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Residenza ad Offagna

13 settembre 2016 Visualizzazioni: 624 Esterni, Architettura

Essenziale, rigorosa, ecologica

progetto di Riccardo Bucci

Il posizionamento dell’edificio è stata una delle prime sfide da affrontare: un dettagliato studio dell’esposizione solare ha individuato la posizione ottimale rispetto all’area di proprietà ove era possibile edificare; il fondo è infatti posizionato nella zona nord del colle del borgo, pertanto soffre di un’esposizione al soleggiamento piuttosto debole durante i mesi invernali, tanto che alcune aree, in questi periodi, non sono affatto raggiunte dalla luce solare. Eliminando le zone permanentemente in ombra e delineando di conseguenza la posizione migliore, inizia il progetto dell’impianto architettonico dell’edificio considerando lo spazio esterno della casa come una naturale e vitale prosecuzione degli ambienti interni. Un unico, semplice volume continuo delinea fortemente l’aspetto architettonico dell’abitazione, richiamando la linearità del suo impianto proprio dalle costruzioni tipiche delle zone agricole marchigiane. All’interno di questa compattezza del volume si esprime poi la laboriosità della composizione, nella quale prendono forma, attraverso una marcata differenziazione dei materiali ed un forte cambio di inclinazione delle falde, due scatole che sembrano l’una sovrapposta all’altra. Due volumi, quindi, concatenati l’uno all’altro attraverso un’unica linea che li lega e li divide: il volume sottostante, in tonachino dal colore tenue che definisce l’attacco a terra e gli spazi interni principali dell’abitazione; il volume sovrapposto, interamente rivestito, sia in facciata che in copertura, con pianelle in terracotta, modulo 16×48 cm, di tonalità rossastra, materiale che richiama indissolubilmente il legame con i caratteri della tradizione costruttiva locale. La linea di demarcazione, che dispone il tutto con geometrica precisione risolve, contemporaneamente, problemi tecnici come ad esempio la raccolta delle acque meteoriche: nei lati corti dell’edificio si presenta con una pendenza spiccatamente delineata, la cui inclinazione permette di raggiungere altezze molto più basse rispetto al colmo; nei fronti lunghi dell’edificio arriva a tracciare, con un unico segno orizzontale, le altezze delle aperture che si presentano con uguale modulo e cadenza in entrambi i fronti. Unica eccezione alla scansione ritmica, un’ampia vetrata a nord che permette di godere del paesaggio aperto e collinare, che apre verso il mare, dalla zona giorno dell’abitazione e dalla terrazza, in forte aggetto rispetto al piano interrato. I lati corti dell’edificio sono contraddistinti da una sola apertura per lato, quadrata e di ampie dimensioni, dotata di una strombatura, in citazione di numerose architetture tradizionali. L’importanza di un dialogo rispettoso con l’ambiente naturale ha indirizzato l’intervento sin dalla scelta dell’intero sistema costruttivo: struttura in legno con tipologia Soligno del gruppo Rubner, che prevede l’assemblaggio a secco di tutti i suoi componenti e l’assenza di colle all’interno delle pareti.

Le due scatole presentano anche diversi sistemi di coibentazione: cappotto con materiali naturali quali sughero e fibra di legno per il basamento in tonachino, parete e tetto ventilati per la parte rivestita in cotto. La superficie del cotto ventilato, che utilizzata anche in copertura evita forti irraggiamenti diretti sui solai sottostanti, ha permesso l’inserimento di pannelli fotovoltaici complanari con la copertura stessa, minimizzandone l’impatto. Oltre che con l’ambiente naturale, l’obiettivo di ricercare un’integrazione autentica anche con la storia del luogo in cui si inserisce, in un rapporto dialettico tra tradizione ed innovazione, ha fatto sì che la presenza di una Rocca Medievale a pochi metri abbia influito molto sulla scelta della terracotta come materiale caratteristico, con la possibilità di creare un confronto diretto pur essendo edifici di diversa connotazione e periodo. Togliere invece che aggiungere, semplificando i gesti compositivi, riducendo ad un unico segno che sia allo stesso tempo architettonico ma anche funzionale e tecnologico, ha significato risolvere la complessità che il progetto racchiude, polarizzandola completamente nella fase progettuale e ottenendo così un edificio dall’aspetto essenziale e rigoroso.

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