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Ankon Arco

Percorso museale diffuso nel porto

Facoltà di Architettura Corso di laurea in Composizione Architettonica
Anno Accademico: 
2006 – 2007
Tesi: Ankon Arco.
Percorso museale diffuso nel porto di Ancona
Autrici: Chiara Giannini, Elisabetta Gabrielli
Relatore: prof. Luca Basso Peressut
Correlatore: prof. Marco Borsotti

Masterplan di progetto La proposta progettuale oggetto della tesi prende le mosse, a scala urbanistica, dal Piano del Porto che parte dalla constatazione che “il rapporto fra città e Porto appare in crisi”. L’intervento si compone di un sistema di percorsi museali all’aperto che in base alle necessità si dividono e si riuniscono per consentire l’osservazione di tutti i monumenti presenti. Tale impianto permette oltretutto il reinserimento di tutte le emergenze storiche all’interno di un unico tessuto urbano. Il percorso è inoltre caratterizzato dalla presenza di tre interventi museali,
due dei quali aprono e chiudono la passeggiata. Tali progetti sono caratterizzati da una analogia di materiali oltre che da una affinità formale. Infatti la presenza del rivestimento in travertino, di ampie superfici vetrate e di pareti in cemento armato intonacate di bianco contraddistinguono tutti e tre gli episodi architettonici.
Questi sono:
Ce.Do.Ri.Ma: Centro di documentazione del Risorgimento delle Marche
I percorsi progettati hanno inizio dalla Mole Vanvitelliana e la prima ‘tappa storica’che toccano è Porta Pia (1787- 89). Particolare attenzione è stata rivolta al vecchio contesto
storico in cui la Porta era inserita. Sulla base delle cartografie e delle foto storiche si è scoperto come originariamente
essa fosse compresa tra due edifici adibiti a funzione di controllo e collegata alla Mole da una doppia scalinata monumentale. L’obiettivo del progetto è dunque quello di ripristinare quel dialogo tra Porta Pia e Mole Vanvitelliana
che si è perso nell’ultimo secolo a causa dello sviluppo caotico dell’area portuale. Per superare il forte dislivello esistente tra i due piani urbani a cui si trovano i due monumenti si è progettata una scalinata che rimette in comunicazione i due piani di calpestio giocando sulle loro rispettive giaciture. Per ricreare poi il contesto originario si è deciso di realizzare due nuovi edifici di dimensioni e forme paragonabili a quelle dei due manufatti storicamente esistenti. Tra la porta e i nuovi edifici si trova una ‘fascia’ di rispetto: questi si staccano di circa un metro e sono ad essa collegati tramite passerelle.
mARCHEO: Museo Archeologico Nazionale delle Marche Sezione romana
La progettazione di un edificio con funzione museale che possa ospitare la sezione romana del Museo Archeologico Nazionale delle Marche si pone nella duplice ottica di proteggere
i recenti rinvenimenti archeologici di via Lungomare
Vanvitelli, che hanno portato alla luce strutture portuali di epoca augustea e traianea, e contemporaneamente di contenere i molteplici reperti di epoca romana, che non possiedono locazione per la mancanza di una sezione romana
nel museo marchigiano. Lo spazio entro cui si inserisce
il progetto risulta compreso tra il complesso murario settecentesco, opera del Vanvitelli, da una parte e la casa del Capitano (edificio romanico) e gli scavi romani dall’altra.
Il museo si pone come una quinta scenica sugli scavi ed ingloba al suo interno la casa del Capitano, tentando di riproporre l’originale prospetto unitario di cui tali elementi facevano parte. Il piano di chiusura superiore del museo diviene una piastra che si articola, spezza e deframmenta prendendo una consistenza volumetrica come se sentisse la presenza del sito: allungandosi verso gli scavi, agganciandosi
non solo al piccolo edificio romanico ma anche al muro settecentesco dall’altra parte della piazza.
perMARE: Museo del Mare della Città di Ancona
L’ultima tappa rilevante del percorso museale all’aperto è perMARE: il Museo del Mare della Città di Ancona. Tale
edificio si confronta sia con il sottostante Forte della Lanterna (1773), che si pone come basamento, che con gli elementi mantenuti della costruzione sovrastante degli anni ’30. L’intervento si compone di due edifici collegati
da un terzo volume vetrato che si insinua all’interno dell’esistente. Il confronto con il contesto si esprime con particolare forza nella scelta di includere alcune pareti del preesistente all’interno del nuovo, di aprire tagli e varchi in corrispondenza delle finestre già presenti e inoltre di mantenere
l’altezza del vecchio edificio di riferimento per la progettazione delle strutture ex novo (l’unica costruzione che se ne distacca è lo spazio espositivo principale che si alza per permettere la visione a 360 gradi del porto). Tali ambienti sono collegati allo spazio espositivo contenuto nel basamento vanvitelliano da una scala che si colloca nel vecchio vano di collegamento.

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