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Ancona: progetti per il porto Progetto di nodo intermodale per il trasporto su rotaia e su gomma per la città di Ancona

Università degli Studi Di Ancona
Facoltà Di Ingegneria
Anno Accademico: 1998/1999
Tesi di laurea in Composizione Architettonica: progetto di nodo
intermodale per il trasporto su rotaia e su gomma per la città di Ancona
Autore: Andrea Angeletti
Relatore: Prof. Fausto Pugnaloni
Correlatore: Arch. Andrea Grimaldi

Fausto Pugnaloni

docente di Architettura e Composizione Architettonica III
Facoltà di Ingegneria
Università Politecnica delle Marche

Trent’anni fa, e più, la città di Ancona sembrava destinata a uscire da quel torpore in cui la seconda guerra mondiale l’aveva costretta a vivere, lontana da vicende architettoniche, da climi di rinnovamento, da tensioni urbane e sociali che pure negli anni precedenti, dalla seconda metà dell’Ottocento, l’avevano vista protagonista di emulazioni urbanistiche quali gli sventramenti alla Hausmann con il progetto dei corsi Garibaldi e Stamira, segni di vera rinuncia a quell’immagine di città provinciale che le si era appiccicato. Trent’anni fa, dicevo, in seguito al terremoto del 1972, la scelta di recuperare l’intero quartiere storico di Capodimonte, anche rinunciando a intervenire sul martoriato colle del Guasco, aveva significato per la città e per l’Italia, una sperimentazione vera di processi di recupero urbano e di tessuto edilizio storico; aveva avviato un processo di riqualificazione destinato al rilancio della città nel ruolo di capitale vera di una regione ormai leader di modelli economico imprenditoriali, esportati anche a livello mondiale.
Ma non sarebbe bastata invece la frana del 1982, per avviare quel processo di forte riqualificazione del versante a mare (e certo, se proprio il piede della frana coincideva con le aree destinate a essere elemento trainante della nuova immagine della città sul fronte-mare). Episodi sporadici e frammenti di progetto non possono certo costituire un quadro politico efficace, che solo con la redazione del piano particolareggiato del porto del 2002 sembra aver trovato avvii concreti di programmi per la riqualificazione delle aree portuali e limitrofe.
Il porto, dunque, al centro di attenzioni vive in molte città di mare, anche meno note e più piccole di Ancona, in molte parti dell’Occidente, ha costituito il punto di forza per riqualificare alcune parti di città, e far sì che assurgessero al ruolo di veri volani per una politica a tutto campo. L’interesse mostrato in questo settore, con studi condotti dall’università anconetana nella ricerca architettonica, è presentato qui con alcuni chiari, ma parziali esempi tematici, che ribadiscono come le problematiche complesse dell’area portuale debbano trovare luogo fertile di confronto per acquisire coscienza e idee di un programma condiviso. Si tratta di cose non da poco, come: il valore storico di uno dei pochi porti antichi con eccezionali vestigia, ancora recuperabili, la qualità urbana indiscussa di un bacino portuale e di una città a esso collegata, da salvaguardare in quanto patrimonio culturale, la realizzazione di modelli infrastrutturali per un nodo intermodale, in grado di avvalorare il ruolo di testa di ponte con l’Oriente, il riconoscimento infine del valore simbolico di una città, capoluogo strategico in Adriatico.

Progetto di nodo intermodale per il trasporto su rotaia e su gomma per la città di Ancona
Andrea Angeletti

