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Editoriale

Mappe dà i numeri

Il passaggio al nuovo anno e la competizione elettorale appena conclusa hanno provocato un proliferare di liste, agende, elenchi, manifesti, nel tentativo di enumerare buone e cattive cose fatte e nuovi migliori propositi da mettere in atto, per fronteggiare la crisi in corso e assicurare al nostro paese equità sociale e sviluppo. D’altra parte che lo stato di crisi nel quale siamo scivolati alla fine del secondo millennio non sia destinato ad essere superato per un nuovo stato di luminoso ordine, utopia che ha caratterizzato le continue vicende del secolo breve, pare oramai accettato da tutti coloro che riconoscono realisticamente di non essere più i soli rari nantes in gurgite vasto, ovvero in quella modernità liquida nella quale saremo immersi ancora per lungo tempo.
E allora per arginare questo riformismo permanente, per non cedere alle tentazioni di ridurre il mondo ad una favola, ecco alcuni filosofi pubblicare un Manifesto per celebrare il ritorno di un “nuovo” realismo, salutando con un “Bentornata realtà” questa ritrovata resistenza dell’esistente, mentre non si esclude la decostruzione critica dello stato sociale; allo stesso tempo però accettando i progressi della scienza con un atteggiamento naturalistico, che si estende fino allo stato più profondo della coscienza. È il segno di un atteggiamento del pensiero, che si estende ad una sfera culturale più larga dalla letteratura all’architettura, dall’economia alla psicologia e che si esprime come continua ricerca di punti di approdo, o almeno di sicure boe di ancoraggio alle quali aggrapparsi per non perdersi del tutto nell’immensità di un oceano di cui non vediamo i confini. Ecco che allora, per definire nuovi traguardi e riorientarci in un panorama nebbioso, blurring, complesso nel quale siamo passati dopo aver attraversato i sicuri territori segnati dai grandi disegni e dai grandi racconti della modernità, ci vengono in aiuto i numeri associati a liste e elenchi, a segnare il nostro cammino come pietre miliari di un complesso di confini e strade che disegnano Mappe ideali, come diagrammi sinottici, per orientarci nella prossima “terza” modernità.
Oppure come formule di un percorso a tappe, alcune delle quali già raggiunte, di cui si cerca di definire il circuito in vista di un improbabile traguardo. E ancora come elenchi di cose da fare per riorientare la nostra visione di una realtà che alcuni sperano superi la trasparenza della società e la debolezza di un pensiero ancora del tutto operante. Mappe 1.31 ha raccolto alcuni di questi numeri, ma lascia ai suoi lettori come in un gioco del lotto trovare le numerose altre combinazioni utili al conseguimento del successo finale!

Cristiano Toraldo di Francia