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Macerata Moderna: foto di architettura dal ventennio ad oggi

16 gennaio 2015 Visualizzazioni: 992 Exhibit

28 settembre/
17 ottobre 2013

sala La Specola
Biblioteca Mozzi Borgetti,
Macerata

Macerata Moderna.Fotografie d’Architettura dal ventennio’ ad oggi è una mostra fotografica, tenutasi a Macerata, alla sala La Specola della Biblioteca Mozzi Borgetti dal 28 settembre al 17 ottobre 2013. L’evento è stato curato dall’Associazione culturale Punto ed a Capo in collaborazione con il Comune e la Provincia di Macerata, l’Ordine degli Architetti di Macerata e l’In/Arch Marche. L’iniziativa va guardata innanzitutto come una necessità, il bisogno di analizzare e di comprendere l’architettura del modernismo nel Maceratese. Suddiviso al suo interno in tre diverse fasi (il Ventennio, il secondo dopo guerra, gli ultimi trent’anni), il periodo storico preso in considerazione è inserito in un contesto di grande cambiamento storico ed architettonico. In Italia il Fascismo sale al potere nel 1922. Parallelamente in Europa le intuizioni di Walter Gropius portano alla nascita del Bauhaus. Siamo nel 1919, data fondamentale in quanto in questo periodo ha luogo una rivoluzione senza precedenti nel campo dell’arte del costruire, che prende il nome di Movimento Moderno. Macerata Moderna ha evidenziato il percorso dell’architettura maceratese dagli anni ’20 ad oggi mettendolo in relazione con questo grande Movimento e con gli orientamenti più aggiornati che da esso prendono vita. Trentaquattro sono state le opere selezionate. Nello specifico, va detto che il rapporto tra l’architettura maceratese ed il Movimento Moderno è in certi momenti inesistente. A tratti, invece, soprattutto nel secondo dopoguerra, è di una intensità incredibile, forse addirittura troppo forte, con il rischio di perdere di vista proprio Macerata, seguendo un atteggiamento che non è tipico del Modernismo, ma di una sua declinazione, forse la peggiore: l’International Style.

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Negli ultimi trent’anni, se è vero che il Movimento Moderno ha lasciato il passo ad una architettura detta della Globalizzazione, un’architettura a tratti deresponsabilizzata che abbandona temi impegnati come la casa e la città puntando invece sempre più spesso a farsi spettacolo, va purtroppo costatato che a Macerata si è perduta la via, non solo del Modernismo ma anche e soprattutto della buona architettura. Forse noi architetti ci siamo sentiti smarriti proprio per il fatto di trovarci in una età di passaggio, con l’inizio di un nuova epoca ancora poco chiara, fatta di molteplicità di linguaggi, che non sempre tiene conto delle condizioni di partenza, cioè del tanto citato, quanto poco rispettato genius loci. È bellissimo ciò che afferma l’architetto americano Luois Khan su questo argomento, parlando del “potere di prevedere” dell’architetto. Secondo questo grande maestro, infatti, l’architetto è colui che dà vita ad un’opera, che è da sempre vissuta, attraverso il suo spirito, in quel posto. Forse noi architetti oggi abbiamo smarrito il potere di prevedere. Di sicuro qualche cosa si è spezzato, troppe volte l’interesse singolo ha prevalso su quello della collettività e troppe volte noi architetti, attraverso il nostro fare, ci siamo schierati contro il bene della nostra città e del nostro paesaggio, fatto di piccole, ricchissime stanze a cielo aperto. Intorno alla mostra hanno girato poi una serie di eventi, quali conferenze e visite guidate, che hanno visto come protagonisti architetti, docenti universitari, ricercatori e soprattutto i ragazzi delle scuole maceratesi, i quali hanno aderito con grande entusiasmo all’evento, facendo maturare in tutti noi architetti e non, di Punto ed a Capo la speranza per un futuro più onesto, per l’architettura e per la città di Macerata.

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Sfoglia la rivista Mappe 3
  • Palazzo del Mutilato, 1930, Macerata, arch. Cesare Bazzani
  • Ina Casa via Spalato, 1952, Macerata, architetti Paolo Castelli e Marone Marcelletti
  • Chiesa di Consalvi, 1953, Macerata, arch. Alfredo Lambertucci
  • 9283g
  • 9287g
  • Casa Cipriani, 2004, arch. Lorena Luccioni
  • Casa del Pendio, 1962, Macerata, arch. Paolo Castelli
  • Nuovo Ospedale di Macerata, 1966, Gruppo Marche
  • Chiesa Fontescodella, 1974, Gruppo Marche
  • Liceo Artistico, 1959, Macerata, arch. Marone Marcelletti
  • Monumento alla Resistenza, 1967, Gruppo Marche
  • Palazzo Giudiziario, 1967, arch. Alfredo Lambertucci
  • Polo Didattico ex Menichelli, 2002, Macerata, arch. Silvano Iommi
  • Terminal autobus piazza Pizzarello, 1996, architetti Anita Sardellini, Lorena Luccioni, Cristiano Toraldo di Francia
  • Uffici e depositi a Piediripa, 2001, Macerata, arch. Anita Sardellini