Nella città di Ancona il problema del trasporto extraurbano è particolarmente sentito e interferisce in modo sostenuto con la rete di trasporto cittadina penalizzando e congestionando ancor di più, se possibile, il traffico, e subendone a sua volta le problematiche che fanno sì che risulti meno efficiente ed efficace il mezzo pubblico nei confronti di quello privato. In particolare attualmente i problemi si riferiscono alla mancanza di adeguate vie di accesso alla città, alla carenza di convenienti vie di attraversamento cittadino che si riflettono nel transito all’interno della città stessa, con conseguente interferenza del tragitto dei vettori con il traffico veicolare urbano, mancanza di spazi per la sosta ed il ricovero dei veicoli, totale assenza di servizi a supporto dei viaggiatori.
Queste mancanze si riflettono nell’aumento della velocità commerciale dei veicoli, con conseguenze negative sia sull’economia dei costi di gestione da parte delle ditte operatrici nel settore sia nell’allungamento dei tempi di percorrenza che disincentivano l’utilizzo del trasporto extraurbano su gomma, nella difficoltà di movimento dei pullman con conseguente intralcio alla circolazione, problema particolarmente evidente nelle ore di punta, ed occupazione di spazi per la sosta, con conseguenti problemi di saturazione e di congestione di un importante area quale quella di piazza Cavour che diventa, di fatto, un anomalo ed ingombrante Bus Terminal nella zona più centrale della città. Queste problematiche fanno si che l’uso del mezzo collettivo di trasporto extraurbano sia poco appetibile per l’utenza, che spesso rinuncia al trasporto pubblico in favore del mezzo privato, aggravando cosi di per sé una situazione già difficile e gravosa. Il comune di Ancona ha recepito da tempo questa problematica e si è fatto carico della situazione avviando degli studi per verificare le possibilità di soluzione del tema trasporto pubblico, valutando la possibilità di costruzione di un Bus Terminal, nel territorio cittadino, che risponda alle esigenze delle ditte operatrici del settore e che soddisfi le richieste dei fruitori del servizio in maniera tale da poterne incentivare l’uso attraverso un utilizzo più efficiente e razionale. Il problema più sentito (oltre quello del reperimento dei fondi per la realizzazione dell’opera) è quello del sito su cui far sorgere la nuova struttura ed il suo inserimento sia nel tessuto urbano costruito, sia soprattutto nei sistemi infrastrutturali presenti nel territorio, o in corso di studio e progettazione, tenendo in particolare considerazione il sistema della rete stradale e degli accessi alla città. Sulla base di queste premesse è stato condotto il seguente studio che viene introdotto da un’analisi ad ampio raggio sulle reti infrastrutturali afferenti la città di Ancona e le possibili implicazioni future, e uno studio urbanistico sul territorio del comune di Ancona.

L’idea compositiva

L’idea compositiva nasce dalle caratteristiche del sito e dalle funzioni che il progetto è intenzionato a svolgere. Il vasto piano che contiene l’area ferroviaria ha suggerito l’idea della stratificazione come risposta alle diverse esigenze che nel luogo si intendono realizzare: l’intenzione è quella di sovrapporre i piani con funzioni distinte in base al tipo di infrastruttura ospitata. I livelli così ottenuti vengono lavorati secondo una logica di addizioni e sottrazioni di volumi: il nuovo costruito diventa volume che viene riconnesso e collegato dal piano, il quale si deforma e si sdoppia laddove vi è la necessità di creare uno spazio funzionale dedicato ai sistemi infrastrutturali del trasporto, mentre le preesistenze del costruito vengono inserite in un volume virtuale che, intersecandosi con il piano, crea un vuoto che inserisce il preesistente nel nuovo costruito. I livelli piani ospitano le funzioni dedicate ai sistemi infrastrutturali: il primo livello, quello del terreno, contiene le connessioni urbane (metropolitana e capolinea Bus Urbani) e il sistema ferroviario (binari e marciapiedi stazione) e rappresenta l’interfaccia con la città, poiché in esso è posizionato l’atrio d’ingresso al sistema Nodo Intermodale, mentre il livello superiore accoglie il Nodo stesso con la nuova Stazione ferroviaria e il Bus Terminal. Questo piano si sdoppia e si deforma tra il volume della fiera ed il livello del Nodo per contenere l’area del Bus Terminal e creare la connessione tra  l’Area della Fiera, i sistemi infrastrutturali di trasporto, e la città. Questa deformazione spaziale del piano che va a coprire il Bus Terminal, crea un vasto spazio urbano pedonale che diventa percorso e piazza: su questo si eleva il volume del Centro Direzionale che diventa elemento di cesura tra Nodo e Area Fiera e fronte scenico per la piazza e la città.

