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Abitazione ‘a elle’ sui tetti di Bologna

Come sfruttare felicemente la dimensione longitudinale 

Intervento: abitazione privata
Luogo: Bologna
Gruppo progettazione: architetturadesignstudio
arch. F.M. Ceccarelli, arch. M.M. Ceccarelli, arch. S. Bernacconi, Ingegneri Riuniti Bologna (strutture)
Anno di realizzazione: 2002/2003
Impresa esecutrice: Edilcreativa – ideAr srl (BO)
Fornitori: Contemporaneo srl Senigallia (AN), Punto Luce Senigallia (AN)
Materiali: Pavimenti in rovere sbiancato; solai e scale in legno lamellare; murature bianche: tinte ai silicati; murature rosse: resina epossidica; cucina: Bulthaup; illuminazione: Viabizzuno (BO); sanitari: Duravit; termosifoni: Runtal
Dimensione: mq 150

Foto: Paolo Semprucci

Un’abitazione all’ultimo piano, all’interno di un “lotto gotico” nel cuore di Bologna, caratterizzata dalla forte prevalenza dello sviluppo longitudinale rispetto alla sua larghezza (ml 30 x ml 5). Lungo tale sviluppo si articola la sequenza alternata degli spazi di abitazione e delle corti interne, resa più suggestiva dalle viste sui tetti e sulla torre degli Asinelli. L’accesso all’appartamento si raggiunge dopo aver percorso una scala a rampe parallele e sovrapposte collocata in fondo a un lungo corridoio con accesso dal porticato pubblico di via Castiglione ed illuminato, nella porzione mediana, da due piccoli cortili. In prossimità dell’ingresso, collocata tra le corti stesse, quasi a formare una unità funzionale a sé stante, è posta la stanza da letto “padronale” con il relativo bagno e lo spogliatoio. Da qui, un corridoio sullo stesso piano fiancheggia un terrazzo incastonato tra i tetti e introduce al vano principale dell’abitazione dove è collocata la cucina e lo spazio destinato al pranzo e al soggiorno. La cucina “ad isola” è collocata da un lato, in adiacenza al terrazzo delimitato da due pareti interamente vetrate ed apribili che permettono la fruizione diretta dell’esterno, dall’altro, in continuità con la zona pranzo. Procedendo oltre, ci si trova nell’ampio soggiorno a doppia altezza, con soffitto a falda, concluso dalla parete terminale caratterizzata da un camino in mattoni rossi posto in posizione centrale tra due aperture su via Castiglione, a loro volta sormontate da una libreria. Lungo un lato dell’ambiente appena descritto, nascosti da una parete trattata con resina rossa a più strati che ne percorre tutta la lunghezza, sono stati realizzati alcuni piccoli locali di servizio quali: la dispensa, la lavanderia che prende luce diretta da un lucernaio ricavato sulla copertura, l’antibagno e il bagno con veduta sul cortile.  Sulla parte centrale dell’ambiente principale destinata al pranzo, per l’intera ampiezza dell’abitazione, si ha una minore altezza per la messa in opera di un solaio in legno lamellare. L’inserimento di questo “nuovo piano” ha consentito la creazione di un vano sottotetto destinato a camera per ospiti e di un terrazzo “a tasca” nella falda di copertura senza peraltro compromettere l’unitarietà dello spazio originario. A questo nuovo locale si accede salendo una scala con gradini in legno lamellare, realizzata a sbalzo dalla muratura storica che ha origine nella parte terminale del soggiorno di fianco al camino. Le pareti di quest’ultimo vano e il parapetto del balcone sono stati anch’essi realizzati con vetrate continue in modo da “catturare” la luce naturale ed illuminare lo spazio sottostante. L’intervento è fortemente caratterizzato dalla introduzione di elementi e materiali innovativi quali: le resine epossidiche, l’acciaio inox, il legno lamellare, le colorazioni e i trattamenti delle superfici, l’assenza di zoccolature ed elementi ornamentali. Tale opzione, pur all’interno di un progetto di consolidamento strutturale e risanamento edilizio, testimonia la volontà di affermare il valore della modernità come strumento di complementarietà all’architettura storica.  Nel progettare il nuovo assetto dell’abitazione “sui tetti” sono state conservate le destinazioni funzionali sedimentate nel tempo, integrandole con quelle nuove derivate dalle esigenze della committenza, con un approccio progettuale che, lontano da ogni intenzione di adeguamento stilistico, rivendica il valore espressivo della contemporaneità, senza sacrificare nessuno dei valori preesistenti e con la convinzione che solo attraverso l’introduzione di inserti contemporanei si può rallentarne il naturale processo di morte ed attivarne uno virtuoso e vitale secondo il quale il nuovo alimenta l’antico e viceversa.

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