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MEMO una scuola diventata biblioteca – la Mediateca Montanari a Fano

19 gennaio 2015 Visualizzazioni: 906 Interni

progetto di Brunetti Filipponi e associati

La Mediateca Montanari “Memo” è una biblioteca multimediale di informazione generale, allestita nei locali della ex scuola Luigi Rossi nel centro storico di Fano.

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Su iniziativa del Comune e con il finanziamento della Fondazione Montanari, il fabbricato è stato ristrutturato e ampliato da un gruppo di architetti e ingegneri coordinati dal prof. Giampiero Cuppini (arch. G. Carbonara, ing. C. Galli, ing. M. Zanna, ing. G. Tosti, ing. G. Raffellini, ing. G. Uguccioni) e comprende una sala ipogea con importanti resti archeologici. La sistemazione interna degli spazi del piano terra e piano primo ed il progetto d’illuminazione esterna e interna dei locali è stata affidata allo Studio Brunetti Filipponi e associati, che hanno proposto una concezione di biblioteca come luogo urbano ed elemento di aggregazione sociale. L’atrio di ingresso, i percorsi, i luoghi di sosta, ogni singolo elemento funzionale e decorativo sono stati concepiti con cura nel progetto per richiamare il vivere urbano di tutti i giorni e calamitare l’interesse anche di chi, usualmente, non entrerebbe in una biblioteca. All’ingresso nell’edificio il visitatore deve essere incuriosito dall’atmosfera soft, dall’approccio informale, dalla commistione di funzioni: reception, bar, bookshop, ma anche, all’occorrenza, un’area sosta-caffetteria. I colori neutri della muratura e dei pavimenti sono ravvivati dal rosso delle sedute e delle giocose lampade su disegno. Il ballatoio diviene una balconata sulla piazza interna, un affaccio “operativo”, in cui le postazioni vis-à-vis su disegno, si configurano come luminosi elementi scultorei. Laddove l’ingresso vuol intrattenere e incuriosire, attraverso i lunghi corridoi di accesso alle stanze si entra nella specificità delle aree tematiche, dei luoghi di consultazione e approfondimento. I corridoi stessi non si configurano soltanto come luoghi di distribuzione e connessione, ma anche di studio, incontro, sosta. Qui la fuga prospettica degli scaffali e dell’illuminazione a soffitto viene interrotta a tratti da sedute e tavoli su cui appoggiarsi per pochi istanti, nel limbo dell’offerta interdisciplinare, di letture e di percorsi. Le stanze, distribuite linearmente, come a richiamare un’antica biblioteca medievale, accolgono le diverse sezioni del sapere, senza sottolineare alcuna gerarchia culturale: letteratura, arte, sociologia, scienza e tecnica, saggistica. Per favorire la concentrazione è stato definito il singolo dettaglio: i tavoli su disegno sono dotati di illuminazione autonoma, mentre le postazioni pc diffuse consentono una rapida consultazione in rete. Il progetto originario prevedeva inoltre pannelli grafici e fotografici a correre lungo il perimetro di ogni ambiente, come delle lunghe strisce di pensieri (immagini e parole) che pongono interrogativi e sono motivo di riflessione, di stimolo e di curiosità. Le aree dedicate ai giovani e ai più piccoli sono state concepite per essere accattivanti e allo stesso tempo confortevoli: pouf colorati, mobili contenitori, morbide vasche di tessuto, da scomporre e ricomporre, nel cui interno giocare o ascoltare una lettura collettiva. Qui accomodarsi su una poltrona significa partire per una nuova avventura, perché non si naviga solo in rete. Da sempre si è viaggiato attraverso le pagine di un buon libro.

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  • Dettaglio apparecchi illuminanti a led fissati alle scrivanie
  • Scorcio del prospetto su corso Matteotti e ingresso alla biblioteca. Foto Cristiano Toraldo di Francia
  • 9771g
  • Tavolo di consultazione, corridoio
  • Spazio conferenze
  • Atrio d’ingresso, zona attesa
  • Atrio d’ingresso, caffetteria
  • Ballatoio, tavoli luminosi
  • Ballatoio, tavoli luminosi_
  • 9768g
  • Atrio d’ingresso, reception