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Relais sulle mura del Trecento a Staffolo

21 aprile 2015 Visualizzazioni: 520 Interni, Esterni, Architettura

Progetto di Marco Turchi

L’edificio sorge sulle mura trecentesche di Staffolo, in adiacenza al torrione circolare detto dell’Albornoz, risalente al sec. XIV, e si affaccia a sud ovest su una campagna di morbide colline e sulla corona dei monti dominati dalla sagoma del S. Vicino. Non si hanno notizie circa l’anno di costruzione: il primo documento ufficiale che ne testimonia l’esistenza è una mappa del catasto gregoriano del 1817.

L’edificio ha una pianta rettangolare, suddivisa longitudinalmente in due parti da setti murari portanti in pietra e laterizio e trasversalmente in tre.

I fronti sono caratterizzati da una muratura in pietra arenaria. L’ambiente interno si sviluppa su quattro piani. Al piano terra si trovano l’ingresso, il bar, le sale comuni, la sala prima colazione, la reception ed i servizi. Al piano seminterrato è stato realizzato il centro benessere, mentre i piani primo e secondo ospitano le otto camere, di cui una suite e una sala riunioni.L’immobile è stato sottoposto ad adeguamenti statici ed impiantistici che non ne hanno modificato le caratteristiche architettonico-strutturali: sono state mantenute le tipologie costruttive delle strutture orizzontali (solai di piano e di copertura), opportunamente integrate con presidi antisismici o sostituite con analoga tecnica nei casi di maggior degrado. In particolare alla sommità delle murature (muri di facciata e muri di spina) è stato posto in opera un cordolo a traliccio metallico per migliorare le connessioni tra le murature e l’impalcato di copertura. È stato impiegato un sistema di copertura ventilato e coibentato con doppio strato di pannelli in fibra di legno, posti in opera su un tavolato maschiato. Lo spazio interrato, in parte voltato, in passato utilizzato come cantina, è stato liberato dalle superfetazioni e ricondotto all’originaria forma con la ricostruzione della volta in parte demolita. Sono stati eseguiti interventi sulle murature portanti interne quali reintegrazione di porzioni murarie, riprese a cuci-scuci, richiusura di vani e nicchie nonché modifica di alcune aperture interne. Tutti gli elementi di pregio dell’immobile sono stati recuperati: lo scalone centrale con i gradini in graniglia di cemento e i balaustri in ghisa, i pavimenti in graniglia di cemento decorati, le porte complete di cornici e imbotti in legno in stile tardo liberty, gli infissi originali in legno di larice verniciato con scuretti interni. Per la verniciatura di tutte le parti in legno sono state impiegate vernici naturali. Le pareti perimetrali, una volta risanate strutturalmente, sono state intonacate internamente con prodotti in terra cruda: sotto lo strato di intonaco è stato inserito un sistema di riscaldamento e raffrescamento a parete costituito da moduli radianti in rame.

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Questo sistema unisce i vantaggi dell’argilla con quelli del riscaldamento per irraggiamento a parete, quali assenza di correnti d’aria, ridotta circolazione di polveri e germi, funzionamento a basse temperature. L’argilla associata all’impianto termico, grazie alle sue capacità di assorbire l’umidità ambientale, evita in maniera naturale l’insorgenza di fenomeni di condensa sui pannelli radianti nella stagione estiva. Questo sistema è stato applicato su un cannicciato da 2 cm, rifinito con più mani di intonaco di argilla per uno spessore variabile da 5 a 10 cm. La finitura superficiale è stata effettuata utilizzando un rivestimento murale colorato, sempre a base di argilla, privo di coloranti artificiali e pigmenti. All’esterno, sui paramenti delle murature di facciata, sono state operate riprese a cuci-scuci, scarnitura delle connessure, idrosabbiatura e sigillatura dei giunti con prodotti a base di calce.

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