MENU

Riqualificazione urbana e ambientale della periferia di Pikine

1 ottobre 2015 Visualizzazioni: 551 Tesi

Università degli Studi di Camerino
Sad_ Facoltà di Architettura

Tesi di laurea di Carla Maria Luigia Pavone

Relatori prof. Massimo Perriccioli   

correlatore prof.ssa Angela Magionami     

Sistema diffuso di orti urbani per la valorizzazione della filiera agro-alimentare

Conoscere la città e i suoi abitanti è un primo passo necessario, se l’intento è quello di migliorare la vita quotidiana senza stravolgere le abitudini, gli usi e i costumi locali. Ecco perché la scelta di partire dal basso, di partire dall’agricoltura, di riportare quella tradizione, abbandonata insieme ai villaggi, all’interno di un tessuto urbano denso e informale. Il progetto prevede un sistema diffuso di spazi pubblici per la formazione, la produzione e la distribuzione, che permetta di sfruttare e riqualificare aree abbandonate e degradate della periferia di Pikine. Seguendo una catalogazione le aree vengono suddivise in categorie a seconda delle dimensioni e variano per attività, dispositivi necessari e strutture per la comunità. La strategia consiste in un sistema di interventi che fissi delle linee guida di azione e che possa essere replicabile in tutte le aree che presentano simili caratteristiche, al fine di apportare miglioramenti su diversi livelli: ambientale, economico e sociale. I principi di ciclo chiuso aziendale e di filiera corta mettono in relazione l’aspetto ecologico e quello economico. Il fine della strategia progettuale è quello di inserire spazi verdi all’interno di un fitto tessuto urbano irregolare. A partire dal micro-gardening è possibile realizzare dei piccoli sistemi ecologici, attraverso il riuso di materiali riciclati, incrementando l’autoproduzione, favorendo la sicurezza alimentare e portando nuove 6 opportunità di lavoro. L’architettura permette di tradurre le esigenze primarie della popolazione in sistemi costruttivi semplici da replicare attraverso un meccanismo modulare. I materiali impiegati, il legno, il bambù e la terra cruda, sono scelti tenendo in considerazione il clima del posto, la facile reperibilità e gli scarsi strumenti che gli abitanti hanno a disposizione.                                                                                                                                                                   

Sfoglia la rivista Mappe 6