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BAM Borghi Alti di Mare

Festival Saggipaesaggi 2008 Paesaggi di Costa e di Frontiera. Le Mostre

Intervento: Festival Saggipaesaggi 2008,
Paesaggi di costa e di frontiera, Borghi Alti di Mare
Luogo: Cartiera Papale, Ascoli Piceno
Enti Promotori: Provincia di Ascoli Piceno,
Assessorato alla Cultura
A cura di: Università di Camerino, Facoltà di Architettura Sede di Ascoli Piceno, Dipartimento PROCAM
Direzione Scientifica: Umberto Cao
Comitato Scientifico: Pippo Ciorra, Andrea Dall’Asta,
Elena Ippoliti, Raffaele Mennella, Cristiano Toraldo di Francia
Curatori: Luigi Coccia, Marco D’Annuntiis, Nicola Flora, Federica Ottone
Curatori associati: Maria Teresa Cusanno,
Alessandro Gabbianelli, Emanuele Marcotullio,
Alessandra Meschini, Anna Laura Petrucci,
Ludovico Romagni, Daniele Rossi, Moira Valeri,
Silvia Vespasiani
Anno di redazione: 19 aprile – 31 maggio 2008
Contributi: Scuola di Dottorato in Architettura
Imprese fornitrici: Essegicolor srl, Acquaviva Picena (AP); Foto Plast Proget Adriatica, Centobuchi (AP);
Ricor Style Arredo srl, Corropoli (TE); Giellea di De Angelis Giovanni & C. snc, Colli Del Tronto (AP);
Center Tecnica, Jesi (AN)

IL CONSULTO DI IDEE

Primo premio
Studiometrico: Lorenzo Bini, Francesco Murialdo,
Collaboratori: Erica Borsa, Valentina Cocco
Premio Grottammare Alta
A studio d’Architettura: Anna Bonvini,
Daniele Garbuglia, Ilaria Arcangeli, Mario Gentili,
Matteo Carli, Pierluigi Gentili, Valentina Alessandrini


Premio Marano
Tierstudio: 
Alberto Bertagna, Sara Marini
Collaboratori: Giovanni Carli, Daniele Franzi,
Riccardo Miotto, Venetia Nikitea
Premio Torre di Palme
Erika Formato, Giuseppina Ciaccio,
Mareike Henschel, Tommaso Vecci

Foto: Peppe Maisto, Daniele Maurizi, Eriberto Guidiv

La mostra Borghi Alti di Mare
La sezione della mostra Borghi Alti di Mare, curata dalla Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno, si inserisce all’interno del Festival Saggi Paesaggi 2008, promosso dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Ascoli Piceno. Dopo aver sondato ‘i paesaggi collinari e conviviali’ e quelli della città post-industriale, in questa edizione l’Amministrazione provinciale ha scelto di focalizzare l’attenzione sul paesaggio e sul patrimonio storico del territorio, chiamato oggi a ripensare il proprio ruolo all’interno delle dinamiche urbane. Il virtuoso connubio Amministrazione-Università-Territorio ha permesso di approfondire attraverso tre iniziative, due mostre e un consulto di idee, il tema della conservazione/trasformazione dei borghi posti sulla sommità dei rilievi collinari a ridosso della costa e il loro ruolo nella specificità della condizione metropolitana adriatica.

Orientamenti
Nei tre livelli della Cartiera Papale di Ascoli Piceno, la mostra intende fornire nuovi Orientamenti al significato e al valore che i borghi alti di mare hanno nella città costiera adriatica. Mappe, disegni, modelli e fotografie restituiscono la condizione di ‘sospensione’ in cui vertono gli antichi insediamenti. In particolare il primo livello ospita una lettura fotografica dei borghi alti di mare del paesaggio costiero adriatico attraverso i lavori di Eriberto Guidi e Peppe Maisto. Il secondo è incentrato sulla loro mappatura lungo la città adriatica. La condizione di puntualità di questi piccoli nuclei storici è rappresentata attraverso profili in acciaio sagomati posti perpendicolarmente alla costa che restituiscono l’andamento morfologico del terreno e sui quali sono ‘ritagliate’ le planimetrie di ogni borgo. L’illuminazione dall’alto le proietta a terra dove un insieme di reperti ne ricostituisce l’anima mentre sulla parete verticale un’indagine fotografica di Daniele Maurizi li restituisce alla contemporaneità contaminata. Sulla parete opposta piccoli immagini di altrettanti borghi croati, ai quali quelli della città adriatica sembrano rimandare; le due sponde sono ‘unite’ da una grande mappa nautica in cui il Mare Adriatico diventa ‘solid sea’. Il terzo livello offre uno sguardo al panorama europeo. Quattordici interventi, selezionati dagli allievi della Scuola di Dottorato della Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno, sono criticamente raccontati in ‘gran lumière’, grandi espositori sospesi. La selezione dei ‘casi-studio’ è stata fatta tenendo conto delle nuove opportunità date a piccoli borghi attraverso recenti interventi che hanno permesso loro di uscire dall’empasse in cui spesso versano, dando valore culturale-conoscitivo al progetto architettonico che può lavorare anche in ambiti ‘sensibili’ restituendo vigore contemporaneo al borgo stesso, al contrario di quello che accade per lo più nel nostro paese dove l’immobilismo la fa da padrone.

