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L’antico Cimitero Ebraico di Ancona recuperato

22 febbraio 2016 Visualizzazioni: 488 Architettura

Esemplari interventi di restauro e valorizzazione

Progettisti: arch. Paola Salmoni, arch. Giovanna Salmoni

Il vecchio “campo degli ebrei” consiste in un terreno direttamente affacciato sul mare di circa 15.000 mq di superficie, di forma rettangolare irregolare, con un dislivello di circa 10 metri tra la parte più alta e quella più bassa. La vegetazione è bassa e rada, ad eccezione di un boschetto di faggi. Verso la città e verso le vecchie caserme permangono ancora i resti del muro di cinta costruito nell’Ottocento, all’epoca del negoziato con i militari. A monte il cimitero confina col bastione cinquecentesco detto Baluardo dei Cappuccini. Le tombe sono più o meno regolarmente distribuite lungo la superficie inclinata, le più antiche nell’area a monte, sotto il Baluardo dei Cappuccini. Complessivamente sono state ritrovati circa 1058 tra lapidi e cippi. Di questi solo 735 si trovano ancora nella loro collocazione originale, all’interno del campo, sebbene in molti casi spezzati o sradicati dal terreno. Altri sono stati ritrovati di recente, quando è cominciato il programma di riqualificazione del parco, precipitati in riva al mare o lungo il pendio ripidissimo della falesia. Le lapidi ritrovate coprono quasi l’intero periodo in cui il cimitero è stato in uso. Le più antiche risalgono al XVI secolo, le più recenti agli ultimi anni in cui funzionava, alla metà dell’Ottocento. È stato possibile rilevare una specie di ordine cronologico nei differenti tipi di pietre tombali rinvenute. Quelle cinquecentesche sono in genere lapidi molto semplici, con iscrizioni in ebraico. Verso il Settecento, mano a mano che la comunità ebraica anconetana cresce (e quindi il suo cimitero diventa più importante), troviamo pietre funerarie più elaborate, a forma di cippi cilindrici, con ampie iscrizioni e decorazioni particolarmente elaborate. Nell’Ottocento compaiono per la prima volta tombe con iscrizioni bilingue, in ebraico e in italiano. L’intervento si articola nel programma di recupero e in quello di valorizzazione dell’antico “campo degli ebrei”. Il primo è il progetto architettonico e di “paesaggio” che riguarda il recupero e la riqualificazione del sito del cimitero e delle sue strutture. Il secondo è invece un programma culturale che riguarda la realizzazione di un percorso “museale” relativo alla valorizzazione del patrimonio storico paesistico e documentario contenuto nella storia del campo, nel luogo in cui si trova, nei documenti che ha conservato.

Il progetto di restauro
È concentrato essenzialmente su tre aspetti.
Il primo è quello che riguarda la realizzazione di una nuova recinzione, integrata alla parte di muro ottocentesco che è stato possibile recuperare e di  un nuovo cancello di accesso lungo la strada che conduce al faro, in ferro con setti di invito di acciaio preossidato corten. Tutta la nuova recinzione, in rete metallica, è trasparente sia per consentire la vista all’interno del recinto, sia per conservare quella continuità visuale tra il campo e il mare che ne rappresenta una delle caratteristiche più affascinanti. Per sottolineare questa caratteristica, lungo il recinto corre un percorso perimetrale, realizzato in legno e stabilizzato, che permette di guardare nel campo e allo stesso tempo integra il cimitero nei percorsi che legano la città ai suoi luoghi monumentali. Il percorso inizia con una rampa pedonale in ferro, pavimentata con doghe di legno, che corre lungo il limite esterno del cimitero, definito dal muro ottocentesco nel lato città e che supera il dislivello esistente. Dalla rampa è possibile, in corrispondenza delle bucature del vecchio muro, affacciarsi più volte all’interno del perimetro cimiteriale, e ricollegarsi a monte, al belvedere, luogo di sosta, organizzato con sedute in legno e corten, con affaccio panoramico verso il cimitero, il mare e  il parco. Il secondo aspetto è quello della sistemazione interna, che sarà tale da facilitare sia l’accesso del visitatore generico, attratto dal luogo, sia quello di coloro che hanno parenti e conoscenti sepolti nel campo. In questo caso il nostro obiettivo è stato da un lato quello di restaurare e conservare o rimettere al loro posto il più alto numero possibile di lapidi, e dall’altro quello di sistemare le lapidi ritrovate e recuperate in appositi spazi. Il terzo è quello che riguarda invece il restauro specifico delle lapidi, la loro catalogazione, la possibilità di allestire uno spazio, localizzato accanto al cimitero, in cui il pubblico interessato possa accedere alle informazioni raccolte e “messe in rete”.

Il programma di valorizzazione

La musealizzazione dell’Antico Cimitero Ebraico nasce dalla messa a sistema di due percorsi-assi portanti: un primo percorso a lato del traversone, lungo il quale sono allestite le pedane che sorreggono i pannelli grafici esplicativi e che comprende la sosta al “Deposito del tempo”, e un secondo percorso – una pedana in legno che costeggia l’antico Cimitero Ebraico sul lato sud-est – che permette invece la lettura delle steli restaurate. Il percorso allestito della musealizzazione è stato pensato per rendere possibile la comprensione e la comunicazione dei dati raccolti attraverso la trascrizione e la catalogazione delle lapidi dell’Antico Cimitero Ebraico, attorno alle quali è stato possibile raccogliere una quantità di informazioni di notevole interesse. Nel percorso vengono illustrati sia la struttura degli accessi e dei percorsi creati per la fruizione diretta dell’Antico Cimitero degli Israeliti che rendono possibile la sua conservazione e la sua valorizzazione nel paesaggio, sia i dati specifici riguardanti la consistenza, lo stato di conservazione, la tipologia, la datazione e la trascrizione delle iscrizioni delle lapidi del Cimitero. Attraverso questa area esplicativa e didattica il percorso continua all’interno del Campo sulla passerella in legno ai lati della quale sono state ricollocate alcune delle lapidi recuperate, disposte in ordine cronologico e adagiate sul terreno dove è possibile ammirarle nella loro consistenza attuale, dopo il restauro che è seguito al recupero delle steli dalla battigia. Il percorso che attraversa l’angolo sud-occidentale del Campo e consente l’accesso, attraverso l’area cimiteriale, al Centro di Documentazione è realizzato in tavolato di legno in teak trattato, montato su struttura metallica orizzontale. L’accesso al Centro di Documentazione può avvenire sia attraverso questo percorso “museale” interno, sia direttamente dall’esterno, attraversando la corte centrale dell’area dei casermaggi.

Progetti 17

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