MENU

Re-cycle library: Una biblioteca in spazi versatili

15 marzo 2016 Visualizzazioni: 727 Eventi

Plastici sui bancali al posto di ortaggi e pesce fresco, immagini della città sospese tra i ballatoi, le linee colorate di una mappa metropolitana stampate sul pavimento e tante luci e luminarie ad addobbare il tutto.

Succedeva il 28 dicembre nello spazio del mercato delle erbe, ad Ancona, in occasione dell’inaugurazione della mostra Re-cycle library. Una biblioteca per Ancona, curata da Pippo Ciorra, col suo team del corso di Progettazione e Architettura urbana della SAAD di Ascoli Piceno: Luca Di Lorenzo, Ruggero Droghetti, Giulia Menzietti, Caterina Micucci, insieme alla professoressa Federica Ottone. In mostra sono stati esposti i materiali del corso di progettazione tenuto dal professor Ciorra, ovvero le risposte degli studenti ad una sfida particolarmente interessante: quella di pensare ad una nuova biblioteca per Ancona, senza inventare o costruire niente dal nulla, ma “riciclando” degli spazi già esistenti, poco o per nulla utilizzati. Le aree proposte, individuate ed ampiamente documentate col supporto dell’ingegner Sauro Moglie e dell’architetto Claudio Centanni, sono l’ex Palazzo della Provincia, l’autostazione firmata dall’architetto Ralph Erskine e poi mai completata, i ruderi dell’ex convento di S. Francesco, e infine il mercato delle erbe, quest’ultimo sito scelto non in quanto depresso o in disuso, ma al contrario per le sue potenzialità nell’essere versatile, adattabile a più usi. Il tema della biblioteca non nasce come mera indicazione funzionale, quanto piuttosto come spunto per una riflessione più ampia, che rilegge i luoghi canonici della cultura come potenziali hub, in grado di catalizzare utenze ed energie diverse per attivare flussi altri, non necessariamente circoscritti agli usi specifici della biblioteca.

In questo senso il mercato in generale, e in particolar modo quello di Ancona, diviene una realtà particolarmente disponibile, capace di mutare abito più volte in un giorno (mercato la mattina, spazio per la cultura nelle restanti ore) o piuttosto di far coesistere più attività contemporaneamente, in modo da incrociare utenze e interessi diversi. Queste questioni sono state affrontate da Antonella Agnoli (consulente bibliotecaria e autrice di Caro Sindaco, parliamo di biblioteche, Editrice Bibliografica 2011, e Le Piazze del sapere, Laterza 2013) in una conferenza appositamente organizzata per gli studenti del corso presso la SAAD di Ascoli Piceno.

Le quattro aree scelte sono poi diventate l’oggetto di studio del workshop di fotografia organizzato dall’Associazione culturale Spazio Lavì, nella persona di Piero Orlandi, all’interno della Scuola di Architettura e Design di Ascoli Piceno. Nell’occasione il fotografo bolognese Fabio Mantovani ha guidato gli studenti in un’esplorazione visiva degli spazi in questione, restituiti poi in alcuni scatti particolarmente suggestivi, che hanno saputo immortalare il fascino degli ambienti vuoti, in attesa, come fossero rovine contemporanee. Le foto prodotte in occasione del workshop, gli scatti del fotografo Mantovani e i plastici delle proposte degli studenti sono diventati i materiali di una mostra che per tre giorni, dal 28 al 30 dicembre 2015, ha visto il mercato di Ancona trasformarsi in un museo pop-up, punto di incontro di studenti, architetti, curiosi, e di chi entrava cercando zucchine e pane, ed usciva immaginando una nuova biblioteca per la città. L’allestimento, ideato da Emanuele Marcotullio e realizzato dagli studenti guidati da Andrea Antognozzi e Mattia Rebichini, e la redazione di un piccolo giornale con una mappa che guidava i percorsi del “nuovo” mercato, hanno trasformato il senso e la fruizione dello spazio senza minimamente intaccarne o modificarne le strutture, secondo un’idea di riciclo urbano che potrebbe perfettamente adattarsi al reimpiego dell’ex stazione Verrocchio, del Palazzo della Provincia, o di qualsiasi altro spazio in attesa di essere riattivato.

Sfoglia la rivista Mappe 7