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Les liaisons dangereuses – Eva Frapiccini

20 settembre 2017 Visualizzazioni: 28 Arte

di Andrea Bruciati

Dall’apertura sul mondo, che contraddistingue le recenti ricerche intorno all’immaginario e all’individuo, Eva Frapiccini riporta l’attenzione su di un sistema di
codici relazionali, indagandone le modalità strutturali attraverso una mediazione antropologica prima e concettuale poi. Volge l’operazione artistica sul piano dell’analisi e la esercita nei confronti del linguaggio stesso dell’arte concentrandosi per lo più attorno alla relazione convenzionale che i segni instaurano con le cose. “La mia poetica tratta i meccanismi invisibili di costruzione della conoscenza, dell’etica, e della memoria emozionale che è comune a tutti e costruisce le memorie collettive. Le distanze storiche e culturali sono diventate il campo di studio in cui mi muovo e ruotano attorno ad un’utopia, per me affascinante, cioè la scoperta di fili nascosti, che compongono il senso di collettività e condizionano il nostro vissuto individuale” afferma.

La sua posizione è quella di un’antropologa mossa da una tensione politica, in quanto la riflessione che conduce è essa stessa chiave di interpretazione e di analisi su una realtà sociale che presenta segni sempre più allarmanti di disequilibrio e di involuzione civile. In questa accezione Eva Frapiccini alterna una disamina leggera ma non meno penetrante sul nostro vissuto, animando la parte rimossa o meno sondata, secondo un itinerario di riscoperta ‘dissacrante’. L’artista dichiara: “Nella mia pratica artistica, il documento d’archivio viene spostato dal suo contesto originale per raccontare una nuova storia; creare personaggi fittizi, ma possibili, e tracciare un percorso tra fiction e realtà, tra storia letteraria e storia della scienza.

Questo mi permette di decostruire l’affidabilità verso i comuni sistemi di conoscenza e disfare i mezzi di diffusione considerati ‘sacri’ come biblioteche, musei, documentari, articoli, classifiche ufficiali, che rispondono al concetto di auctoritas”. Eppure lo scarto rispetto alla norma, la differenza, la frattura potrebbero produrre effetti positivi perché nonostante la coscienza sembri non progredire in una ‘comunità di destino’, come afferma Edgar Morin, essa può rappresentare
una opportunità nuova se ne recuperiamo le funzioni critiche ma autentiche di ‘decisione e scelta’. Una teoria della crisi in fondo, quale metodo operativo per una diversa consapevolezza.

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