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Otto trulli nel cuore della Valle d’Itria

19 settembre 2017 Visualizzazioni: 26 Restauro

Trullo Valle d'Itria

La profondità circolare dello spazio

progetto di Cristiana Paesani Milvio Magnoni Michele Profeti

Situati nel cuore della Valle D’Itria, tra i comuni di Martina Franca e Cisternino, questo gruppo di otto coni insolitamente alti e spaziosi più una lamia sono posizionati su due ettari di terreno agricolo originariamente coltivato a vigna, in cui ora è presente un frutteto, un uliveto e colture foraggere. Parte della struttura risale alla ne dell’800, l’ampliamento con l’aggiunta del palmento (2 coni) e del deposito agricolo (lamia) avviene nei primi anni del ́900 quando la produzione di vino diventa l’attività agricola principale della valle. Negli anni 70 i trulli vengono adibiti a casa di vacanza con interventi su muri e pavimentazione purtroppo non consoni alla tradizione. Oggi con la sapiente ristrutturazione effettuata, focalizzata da un lato nel recupero totale della materia prima – la pietra – dall’altro nel discreto innesto di soluzioni tecnologiche e di design per quanto concerne luci e arredo, i trulli rivivono la loro circolarità armonica in chiave storico-contemporanea.
I Trulli all’origine erano le abitazioni dei contadini, costruzioni a secco nate per essere scomposte e ricomposte all’occorrenza allo scopo di sfuggire a controlli e tasse.

Siamo nel 1635 quando il Guercio di Puglia – al secolo Girolamo II Conte di Conversano e Duca di Nardò  – volendo allargare l’insediamento stabile dei contadini nella valle senza dover pagare troppe tasse al regno di  Napoli, ordinò che la costruzione di nuove case fosse fatta di sole pietre a secco, senza malta. Con questa astuzia il Guercio salvò i trulli e i diritti dei trullari a vivere dignitosamente. Ogni cono/trullo in generale corrisponde a un ambiente/stanza a formare una serie di moduli abitativi comunicanti ognuno con un suo scopo funzionale e un suo equilibrio strutturale ed estetico: esempio storico di modularità flessibile ed espandibile in base alle esigenze.

La planimetria originale del gruppo di trulli presentava il palmento a nord con un’unica finestra per lo scarico dell’uva, la cucina/soggiorno trasversali ad est, le camere da letto a sud. Tale disposizione durante l’inverno proteggeva la parte notte/abitativa dal freddo vento di tramontana che spesso soffia in Valle d’Itria. Innamorati dell’insolita spaziosità, e con lo scopo di inondare di luce e di visione panoramica gli ambienti vivibili durante il giorno, i progettisti hanno voluto invertire in parte la disposizione delle zone notte/giorno ricavando un grande salone ad L sul lato sud illuminato da una finestra e porta finestra che danno sul giardino, in particolare su un porticato in ferro battuto originale ricoperto da una vite secolare. La camera padronale rimane a nord, mentre una seconda camera da letto è disposta sul lato ovest. L’ambiente cucina/soggiorno accede tramite un disimpegno alla lamia nella quale è stato ricavato un mini appartamento per gli ospiti composto da una camera con salottino e bagno.

Il lavoro di ristrutturazione è consistito sostanzialmente nel ripristino della pietra originale, ripulita dalla calce strati cata nel tempo, sabbiata, lavata e parzialmente re-intonacata con tecnica tradizionale martinese ad e etto ruvido. Sono stati rivisitati gli spazi e le divisioni sotto il sapiente controllo del maestro della pietra, storico garante degli equilibri strutturali.
Si è posta costante attenzione per armonizzare tradizione e innovazione, pietra calce e cemento resina Kerakoll, ad indicare una contemporaneità di vissuto tra passato e presente. L’impianto luci, che viaggia discreto e senza tracce tra una pietra e l’altra, è l’elemento di design tecnologico che a nostro avviso non solo si integra completamente con il tutto, ma sottolinea anzi l’equilibrio tra
gli elementi costruttivi attribuendo loro vita e calore. L’arredo essenziale consente di percepire in pieno la profondità circolare dello spazio e la matericità delle chianche del pavimento che si fondono con le pietre e l’intonaco bianco delle pareti: l’occhio e il pensiero si muovono liberi in ogni direzione, in una sorta di armonica continuità dovuta alla mancanza di spigoli e di punti di discontinuità.

“ Il fatto sorprendente di abitare un trullo è che questo ti impone una nuova visione del mondo. […] Ecco, se penso al trullo penso immediatamente alla circolarità del pensiero nel trullo.”

Andrea Camilleri

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