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La luce per i luoghi dell’arte

10 gennaio 2015 Visualizzazioni: 274 Light Design

progetto di Effetto Luce

Intervento
illuminazione Museo dell’Accademia Egizia
luogo 
Roma
Negli ultimi decenni si è assistito ad un cambiamento delle strutture museali volto ad una apertura e proiezione verso la fruizione della cultura ad un pubblico più esteso, con il conseguente coinvolgimento di coloro che sono preposti alla conservazione delle opere. Progettare la luce per un museo è un compito impegnativo e di grande responsabilità poiché si deve mostrare nel modo migliore un patrimonio unico tutelandolo da ogni rischio di danneggiamento o invecchiamento precoce. Particolare attenzione va posta anche allo spettro della luce non visibile, i raggi ultravioletti infatti possono provocare lo scolorimento dei pigmenti nonché la compromissione degli strati pittorici. I raggi infrarossi a loro volta incidono sulla temperatura, l’umidità e possono provocare movimenti di masse d’aria. Il progetto di illuminazione non può essere dunque mai standardizzato, bensì pensato ad hoc, pur nell’ottica di essere quanto mai versatile e flessibile in caso di variazione di allestimento. In Effetto Luce, dal lavoro più articolato al semplice intervento, ci si concentra su quello che vuole essere il risultato finale in rapporto alle dotazioni delle opere del Museo e al budget disponibile, e ci si adopera sempre con la massima competenza, facendo scelte e valutazioni sulle quantità e qualità di luce raccomandate e necessarie, sulle sorgenti e sulle tipologie di prodotto illuminotecnico da utilizzare anche in base a filtri ed ottiche accessorie realizzando i prodotti nei casi in cui gli stessi non fossero disponibili sul mercato.Dopo l’intervento alle Galerie des Arts Décoratives al Louvre, Effetto Luce ha realizzato il progetto illuminotecnico del Museo Egizio realizzato all’interno della Accademia d’Egitto in Roma, il primo nel suo genere ad essere stato commissionato dallo Stato Egiziano al di fuori dai suoi confini. Il Museo racchiude in sé oltre 120 reperti dell’Antico Egitto, dalla fase Faraonica a quella Greco-romana fino ad arrivare al periodo islamico. In mostra anche materiali della collezione di Tutankhamon, tutti custoditi all’interno di speciali teche. Per evitare abbagliamenti e riflessioni sono stati realizzati canali multifunzione, pensati per l’integrazione di molteplici tecnologie come il controllo di temperatura e umidità, video-sorveglianza e rilevatori vari. Si è cosi ottenuto un impianto estremamente versatile con il minimo impatto estetico. Date le caratteristiche delle teche che contengono le opere, si è scelta una sorgente a LED per minimizzare carichi termici e manutenzione. Grazie agli ancoraggi scorrevoli e l’orientabilità interna dei corpi illuminanti si è ottenuta la massima flessibilità di installazione. Nonostante il budget limitato si è riusciti a realizzare un sistema controllabile in modo efficace e puntuale predisponendo per il futuro un sistema remoto di gestione evoluta.
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