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Loft e residenze nell’ex convento Parco del Conero

30 settembre 2015 Visualizzazioni: 1033 Restauro

Progetto di Archisal – Studio Salmoni Architetti Associati

L’intervento di restauro ha interessato un edificio, al centro di una più ampia proprietà comprendente un parco secolare e vari immobili, realizzati alla fine dell’Ottocento sui resti di un convento francescano all’interno del Parco del Conero, nel Comune di Sirolo. L’edificio è composto da due corpi di fabbrica uniti, ma ben distinti: l’ex magazzino che ha inglobato la chiesa del convento, e la casa del custode che occupa l’ampliamento ottocentesco realizzato in aderenza. Il progetto di restauro è stato preceduto da una campagna di scavi archeologici e da analisi sulle murature, che hanno messo in luce l’antico impianto della chiesa con la traccia dell’abside e parti di pavimentazione. L’indagine sulla muratura di spina, liberata dagli intonaci stratificati negli anni, ha consentito di rileggere l’originaria morfologia delle pareti, le tracce delle aperture e i resti dell’architettura della chiesa.

Questa parete è stata integralmente restaurata e conservata assieme ai resti dell’abside come testimonianza della trasformazione della materia nel tempo. L’intervento di restauro non ha conservato soltanto elementi e vestigia emergenti dal più lontano passato, ma anche interventi più recenti, quali ad esempio la copertura con le grandi capriate e i solai in legno e ferro utilizzati come trapiani per sfruttare lo spazio della chiesa come magazzini dell’azienda agricola e realizzati con tecnologie e sistemi costruttivi caratteristici degli edifici rurali del periodo. Il restauro della parte ottocentesca è stato più semplice e ha riguardato gli elementi architettonici strutturali interni e la caratteristiche facciate con campiture in pietra del Conero e cornici in mattone rosso con riquadrature delle aperture in cemento colorato. Gli edifici restaurati sono stati destinati a residenze, con tipologie differenti, concepite seguendo la diversa vocazione delle strutture preesistenti. L’ex magazzino “a pianta libera” caratterizzato da ampie superfici senza partiture, è stato trasformato in due loft, che hanno mantenuto inalterata la spazialità interna, organizzando le nuove funzioni in un unico ambiente con il solo inserimento di volumi autonomi per gli spazi privati della casa. L’ingresso è contraddistinto dalla forma fluida e dinamica di un nuovo corpo scala, di forma elicoidale, esaltato dallo sfondo dell’originario muro di pietra e mattoni faccia a vista. Il primo loft si trova al piano terra e si sviluppa su due quote collegate  da una passerella sospesa sul soggiorno, dove domina la forma semicircolare dei resti del muro absidale della chiesa, esaltata dalla pavimentazione continua in micro cemento. Il secondo loft, posto al piano primo e sottotetto, vede la presenza delle grandi capriate in legno rinforzate con piatti in acciaio che sovrastano lo spazio a doppia altezza. La cucina si affaccia all’esterno attraverso una loggia completamente vetrata che lascia vedere dall’interno dell’abitazione le aperture ad ogiva, originarie dell’antico impianto conventuale. Il sottotetto si raggiunge per mezzo di una nuova scala interna in acciaio e legno, appesa con tiranti alla copertura. Il soppalco ospita la zona studio affacciata sul soggiorno sottostante e le camere da letto. La parte ottocentesca, caratterizzata invece da un impianto strutturale distributivo più frazionato, è stata ripartita in quattro residenze di varia superficie e tipologia, di cui due sono poste al piano terra e due al piano primo e sottotetto. L’ingresso si trova sul lato sud-ovest dell’edificio, dove è stato mantenuta la scala originale. Le logge vetrate, dietro i grandi portelloni pieghevoli in legno delle vecchie cantine, caratterizzano gli appartamenti al piano terra.

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