MENU

Macchina ecologica per abitare

13 settembre 2016 Visualizzazioni: 822 Architettura

Residenze in materiali naturali a Fano

progetto di Michele Ricci e Giovanna Nardini – Archètica

Le Villette CG si contraddistinguono nel panorama delle residenze ad alta efficienza energetica per l’utilizzo di materiali naturali: legno per le strutture, calce e terra cruda per gli intonaci, canapa e paglia per le opere murarie e l’isolamento. Sono le prime villette a schiera in balle di paglia in Italia, ad emissioni di CO2 quasi zero, rispettose dell’ambiente e di chi le abita. Il progetto nasce per dare a tre famiglie un’abitazione di qualità, sana, a basso impatto ambientale.

L’intero complesso si inserisce in un lotto urbano dalla forma romboidale scalena che limitava l’inserimento urbanistico ma che ha caratterizzato poi la composizione architettonica. Quest’ultima viene inoltre formalizzata ricalcando basilari principi bio-climatici: grandi finestre a sud per accumulare calore durante l’inverno con sovrastanti balconi dimensionati per ombreggiare ed impedire il surriscaldamento d’estate; l’apertura del prospetto est per captare e incanalare la brezza proveniente dal mare durante l’estate abbassando così la temperatura percepita; il corpo scale aperto per penetrare tutti i livelli e, grazie al lucernario soprastante, soddisfare una duplice funzione: portare luce fino all’interrato e creare un “effetto camino” che espelle l’aria più calda nel periodo estivo.

Si tratta quindi di una macchina ecologica per abitare che utilizza principi antichi ma anche la tecnologia moderna. Vengono infatti orgogliosamente esposti in bella vista i pannelli solari e fotovoltaici sostenuti dal pergolato sul tetto solarium che, senza compromessi sull’inclinazione ottimale, diventa un simbolo iconico visibile da diversi punti del quartiere. Tuttavia è entrando nel campo della tecnica costruttiva utilizzata che si comprendono le potenziali possibilità di innovazione, un terreno fertile in cui idee per un’architettura sostenibile possono attecchire. Questa tecnica prevede un tetto a cassettone sopportato da una struttura prefabbricata formata da un doppio telaio di pilastrini in serie, all’interno del quale sono state inserite senza soluzione di continuità, spezzando ponti termici, 800 balle di paglia recuperate a km zero che fungono da tamponamento ed isolamento termico- acustico. Per i tramezzi interni sono stati usati mattoni di calce e canapa. Gli intonaci esterni in calce naturale e quelli interni in terra cruda elevano l’inerzia termica e l’equilibrio igrotermico. Si è data importanza quindi a materiali coltivati, sottoprodotti dell’attività agricola, che rientrano perfettamente in un ciclo vita sostenibile. Ad esempio la paglia di scarto delle lavorazioni è stata usata come pacciamatura per l’orto sinergico di una delle tre famiglie. “Coltivare architettura sostenibile” diventa quindi un motto per una progettazione che prevede l’interazione tra agricoltura e architettura.

Il risultato è un complesso resistente al sisma, al fuoco ed al tempo; edifici naturali e confortevoli che uniscono tecniche antiche ad uno stile contemporaneo per un futuro sostenibile.

Sfoglia la rivista Mappe 8