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Broedplaats di Amsterdam

Università Politecnica

delle Marche Facoltà di Ingegneria

Tesi di laurea di Matteo Cozzi

Relatori prof. arch. Gianluigi Mondaini 

correlatori prof. ing. C. Di Perna, arch. O. Gipser

La creatività guida la rigenerazione urbana il caso di NDSM

La città di Amsterdam è stata interessata negli ultimi decenni da una consistente crescita economica e demografica. È in continua trasformazione. Alla ne degli anni Ottanta fu proposta una serie di interventi di rigenerazione urbana su grande scala, per riqualificare aree ex-industriali. Questi andarono tuttavia a colpire la scena sub-culturale della città. Molti giovani artisti creativi avevano stabilito le loro attività all’interno dei vecchi edifici industriali dismessi e furono sfrattati. La municipalità si rese presto conto che questi gruppi di artisti contribuivano essenzialmente all’immagine della città. Decise quindi di trovare loro una nuova sistemazione. Nel 2000 è stato quindi istituito il “Project Broedplaats Amsterdam”, che consiste nel creare un’offerta di spazi di lavoro e mantenerli a un livello di accessibilità economica. Si configura come uno strumento che concede sovvenzioni a iniziative creativo/culturali. Ad oggi 78 edifici fanno parte del programma, che è stato finanziato per oltre 50 milioni di euro. NDSM (“Società Cantieristica Navale Olandese”) è l’area di un vecchio cantiere navale, attivo dal 1915 al 1984. Negli anni 60 era uno dei cantieri più importanti del mondo. La sua identità è molto sentita tra gli abitanti di Amsterdam. L’hangar centrale fu uno dei primi edifici scelti per il programma Broedplaats e oggi ne rappresenta uno degli esempi più riusciti: l’area è stata investita dall’ondata creativa e negli anni si è trasformata nell’hub culturale più importante della città. La decadenza dello scenario post-industriale non è stata però convertita in qualità urbana. Il progetto si propone di creare un assetto che possa potenziare le qualità di NDSM, agendo nel rispetto della storia. Il plan si sviluppa intorno ai quattro edifici storici, dichiarati Monumenti Nazionali nel 2008, con la creazione di una piazza centrale. Così facendo si definiscono due aree, una sul bordo frontale, l’altra in posizione più arretrata. La prima costituirà il Media Wharf, centro delle arti comunicative, della cultura, con spazi di lavoro per società specializzate, spazi educativi ed espositivi. Saranno introdotti edifici residenziali, un polo commerciale e un polo universitario. Verranno recuperate le due vasche d’alaggio e introdotte attività di interesse pubblico (mercato del cibo nella vasca più piccola, un centro per eventi in quella più grande). Nella parte arretrata un parco caratterizzato da una vegetazione purificante del terreno ospiterà un sistema di edifici dal doppio carattere, pubblico e privato. Mentre lo Scheepsbouwloods, che ospita il Broedplaats, sta subendo un processo di saturazione in tutti i suoi spazi, il Lasloods verrà lasciato completamente libero, mantenendo così la possibilità di organizzarsi continuamente per ospitare i diversi eventi organizzati nell’area. Sarà affiancata una grande copertura, sotto la quale s’incastrano dei volumi che ospiteranno il “Museo di NDSM e dei docklands”. Il nuovo edificio, posto all’altra estremità rispetto al Lasloods, è composto da più parti. Sono proposti nuovi spazi di lavoro, luoghi di ristoro e punti panoramici, un hotel e un polo delle arti, con spazi espositivi, aule per attività, un auditorium e una biblioteca. L’area viaggia su due scale che si sviluppano in parallelo, l’una nell’altra. Questo offre la possibilità di mantenere le proporzioni dei grandi edifici, risultando in una composizione armoniosa, ma allo stesso tempo permette di vivere l’area a una scala più a misura d’uomo.

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