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Pietro Belluschi – L’architetto americano

21 aprile 2015 Visualizzazioni: 448 Architettura

Belluschi è un architetto simbolo della società post-industriale americana in grado di coniugare forma e tecnica, grazie all’integrazione con diverse discipline e esperienze.

Si potrebbe definire un architetto-artista: dovunque egli abbia lavorato è visibile l’amore per l’arte, che lo ha sempre spinto a richiedere nei suoi lavori la collaborazione dei migliori scultori e pittori americani, facendo del confronto e della ricerca l’elemento caratteristico della sua formazione professionale.

Nato ad Ancona il 18 Agosto 1899, consegue la laurea in Ingegneria civile presso l’Università di Roma nel 1922. Giunto in America subito dopo la laurea, frequenta per un anno la Cornell University, accettando, al contempo, per nove mesi un impiego come ingegnere minerario nelle “Rocky Mountains”, per poi stabilirsi a Portland, nell’Oregon, lavorando come partner presso uno studio locale, diretto da A.E.Doyle, che aveva già prodotto alcune delle più importanti architetture di quello Stato. In breve tempo raggiunge la posizione di progettista capo e dopo la morte di Doyle, nel 1928, assume la direzione generale dell’ufficio. L’infanzia italiana di Belluschi, i primi contatti con il paesaggio mediterraneo, il recupero degli specifici elementi dell’esperienza architettonica europea, in contrasto con lo scenario selvaggio delle folte foreste del nord-ovest americano, condizionano tutti i suoi lavori.

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A volte le sue costruzioni sono convenzionali, ma la oculata scelta dei colori, dei materiali, il vigile controllo dei volumi hanno come risultato opere di altissimo rigore professionale. La prima realizzazione architettonica che lo portò all’attenzione nazionale fu il Portland Art Museum, la cui costruzione è eseguita in due tempi: l’Ayer Wing del 1932 e l’Hirsh Wing nel 1939. Pietro Belluschi dimostra un particolare rispetto per l’eredità architettonica e i valori del sito in cui inserisce il suo intervento. Pur realizzando un’opera schiettamente moderna, egli si preoccupa di armonizzare il progetto con il vicino Masonic Building e cogliere le implicazioni morfologiche dell’intervento in un tessuto preesistente. Negli anni trenta della crisi economica, dai grandi progetti come quello del Museo e il Mortuary, Belluschi indirizza il lavoro verso un maggiore interesse per progetti di residenze private. Con le nuove residenze costruite in Portland, Belluschi concilia l’esperienza dell’architettura moderna con la tradizione popolare, rivalutata dalla sensibilità per i materiali e dallo studio dell’ambiente a nord-ovest della costa Pacifica. Queste costruzioni dimostrano la sua profonda conoscenza dell’uso del legno a cui affianca l’utilizzo di altri materiali come i mattoni rosati, prodotti con creta Willamina. La tensione che scaturisce dal tipo di trattamento scelto è spesso animata dall’uso del marmo, accentuata dalla scelta vigorosa e semplice di altri due materiali: il bronzo e il cristallo. Le residenze che esegue con i suoi collaboratori fino all’inizio della seconda guerra mondiale definiscono la posizione di Belluschi come leader di un rinnovato linguaggio architettonico: il “Regional Style”. Gli elementi principali che caratterizzano queste costruzioni sono: l’espansione del tetto a falde fino a formare ampi portici, lo spazio interno organizzato intorno ad un ampio soggiorno, il dosaggio della luce ottenuto attraverso fasce orizzontali di finestre, e la struttura completamente in legno, il cui colore naturale si inserisce armonicamente nel paesaggio dell’Oregon.

