ha definito delle partnership con alcuni dei principali attori italiani dell’ecosistema startup, come il fondo di investimenti P101 Ventures, una società di venture capital specializzata in investimenti nel settore digitale, l’acceleratore Working Capital di Telecom Italia impegnato nei settori Web&Ict, tecnologie “green” e Social Innovation e il Premio Gaetano Marzotto, che ogni anno mette a disposizione fondi per finanziare le startup più meritevoli. Negli ultimi mesi, oltre al consolidamento di questo lavoro, si stanno ampliando le relazioni sia con attori istituzionali nel Paese che con altri soggetti a livello internazionale, tra cui una serie di iniziative dell’area adriatico ionica. L’obiettivo d’insieme a cui crediamo di poterci candidare è di proporsi come soggetto qualificato nelle politiche a favore della nuova imprenditoria. La visione per il prossimo futuro è quella di stimolare lo sviluppo di un “laboratorio Marche” come area di best practice nel nostro Paese e di promuovere la Regione Marche ed il nostro centro come Hub per la creazione di startup nella macroregione adriatico ionica.

Leggi meno
Sfoglia la rivista Mappe 4
  • foto-2
  • foto-4_1