Le funzioni

Al primo livello, quello stradale della via Flaminia e dei binari, si trova la connessione urbana del Nodo Intermodale con  il tessuto cittadino: l’atrio dell’ingresso è infatti posizionato all’interno della vecchia stazione ferroviaria e si affaccia su piazza Rosselli, dove è situato il capolinea dei bus urbani che viene potenziato eliminando l’attuale parcheggio e area taxi, essendo questi ultimi riposizionati all’interno dell’area ferroviaria che precedentemente ospitava la partenza dei binari Ovest. I marciapiedi della metropolitana, sono situati, invece, nella zona che precedentemente ospitava i Binari 1 e 2 della vecchia stazione: essi sono direttamente collegati all’ingresso del nodo, specularmente ai bus urbani. I marciapiedi della nuova stazione vengono spostati più ad est, al limite della vecchia stazione, e traslati verso nord per disponibilità di spazi lasciati liberi dalla dismissione dei binari del vecchio scalo merci. Nella zona in cui precedentemente erano posizionati i binari ovest viene invece inserita una zona verde con funzioni di barriera naturale acustica e come area di attesa per i viaggiatori. La vecchia stazione viene invece ristrutturata nell’ala est in favore della creazione di spazi commerciali, mentre nell’ala ovest, in adiacenza dell’atrio, viene posizionato l’air terminal, direttamente in collegamento con la linea metropolitana che raggiunge l’aeroporto “R. Sanzio” di Falconara. Nel resto dell’ala ovest vengono invece posizionati i servizi necessari al funzionamento della stazione. Nell’area liberata dallo scalo merci, sotto il bus terminal, viene inoltre ricavato un vasto deposito per il rimessaggio e la manutenzione dei vagoni ferroviari. Al livello superiore, a quota 7.20, si trova il Nodo Intermodale: ad est si posiziona la nuova stazione, mentre a nord viene inserito il Bus Terminal. All’interno si trovano tutte le funzioni necessarie al corretto funzionamento dei servizi per i viaggiatori, i quali trovano appena entrati la biglietteria – informazioni, la sala d’attesa, e il bar –  ristoro raggruppati in prossimità sia del Bus Terminal che della stazione ferroviaria. Nella zona est si trova invece, distinta dall’area che interessa arrivi e partenze dei due terminal per non creare interferenze nei percorsi, l’area commerciale che, per mezzo di percorsi che scavalcano la metropolitana, si estende nell’ala ovest della vecchia stazione riconnettendosi con essa e creando percorsi alternativi per l’uscita alla quota stradale. La Stazione è invece pensata come uno spazio di breve attesa: essa si affaccia direttamente sui binari e permette la vista diretta dei treni in arrivo ed è connessa con i marciapiedi mediante collegamenti (scale, ascensori e scale mobili) che portano direttamente in testa ai binari evitando confusione ed errori di percorso. Nel Bus Terminal si è cercato innanzi tutto di evitare l’interferenza tra i percorsi pedonali e i tragitti dei pullman: gli arrivi sono infatti stati posizionati in linea retta ed il marciapiede porta direttamente all’interno del nodo, dove, ortogonalmente agli arrivi, sono state posizionate le partenze che vengono regolate da porte automatiche che si aprono solo in presenza dello stallo del pullman. La circolazione dei vettori all’interno del bus terminal è a senso unico ed ad anello: questo permette manovre di immissione semplici a favore della sicurezza. Il ricovero e parcheggio dei pullman è stato invece posizionato al centro dell’anello, con stalli inclinati a 60° per permettere facili manovre sia di immissione che di retromarcia. Il terminal è anche dotato di aree per la pulizia delle vetture e per le riparazioni. Riguardo le indicazioni del comune, esse sono state tutte rispettate, ed anzi, ampiamente migliorate per quanto riguarda  la razionalizzazione del trasporto e la sicurezza per i viaggiatori. Il livello della ”piazza” sovrastante il bus terminal e collegato mediante due percorsi, di cui uno in prossimità dell’accesso al nodo, mentre il secondo è più ad ovest  in diretto contatto con la stazione ed il bus terminal. Nella piazza si trovano gli ingressi al centro direzionale, il quale si eleva su di esso per permettere la “trasparenza” dei percorsi, e dalla quale, per mezzo di un collegamento leggermente inclinato, si arriva nell’area della fiera, l’ultimo, ma non secondario, elemento di questo progetto.

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