Interferenze
Il secondo allestimento coinvolge direttamente tre dei quattordici borghi selezionati nella ricerca della Facoltà: Torre di Palme, Marano e Grottammare Alta. Al loro interno sono messi in mostra i 15 ‘manifesti’ di architettura di altrettanti gruppi di giovani architetti invitati al consulto di idee BAM (Borghi Alti di Mare). L’allestimento è pensato per coinvolgere direttamente il visitatore in un percorso/sequenza  segnalato da teli orizzontali (i manifesti degli architetti invitati) e verticali (profilo degli autori), che corrono sui fili tesi tra gli edifici, quasi a rinnovare la tradizionale messa in festa dei borghi stessi. Una grande “vela” mossa dal vento e illuminata nella notte, è collocata sulla sommità dei borghi a richiamare l’attenzione dell’abitante costiero.

IL CONSULTO DI IDEE

L’annosa ‘questione’ della conservazione/trasformazione dei nuclei storici che gli architetti hanno spesso indagato, vivendo in un paese come il nostro in cui il patrimonio storico ha rappresentato un ‘marchio’ di riconoscimento, è stato il filo conduttore del Consulto di idee BAM promosso dalla Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno. Piuttosto che porsi in una dimensione ‘moralistica’ il tentativo è stato quello di capire in che modo i Borghi Alti di Mare possano (ri)trovare un senso non solo come scrigno di memoria e di identità (quale?) ma soprattutto nel dialogo con la città costiera contemporanea che corre ai loro piedi. Oggi la condizione dei nuclei insediativi storici, custodi della stratificazione del tempo, ha visto un susseguirsi di ‘mutazioni genetiche’ messe in atto per permetterne la conservazione ma che ne hanno determinato al tempo stesso la configurazione di ‘enclave’ residenziali di élite e di spazi legati al consumo e al turismo. Dinamiche che hanno di fatto modificato i nuclei storici in “spazi di apparenza” nei quali convenzionalmente si attinge l’identità del paesaggio ma la cui conservazione si rivela per molti versi un falso. La vita di questi borghi si intreccia inesorabilmente con i dispositivi e le trasformazioni della città costiera adriatica rendendo evidente l’importanza di interrogarsi sulla loro relazione e su scenari possibili.
In un periodo in cui molto spesso il dibattito architettonico sembra arenarsi in ‘strilli’ e in solipstici pensieri, la Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno ha deciso di puntare sulla formula del consulto di idee, invitando 15 gruppi di giovani architetti under 40 a riflettere sui temi relativi alla trasformazione dei nuclei insediativi antichi nella condizione metropolitana adriatica. Il bando chiedeva ai giovani architetti selezionati di esprimere la propria visione del ruolo che i borghi alti di mare sono chiamati a svolgere nello specifico della città costiera attraverso la produzione di un “manifesto di architettura” che sapesse legare le specificità del paesaggio contemporaneo adriatico ad una più ampia riflessione sui temi della trasformazione e della conservazione delle strutture urbane di antica formazione. Chiaramente il ‘campione’ di architetti selezionati nell’intero ambito italiano ha evidenziato i diversi approcci di fronte alla questione ‘cosa fare con questi borghi’, garantendo una policromia di atteggiamenti e declinazioni diverse che risentono della ‘geografia della formazione’ dei singoli gruppi. Tra le proposte pervenute, infatti, è stato possibile rilevare alcune risposte più angolate dal punto di vista della proposta architettonica, altre più orientate alla lettura dei borghi, altre ancora esprimevano un punto di vista particolare o generale sul tema del consulto di idee.
I quindici gruppi di architetti invitati sono: Baukhu; Giuseppina Ciaccio, Erika Formato,Mareike Henschel, Tommaso Vecci; Giovanna Di Virgilio, Emanuele Luciani, Chiara Rizzi, Stefania Staniscia; Silvia Lupini, Sander Lap; Alessandra Macchioni, Filippo Ortolani; aQ architettura quotidiana; Lorenzo Bini, Francesca Murialdo; Timothy Brownlee, Claudio Martini, Alessandro Perini; Alberto Bertagna, Sara Marini;  Luigi Pintacuda ; A studio d’Architettura; Silvia Degano, Stefano Novelli; Mattia Darò; Ettore Vadini , Giancarla Filomena Fabrizio, Giancarlo Laorenza; Adriano Venudo, Claudia Marcon. La commissione per la valutazione delle proposte presentate e l’assegnazione dei premi era così composta: Umbero Cao, Presidente (Direttore Scientifico ‘Borghi alti di mare’), Silvia Vespasiani (Coordinamento manifestazioni ‘Saggi Paesaggi 2008’), Lorenzo Pignatti (docente della Facoltà di Architettura di Pescara).
Moira Valeri

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