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Artisan shoes

Stabilimento calzaturiero ed uffici

Intervento: Montegranaro Artisan shoes, stabilimento calzaturiero ed uffici
Luogo: Montegranaro (AP)
Progetto e direzione lavori: Guido Canali e Mimma Caldarola
Collaboratori: Riccardo Pieraccini, Moreno Pivetti, Stefano Manfredi
Committente: Prada Engineering s.r.l.
Direzione: Giuseppe Polvani
Ufficio Tecnico: 
Enrico Squassante, Stefano Goracci, Giorgio Capecchi
Progetto arredo uffici: Roberto Baciocchi  con Monica Guarda
Calcoli c.a. in opera, D.L. strutture: Francesco Canali
Calcolo Prefabbricati: Patrizio Alberti/Baraclit
Calcoli carpenterie metalliche: Francesco Stumpo/ Cometal
Calcoli carpenterie metalliche leggere: Gabriele Piccinini/Promo
Progetto impianto elettrico: Studio Pentium Claudio Casi
Progetto impianto termomeccanico: Studio Pentium Enrico Berti
Progetto del verde: Studio Canali con la consulenza di Ivano Garbujo
Opere edili: Edilninno, Fabriano
Prefabbricati: Baraclit, Bibbiena
Strutture metalliche: Cometal, Parma
Facciate continue,carpenterie leggere: Promo, Corridonia
Verde: Brocani Vivai, Perugia

Foto: Alessandro Ciampi, Carlo Valsecchi, Paolo Barbari

Lo stabilimento di Montegranaro (AP) è stato realizzato in un’area collinare nella valle del Chianti, su un lotto caratterizzato da un forte declivio.
L’area, localizzata in un insediamento industriale di recente formazione, si affaccia
dall’alto sull’intero arco collinare. Sullo sfondo il centro di Montegranaro.
Il contrasto tenace fra le masse boschive, la vegetazione mediterranea degli ulivi
e le aree umbratili di fondo valle caratterizza l’intero affaccio dell’area, molto panoramico e suggestivo. Nel delineare l’ipotesi di intervento, è emerso subito il contrasto di scala tra i primi piani contigui all’area, caratterizzati da una recente edilizia piuttosto
disomogenea, e la particolare evocatività delle sequenze collinari distanti.
Il laboratorio è un blocco molto compatto, su due livelli. Una sorta di elemento ordinatore dell’intervento – l’aula a pianta centrale – che da lontano delinea un’immagine compatta e severa, in contrasto voluto con la disomogeneità dell’edilizia circostante.
Contiguo al laboratorio si sviluppa l’edificio ad uffici con il giardino, che mostra
all’esterno un muro compatto, incassato nel profondo rilevato e punteggiato da pochissimi elementi verdi: ulivi e lecci. Hortus conclusus, giardino cintato.
Quinta che protegge e separa dalla strada. Articolati su due livelli, gli uffici si affacciano sul giardino e su una sequenza di patii interni, delimitati da ampie facciate
continue che rappresentano un elemento di contrappunto introverso e nascosto alla sequenza dei muri esterni. La trasparenza su cui è costruito
l’edificio ad uffici amplifica i punti di vista, le relazioni spaziali, le risonanze tra giardino, patii interni e paesaggio collinare. All’interno, il vero protagonista è proprio il paesaggio.
I percorsi e la sequenza visiva sono costruiti per realizzare dei cannocchiali ottici, dei punti di vista privilegiati verso l’arco
collinare.
La piccola galleria vetrata – hall degli uffici – si incunea tra i due patii a cannocchiale, e salda gli uffici stessi al laboratorio, in una  luce zenitale che rende più morbido il contrasto con i severi muri dello stabilimento. All’esterno, in sequenza, i setti murari controventati da tralicci metallici, che delimitano l’edificio verso valle, e ne costituiscono il vero prospetto esterno.
‘Un’idea di finestra elementare, alta da terra a cielo’.

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