MENU

Abitare in “filandra”

Ristrutturazione di loft

Intervento: ristrutturazione di loft
Luogo: Osimo (AN)
Progettista: Marco Vignoni, architetto
Committente: Marco Vignoni
Anno di redazione del progetto: 1994
Anno di esecuzione dell’intervento: 1995
Impresa esecutrice: Impresa Edile Forconi Quinto, Osimo (AN)
Dati dimensionali: superficie: 150 mq ca.

 

Negli interventi di recupero e trasformazione a residenza di edifici esistenti pensati originariamente come luoghi di lavoro, si possono individuare due campi di forza: la struttura esistente dell’edificio, sia dal punto di vista spaziale che negli elementi costruttivi; le esigenze legate alla residenza con insite tutte le problematiche dell’abitare contemporaneo.
Il progetto consiste nella ristrutturazione ad abitazione di uno spazio aperto di circa 150 metri quadrati, un tempo destinato a “filandra”, che si trova all’ultimo piano di un edificio situato ai bordi del centro storico di Osimo. A tale scopo la strategia minimalista dell’intervento è quella di rispettare l’esistente lavorando per volumi ed elementi aggiunti, mantenendo per quanto possibile inalterato lo spazio unitario, dove è stata localizzata la zona giorno, e facendo in modo che i volumi aggiunti partecipino alla purezza e semplicità dell’ambiente. In ogni momento e da qualsiasi punto dell’abitazione l’intenzione è quella di vivere la dimensione dell’intero spazio del loft, con tutta la struttura domestica che si articola liberamente nel “vuoto”, esaltando la complessità spaziale. Altro elemento recuperato nella sua interezza è la luce naturale che attraverso grandi aperture penetra in profondità nell’ambiente da entrambe le estremità del locale.
L’esistente, pensato come contenitore antico, è stato perfettamente recuperato in tutta la sua materialità costruttiva. In un primo intervento di risanamento sono stati coinvolti, attraverso un accurato recupero, tutti gli elementi strutturali, come la capriata principale che divide in due l’ambiente; i solai realizzati con orditura principale in travi di legno, filetti e pianellato; i muri portanti realizzati in muratura di mattoni fatti a mano. Questi elementi sono stati, per quanto possibile, lasciati a vista e scoperti nelle parti costruttive, esaltando le testimonianze preesistenti. Successivamente, sempre per quanto riguarda l’esistente, si è intervenuto sugli infissi, persiane, pianetti ecc., restaurandoli anche nei minimi dettagli. Per quanto riguarda il “nuovo”, le parti aggiunte sono state realizzate sempre facendo trasparire tutta la tecnologia costruttiva e la materia nel suo aspetto naturale.
Un primo soppalco, quasi completamente staccato nel perimetro, è realizzato con una lastra in cemento armato a vista, gettata in opera e sorretta da putrelle in ferro; un secondo soppalco più alto, appoggiato parzialmente sulla capriata, è stato pensato in travi di legno e tavolato. I pavimenti, le porte e tutti gli arredi “fissi” sono realizzati in legno naturale, principalmente in faggio, accostato ad altre finiture con atteggiamento al contempo sperimentale e consapevole.
Gli arredi mobili, trattati come oggetti “sparsi” quasi casualmente all’interno dell’abitazione, totalmente indipendenti, denotano una scelta abitativa mutabile e provvisoria, creando un ambiente fatto di prospettive e punti di vista in costante trasformazione.