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Officina 1 B a Jesi

19 settembre 2017 Visualizzazioni: 152 Restauro

Officina 1 B a Jesi

Mutazione controllata

progetto di Vallini Architetti Associati

Le fila di piccoli anelli di ferro infissi nelle pareti, dove venivano legati i cavalli, raccontano l’origine dell’edificio come Stazione di Posta ai tempi dei viaggiatori di terra. Sorto nel punto strategico della città di Jesi, all’estremo sud del cardo maximus, l’edificio si affaccia su una delle quattro porte principali dell’antico insediamento, Porta Valle, quella maggiormente decorata e riconoscibile che indicava la strada consolare che conduceva a Roma. La sua storia parla di carbone, al tempo in cui ne fu destinato come deposito, e di legno, quando nelle sue stanze regnava il banco da falegname adornato da morse, pialletti e sponderuole.

La sua rinascita ricorda il punto d’inizio, i colori e gli odori che hanno reso questo edificio interessante agli occhi e alla sensibilità di chi ne ha saputo cogliere l’essenza. Oggi, i suoi uffici accolgono moderni viaggiatori in cerca di chi sappia realizzare i propri progetti, prodotti e oggetti.

Offcina 1B è come una grande valigia che raccoglie il mescolarsi degli stili e l’apparente contrasto dei materiali: è il luogo dove convivono idee, suggestioni affini e contrastanti, il nuovo con il vecchio, il rifinito con il grezzo. A terra, superfici lisce
e calde come colate di plastica, antico legno sapientemente recuperato negli arredi, luce che filtra attraverso il vetro incorniciato con il ferro crudo. A cielo, le mezze capriate dorate da una leggera patina di ruggine. Accuratamente risanato nella parte che a accia sulla pubblica via, dove trovano posto l’ingresso e gli u ci, demolito poi ricostruito nella porzione retrostante, l’edificio è stato puntualmente “progettato” senza lasciare nulla al caso, anche quando l’apparenza sa di “non controllato”. Ogni singolo elemento è stato oggetto di attenzione, e dove il già costruito, l’esistente, non è arrivato si è ricorsi al bespoke, al fatto su misura.

Gli involucri metallici, i tavoli, la luce, le vetrate, le porte no alle maniglie seguono un disegno originale e personalizzato. La metamorfosi ha creato grandi spazi comunicanti, capaci di dialogare pur avendo diversa destinazione: il con ne tra loro è segnato da linee di dislivello e porte come su binari che ne segnano il passaggio. Ricerca di stile, di peculiarità formali per raggiungere
la perfetta unione tra i diversi materiali, tra forme organiche e rigore; tra evocazione, mutamento e innovazione. Il tema della capacità di mutare la forma assumendo sembianze nuove, crea un ambiente senza tempo in bilico tra senso di già vissuto, insolito e inatteso.

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