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Memoria di Memorie – Giambattista Fiorini

18 gennaio 2015 Visualizzazioni: 545 Impresa

di Antonio Luccarini

In occasione del centenario della nascita dell’industriale senigalliese Giambattista Fiorini mi fu chiesto, da parte del figlio Giuseppe erede e continuatore della impresa famigliare, di rievocarne la figura in un libro che ripercorresse insieme le fasi sia della sua parabola esistenziale che di quella professionale. Di una straordinaria quanto originale vicenda imprenditoriale, quella del sacchificio SACART, purtroppo non era rimasto nessun documento cartaceo originale; ma ciò che poteva costituire un grave impedimento per un’obbiettiva ricostruzione, finì per giocare un ruolo stimolante per una rievocazione che non solo fosse estranea alla deformazione dovuta ad elementi agiografici o meramente tecnici, ma che risultasse in grado di raccogliere lo spirito collettivo prodottosi, in anni lontani, attorno ad un uomo, alla sua vicenda privata e al suo ardito e coraggioso progetto aziendale.

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Infatti l’unica strada da percorrere, per chi avesse voluto ricostruire ideazione, genesi, sviluppo del sacchificio senigalliese e del suo realizzatore, restava quella, faticosa, ma non impraticabile, della raccolta di testimonianze di coloro che avevano affiancato, a vario titolo e con ruoli diversi – famigliari, imprenditori ed operai – Giambattista Fiorini nell’itinerario della sua affermazione. Il libro edito da Pequod Giambattista Fiorini- Memoria di memorie, risultato della ricerca, vuol essere, nel suo insieme, la sintesi di aspetti e dimensioni diverse: da una parte c’è la cronaca di un periodo storico particolare del nostro paese, quello definito dagli economisti “miracolo economico “, dall’altra c’è anche il ritratto di un territorio impegnato, gradualmente, in una profonda trasformazione economica, passando da regione fondamentalmente agricola ad area di forte industrializzazione – e Giambattista Fiorini con la sua azienda nata nell’immediato dopoguerra fu a tutti gli effetti un coraggioso apripista – e infine c’è l’individuazione di una filosofia d’impresa, certamente datata, ma per certi versi illuminante anche per misurare distanze e problematiche attuali. Ad una mentalità imprenditoriale del presente che potenzia il proprio progetto industriale per poi piazzarlo come bene appetibile, in vendita, sul mercato, come una qualsiasi merce, si contrappone l’obbiettivo perseguito dal Fiorini di rivolgere fatica, impegno, risorse al potenziamento delle strutture produttive, misurando le scelte aziendali sui criteri di equilibrio tra rigore economico e investimenti nell’innovazione tecnologica. Ma soprattutto emerge dalla storia del primo trentennio di vita della SACART – questo il lasso di tempo analizzato e quasi interamente coperto dalle strategie industriali del “Sor Giovanni”, come veniva chiamato dai suoi collaboratori – la centralità assegnata, per la crescita produttiva, alla problematica della valorizzazione delle risorse umane, considerate non come pura merce da manovrare per meri fini utilitaristici, ma avvertite, sinceramente, senza calcoli di sorta, come il vero patrimonio indispensabile per la soluzione dei problemi e delle difficoltà incontrate nelle varie fasi della produzione. L’immagine finale del libro che riporta un ricordo di uno dei nipoti che non aveva potuto partecipare al funerale di Giambattista Fiorini può, d’altra parte, risultare rivelatrice del segno forte lasciato dalla sua personalità: il giovane Pietro raggiunto il cimitero, alcuni giorni dopo la tumulazione, aveva trovato, davanti alla tomba, in commossa preghiera, due degli operai che avevano per tanti anni lavorato al suo fianco in azienda.

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