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Le stanze del tempo sospeso

15 febbraio 2016 Visualizzazioni: 354 Restauro

Museo delle arti monastiche di Serra de’ Conti (AN)

Progetto di Luca Schiavoni

La fortunata occasione di potersi occupare sia della ristrutturazione degli ambienti che del loro allestimento ha reso possibile la realizzazione del museo delle arti monastiche così come il curatore desiderava che fosse: un contesto evocativo dell’atmosfera in cui tutti gli oggetti erano stati trovati e del senso che questo ritrovamento aveva, unendo quindi suggestione e scientificità nell’esposizione, con grande cura degli strumenti di comunicazione di questo piccolo museo demoantropologico.
Per la ristrutturazione degli ambienti è stato facile quindi scegliere di non modificare la loro originaria caratteristica di sotterranei, aggiungendo un pavimento grezzo di mattoni e infissi metallici alle aperture; gli impianti tecnologici sono stati tutti disposti a vista su elementi grigliati sospesi alle volte.
La stretta collaborazione tra la curatrice e il progettista, tra le esigenze museologiche quindi e la ricerca delle soluzioni museografiche, hanno determinato lo sviluppo di un allestimento molto complesso e che privilegia la struttura comunicativa su cui necessariamente un museo deve poter poggiare.
Pensando esclusivamente all’esperienza del visitatore sono stati progettati e realizzati, con un forte impegno di coordinamento tra progettisti ed autori, tutti i momenti e gli strumenti di comunicazione del museo, che si sviluppano lungo il percorso espositivo a supporto della scientificità dell’esposizione ma anche e soprattutto allo scopo di evocare, suggerire e far capire la straordinaria unicità di questo mondo antico e solo apparentemente segregato, in cui il tempo era un tempo differente dal nostro ma che aveva regole e ritmi legati alla preghiera, al lavoro e alla natura.
Pannelli e fogli di sala in più lingue, un video, una postazione audio, un touch-screen di consultazione e una sala di animazione teatrale costituiscono i tanti livelli di comunicazione che corrono parallelamente alla disposizione ordinata e scientifica del ricco e straordinariamente diversificato materiale esposto, suddiviso per aree di attività, esponendo gli strumenti di lavoro accanto ai prodotti finiti senza dimenticare i fitti rapporti con l’esterno che il monastero aveva e di cui in fondo viveva.
Se può esserci un elemento che sinteticamente rappresenti lo sforzo sostenuto nel progetto museografico, attento a non concedere nulla all’ espressività formale degli elementi di allestimento, rivolto solo all’ottenimento del risultato museologico ricercato, questo può essere costituito dal design delle vetrine. Le costruzioni sono state progettate con grandi dimensioni con cristallo sul fronte e sul retro e in modo da contenere nel loro semplice perimetro metallico, tutte le componenti tecnologiche di apertura e di tenuta, di controllo passivo del microclima interno e di illuminazione.

Progetti 12

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