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La felicità è una private chef tutta per te

20 settembre 2017 Visualizzazioni: 80 Design

Mi chiamo Felicità e sono una Private Chef.

Sono italo americana. Aver vissuto parte della mia vita in America, parte in giro per il mondo, e buona parte in Italia – in particolare nelle Marche – mi ha aiutato a capire usi e costumi, gusti ed esigenze delle persone. Ecco perché cinque anni fa ho deciso di avviare la mia attività di private chef a Londra e a New York, dopo aver avuto svariate esperienze nel campo e in particolare aver lavorato nel ristorante di un noto club privato. La mia attività iniziale era rivolta a VIP (tra gli altri Madonna e Alain Delon), poi – pensai – perché non ottimizzare il mio tempo e la mia professionalità e metterla a disposizione delle persone comuni presso la loro abitazione? Ed eccomi qua, questa è ora la mia professione: una chef a domicilio. Nel mio tempo libero ho scritto il mio primo libro che poi sono diventati due, certa del fatto che mettere su carta i benefici di ciò che noi mangiamo ogni giorno potesse aiutare la salute di tutti, grandi e piccoli, uomini e donne, in modo che tutti potessero iniziare ad avere un rapporto con la tavola in modo diverso e più salutare.

La riservatezza è tutto nel mio lavoro, come del resto nella mia vita privata. Non amo parlare molto di me, anche se mi piace parlare di cibo e di alimentazione con tutti. Il cibo è uno dei doni più grandi che il Cielo ci ha dato e gli va dato il giusto peso: fare la spesa oculatamente, evitare gli sprechi e ottimizzare le finanze che si hanno a disposizione per poter mangiare in modo salubre.
Mi sono affacciata a questo mondo, anche perché non disponevo ancora delle risorse economiche per gestire un locale tutto mio, ma il mio sogno rimane quello di aprire un ristorante, possibilmente nelle Marche.

Dopo un lungo periodo di trasferte tra New York e Londra, decido di tornare in Italia, in particolare a Porto Recanati, ma la mia vita lavorativa cambia, scopro che la mia professione non è così in auge nelle Marche. Mantengo i contatti con l’estero e mi concentro su Roma e Milano dove già sono nota grazie al passaparola con l’estero. Decido nel frattempo di fare un mio orticello, dove coltivare alcuni ortaggi e le piante aromatiche più ricercati e consoni al mio stile di cucina. La grande soddisfazione è stata partire con qualche piantina fino ad arrivare a più di 200!

Le mie origini (la mia nonna cherokee mi ha molto insegnato) e la mia creatività sono le fondamenta del mio lavoro. In cucina ho sempre uno stereo a portata di mano: lo accendo, e a seconda degli ingredienti che ho a disposizione e del mio mood, scelgo la playlist, e libero la mia fantasia come fa il pittore con una tela bianca e i colori. Poi creo, creo, creo. I sapori, i colori, la salute sono le combinazioni ottimali per le mie ricette – tutte originali e poche rivisitazioni. Trovo il copiare un modus operandi abbastanza banale e non fa parte di me. Lo scopo principale dei miei piatti è la piena soddisfazione di tutti i cinque sensi contemporaneamente:

la vista – la presentazione
dei miei piatti deve essere sempre armoniosa nei colori e nella forma perché possa determinare il giusto approccio alla degustazione

l’olfatto – il profumo che scaturisce dalla mia creazione è un viaggio attraverso paesi sconosciuti e giardini in fiore

il tatto – il boccone sulla forchetta prima di entrare in contatto con il palato deve dare quella sensazione di morbidezza e giusta consistenza che crei curiosità ad assaporarlo

il gusto – il risultato dell’incontro ottimale tra la mia creazione e il palato
di chi mangia è la sensazione di un piacere diffuso a partire dalla bocca.

La musica è la mia “compagna di vita”. Da questo mio modo di essere e vivere nasce Food&Music, il marchio che mi contraddistingue e che titola i miei libri con la combinazione delle mie due più grandi passioni.

Organizzo pranzi e cene nelle case private, mettendo a disposizione dei padroni di casa la mia esperienza e la mia creatività
in cucina, cucinando talvolta per un numero di persone che può arrivare a 70.

I menù studiati con i clienti vanno da uno svariato numero di antipasti, primi, secondi, pane, pizza e dolci, il tutto studiato in base alle esigenze da loro espresse, potendo sopperire, ove necessario, alla presenza di intolleranze fino a vere e proprie allergie, come ad esempio la celiachia e l’intolleranza ai latticini e creando menù vegetariani e vegani quando richiesto.
Curo tutti gli aspetti di un menù che vanno dalla spesa all’impiattamento delle portate. Mi occupo della preparazione – tutto rigorosamente fatto da me, dalla carne (dal filetto alla cacciagione) alle verdure, dal pane alla pasta ai dessert, ma ciò che preferisco cucinare è il pesce, cotto o crudo: è l’alimento che stimola maggiormente la mia fantasia. Tra i servizi che offro ci sono anche consulenze a bar, chalet e ristoranti per la creazione e/o rinnovo dei menù. La mia professione mi permette di offrire ai clienti la giusta attenzione e un’esperienza gourmet all’altezza di un ristorante, nel comfort della propria casa.

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