Uno degli esempi più validi sono la Kerr House a Geahart disegnata nel 1941 e la Moore House del 1949, che adagiandosi dolcemente negli alti arbusti delle alture che formano la costa, richiamano il linguaggio vernacolare delle case e i colori dei grani dell’Oregon. Il successo di queste residenze è da ricercarsi soprattutto nella loro essenzialità espressiva semplice e rigorosa, legata soprattutto al recupero delle matrici più valide della tradizione americana. Notorietà nazionale gli deriva anche dalle numerose chiese costruite tra il 1939 ed il 1951. La First Presbitarian Church a Cottage Grove, finita nel 1951, è la meno tradizionale delle chiese costruite nell’Oregon da Belluschi. Niente torri, guglie o archi, reminiscenze di un gotico mai inteso dall’autore. Il volume della chiesa è evidenziato dalla copertura a doppia curva che si innalza dall’entrata fino allo spazio sacro del presbiterio. La parte bassa della costruzione ha un tetto piano e l’entrata ha un piacevole patio che separa la costruzione dalla strada. Il materiale usato è ancora soltanto legno, e non si ricollega a forme già usate, ma sembra comunque essere ancora perfettamente al suo posto nella piccola comunità in cui sorge. Dopo la residenza e gli organismi religiosi, gli anni successivi sono ricchissimi di progetti diversi e di importanti realizzazioni architettoniche. Tra le opere di maggiore impegno l’Equitable Building a Portland.Lo studio aveva acquisito una grande esperienza in edifici per uffici di notevole livello, ma il rigore quasi mistico del controllo di ogni particolare e della scelta dei materiali fanno di questo progetto uno degli episodi fondamentali dell’opera di Belluschi. La costruzione a 12 piani per uffici presenta una struttura ridotta a pura essenzialità tecnologica, tendente a fare della forma architettonica il risultato di un coerente connubio tra struttura ed architettura, con un utilizzo innovativo dell’alluminio. La grande varietà di progetti coordinati dallo studio non allontana Belluschi dall’operatività quotidiana richiesta dalla professione. Mentre gran parte degli architetti americani, sotto la spinta di tanto lavoro, avrebbero organizzato i loro uffici in dipartimenti di produzione e sezioni di progettazione, affidandone la responsabilità in sottordine ad altri architetti, Belluschi rifiuta di riconoscere necessaria tale organizzazione. I risultati finali di tale scelta sono generalmente opere di grande qualità senza errori sintattici e grammaticali. Il progetto esecutivo attraverso un altissimo rigore professionale non è mai trascurato o modificato nella fase di realizzazione. La passione per l’architettura unita alla sua naturale inclinazione a confrontarsi con vari discipline, contesti urbani e approcci professionali, lo spingono nel 1951 ad accettare la presidenza della Facoltà di Architettura del Massachusetts Institute of Technology (M.I.T.) a Cambridge. L’influenza esercitata in questo periodo incide operativamente sui grandi temi del rinnovo urbano. Diventa infaticabile viaggiatore, dirige progettazione di edifici, dà lezioni in scuole di architettura, fa parte di giurie, partecipa a conferenze e congressi. Nonostante i molteplici impegni Belluschi non perde il contatto con la pratica professionale e opera come consulente nella realizzazione di importanti progetti in tutte le regioni degli Stati Uniti. In associazione con Walter Gropius progetta il Pan Am Bulding sorto sopra la Grand Central Station newyorkese e il primo schema per la ristrutturazione del centro di Boston; con E. Catalano progetta la Juilliard Scholl of Music al Lincoln Center for the Performing Arts a New York; con P.L. Nervi sviluppa la St.Mary Catholic Cathedral; con Emily Roth & Sons nascono complessi edifici per uffici. Nel 1972 riceve la medaglia d’oro dall’American Institute of Architects, massima onorificenza nel campo dell’architettura, aggiungendosi al gruppo dei grandi nomi, inclusi Mies van der Rohe e Le Corbusier. In Pietro Belluschi si riconosce la figura dell’architetto disposto a un’azione modesta in favore della funzione civile, senza ricercare le avanguardie, ma aperto a un ampio sperimentalismo in grado di coniugare lo stile internazionale con le nuove tecnologie e materiali, attraverso uno stile semplice ma espressivo.

Nel 1974 Ancona, la sua città natale, si ricorda dell’insigne concittadino, emigrato e divenuto famoso in un altro Paese. Il Sindaco Alfredo Trifogli, subito dopo gli eventi sismici che hanno sconvolto la città e distrutto buona parte degli edifici dell’Università, chiama Pietro Belluschi a progettare la nuova sede della Facoltà di Ingegneria, alla sommità del colle di Monte D’Ago, ove il Piano Regolatore firmato da Campos Venuti collocava la porta della Nuova Ancona. L’operazione tentata da Trifogli persegue molti obiettivi: prospettare alla città un futuro, dopo il dramma del terremoto che l’aveva spopolata; dare una sede appropriata, dopo anni di precarietà, ad una facoltà in forte crescita; dotare la città di un edificio simbolo della ricostruzione ma anche della espansione a sud verso i Piani della Baraccola, ove si sarebbero insediati i nuovi quartieri; attuare il progetto di Campos che definiva la nuova Ancona attorno alle due polarità dell’Ospedale, a nord, e dell’Università a sud; infine attribuire il meritato valore ad un figlio eccellente di Ancona, pressoché sconosciuto ai propri concittadini, contemperando riconoscenza e “marketing territoriale” ante litteram. Belluschi accetta l’incarico (affidato ufficialmente dalla Amministrazione Universitaria nel 1974) che svolge gratuitamente, offrendo il progetto preliminare, comunque assai complesso, alla sua città ferita dal sisma. I suoi appunti progettuali furono in seguito, piuttosto infelicemente, sviluppati da tecnici interni alla facoltà di ingegneria e nacque così l’edificio attualmente sede della Facoltà, i cui criteri progettuali sono così riassunti da una nota de “l’Università di Ancona: 1969/1989”: «Ogni dipartimento è stato suddiviso in due tipi di spazio. Lo Spazio universale contiene quei vani il cui uso è soggetto a cambiamenti, di tempo in tempo, quali le Aree studio, Aule, Aree di Disegno, Laboratori, Sale Riunioni, Uffici, Aree Amministrazione ed Archivi Dipartimentali. Lo Spazio specializzato contiene quei vani che richiedono uno studio di progetto speciale e i quali sono soggetti a sostanziali cambiamenti nel futuro, quali la Biblioteca, Piccole Aule, Mense e Cucine, Sala di riposo, Sala Caldaie e certi spazi molto specializzati per laboratori».

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  • 1932_Portland Art Museum, Oregon
  • 1941_Peter Keer Beach House Geahart, Oregon
  • 1948_Equitable Building Portland, Oregon
  • 1949_first-presbyterian-church
  • 1949_moore-house
  • 1955_louis-b.-skidmore-house
  • 1956_temple-israel
  • 1962_pan-american-biulding
  • 1966_equitable-center-office-building
  • 1970_boston-co. building
  • 1970_the-julliard-school-of-music-lincoln-center-fotìr-the-performing-art
  • 1971_st-mary's-catholic-cathedral