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Il Porto Antico di Ancona diventa contemporaneo

11 marzo 2016 Visualizzazioni: 671 Architettura

a cura di

Rodolfo Giampieri

Autorità Portuale di Ancona

Ida Simonella

Assessore al Porto e al Piano strategico del Comune di Ancona

Ancona è uno scalo commerciale di rilevanza internazionale, che l’Unione Europea ha inserito nella lista dei porti strategici nel disegno continentale delle infrastrutture e dei trasporti. Oltre 1 milione di passeggeri e circa 8 milioni di tonnellate di merci transitano in porto ogni anno. Ancona rappresenta uno dei principali terminal delle autostrade del mare in Adriatico e Ionio, grazie alle linee traghetto verso Grecia, Croazia Albania e Turchia. Un ponte marittimo che collega l’Europa centro-settentrionale al Mediterraneo sud-orientale.

Va maturando inoltre un buon posizionamento nel traffico container, che andrà rafforzandosi grazie alla realizzazione già operativa di un imponente molo di sovraflutto, di una banchina lineare di circa 300 metri, con pescaggio di mt. 10,30 e di una nuova banchina rettilinea di mt 273 in procinto di aggiudicazione. Il porto di Ancona ha evidenti all’interno dello scalo le preziose tracce della sua storia millenaria, caratterizzata da periodi di massimo splendore sotto l’Imperatore Traiano e nel corso del XIII e XIV secolo, quando la città era seconda, per i commerci in Adriatico, solo a Venezia. La convivenza tra le moderne esigenze dei traffici e della logistica nonché l’esigenza di tutela e valorizzazione del patrimonio storico e monumentale hanno sempre rappresentato una sfida notevole, soprattutto a seguito delle regole imposte dalla security internazionale dopo l’11 settembre 2001.

Queste ultime in particolare, con la separazione fisica (dovuta ad un articolato sistema di reti) dell’area portuale da quella cittadina, hanno di fatto creato una frattura, pur necessaria, tra la città, i suoi abitanti e il porto. Per questo Autorità Portuale e Comune di Ancona hanno deciso di avviare un percorso in grado di rendere fruibili e più valorizzate le aree di maggior pregio storico e monumentale, spostando le attività commerciali in spazi più coerenti con le esigenze del moderno traffico merci portuale. La restituzione degli spazi del porto antico, parte dell’identità locale, alla comunità, ha avuto una risposta entusiasta, con una naturale ed immeditata riappropriazione.

Grazie all’ampliamento degli spazi delle nuova Darsena, a seguito delle opere sopra ricordate, i Moli Clementino e Rizzo sono stati liberati dalle attività commerciali, avviando un percorso amministrativo coordinato da Comune e Autorità Portuale, con la proficua collaborazione degli organi competenti per la sicurezza e la vigilanza, in primis la Capitaneria di porto. Un lavoro di squadra istituzionale imprescindibile, considerando la molteplicità di attività e competenze all’interno di ogni porto. Di qui la modifica del livello di security, l’abbattimento delle barriere che si frapponevano tra città e mare e l’intervento di riqualificazione che oggi consente ai cittadini e ai turisti la fruibilità piena del Porto Antico.

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