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Porta Pia, Ancona. Atelier d’arte aperti al pubblico

28 gennaio 2015 Visualizzazioni: 852 Arte

di Marta Magagnini

Per capire le ragioni del contemporaneo, Marc Augè suggerisce di ripensare il concetto di frontiera, intesa non più come barriera, bensì come luogo di passaggio che segnala “la necessità di imparare per capire”, perché indica la presenza di un “altro” e la possibilità di raggiungerlo. Una calzante occasione di riuso degli spazi di frontiera, quando destituiti dalla storica funzione di delimitazione, può allora consistere nel deputarli alla sperimentazione dell’arte contemporanea; in questo senso, il progetto Porta Pia open academy and residence – promosso dall’associazione white.fish.tank con la collaborazione di Andrea Bruciati, per la rassegna di arte contemporanea Arrivi e Partenze Mediterraneo – riempie il vuoto di un contenitore ormai simbolico per Ancona: Porta Pia. Il programma autonomo, ideato da Ljudmilla Socci, nasce con l’intento di coinvolgere i visitatori nel procedimento operativo per la realizzazione di un’opera d’arte, tramite atelier d’artista aperti al pubblico, allestiti negli spazi della porta monumentale. Un percorso eterogeneo – pittura, scultura, fotografia, video, disegno, installazione e performance – concepito in progress: mentre negli atelier si svelano strategie e ragioni creative dell’arte contemporanea, nuovi lavori vengono realizzati e implementano l’esposizione. Fino alla convivenza, nell’ultima fase del progetto, di tutto quanto questa promiscuità potrà offrire. Protagonisti tre artisti emergenti del panorama internazionale: Marco Strappato (Porto S. Giorgio, 1982), Valerio Nicolai (Gorizia, 1988) e Julien Tiberi (Marsiglia, 1979), insieme a venticinque studenti delle Accademie di Belle Arti di Urbino e Macerata, testimoni e attori della presenza fattiva di fucine dell’arte nelle Marche. La logica è quella del dialogo e del confronto con il territorio, che ha caratterizzato l’impegno di white.fish.tank sin dalla sua fondazione e che ha creato il punto di contatto necessario con gli intenti della rassegna. L’operazione complessiva non pone distanze, scarti e differenze tra coloro che attraversano gli spazi di Porta Pia: artisti e visitatori sono tutti parte di un percorso che, quando nelle note del silenzio, quando nei rumori delle operazioni del “fare”, sollecita un dialogo intimo permeato su cosa, “qui e ora”, interessa azioni e pensieri dell’arte contemporanea.

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  • Allestimento. Chiara Seghene “ARDOR”, 2010. Guantoni da pugile, ricamo, filo dorato, 26x27 cm. Foto white.fish.tank
  • Allestimento. Corrada Di Pasquale Pausa decimale, 2012. Installazione su muro, china su post-it, 300x300 cm.
  • Allestimento. Cristina Marchese Riflessioni Sensoriali, 2012. Prato, corda, audio. Installazione, dimensioni ambientali. Foto- white.fish.tank
  • Allestimento. Marco Strappato Route To Elsewhere (dalla serie FakeLake), 2012. Collage, trittico 50x100 cm, 50x80 cm, 50x100 cm. Foto white.fish.tank
  • Allestimento. Julien Tiberi Grotta del matchbox, 2012. Specchi graffiati incollati, 70x50 cm. Cactus à la plume, 2012.
  • Area wi-fi gratuita by Simone Alessandrini [Adifdesign]. Foto white.fish.tank
  • Allestimento. Valerio Nicolai Necks, 2012. Acrilico, olio, matite, inserti vari su tela, 300x215 cm.