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Bello e ripulito il Palazzo Benincasa

Concluso il restauro della facciata dello splendido edificio quattrocentesco anconetano

Donatella Maiolatesi Andrea Carlini
Intervento: opere di pulitura e restauro facciata Palazzo Benincasa
Luogo: via della Loggia, Ancona
Progettisti: arch. Donatella Maiolatesi con arch. Andrea Carlini, arch. Piernarciso Rossin
Committente: Pirelli & C. Real Estate
Anno di redazione del progetto: 2002
Anno di esecuzione del progetto: 2004
Costo: 372.500,00 euro
Impresa restauratrice: LEPSA srl, Roma
Ponteggi: Tabuani srl, Roma
Impianto elettrostatico: Galliani srl, Milano
Dati dimensionali dell’intervento: 1.020 mq
Foto: Foto Carretta

Ancona ha ritrovato uno dei suoi palazzi più rappresentativi da un punto di vista storico e architettonico potendo nuovamente godere della vista completa di Palazzo Benincasa in via della Loggia. La facciata, nel 2002, si presentò ricoperta da uno spesso strato di crosta nera sia sul materiale prevalente, il cotto, che sulla pietra limitata a particolari architettonici e ad una zona del piano terra. Il palazzo fu costruito nel XV secolo da Dionisio Benincasa, accanto alla ricca Loggia dei Mercanti, anch’essa opera di Giorgio da Sebenico, architetto dalmata. Si sviluppa per oltre cinquanta metri secondo un andamento che segue quello curvo della strada. È caratterizzato dall’alternanza fra i pieni dei muri a mattone e i vuoti delle porte archiacute, così vicine fra di loro da far supporre che costituissero in origine un porticato. Ai due piani superiori corrispondono le finestre a tutto sesto, perfettamente in asse; la spartizione è ancora ripetuta al terzo piano aggiunto nel sec. XVIII. Il pittore lombardo Giuseppe Pallavicini decorò in questo periodo con vedute della città l’appartamento nobile. All’interno dello stesso appartamento troviamo una porta settecentesca in legno con laccatura e doratura sulla parete perimetrale del palazzo, che permetteva di comunicare con l’interno della Loggia dei Mercanti. La facciata si presentò molto complessa nella lettura per i diversi interventi di restauro subiti. Lo strato di deposito coerente si mostrò sempre più denso dai piani più alti verso i più bassi coprendo integralmente il paramento murario in laterizio di colore giallo, rosso e giallo-arancio e il paramento murario costituito da blocchi di pietra con molte suture ed integrazioni. Sono state effettuate prove di pulitura, prelevati e sottoposti ad analisi alcuni campioni significativi di laterizio, malta interstiziale, ventaglia in legno e cementino di una zona del paramento murario in mattoni del piano terra. Per garantire il regolare funzionamento del traffico sulla stretta via l’intervento si è svolto in due fasi, un’impalcatura fino alla mezzeria del prospetto circa e poi una seconda per l’altra metà. La prima operazione di pulitura con acqua nebulizzata ha rimosso dalla superficie gli strati di deposito coerente ed incoerente ed ha ridotto lo spessore delle croste nere. Particolari zone sono state oggetto di applicazioni di compresse imbevute di carbonato d’ammonio e/o edta ed eventuale rifinitura con microsabbiatrice e jos. Una percentuale di laterizi e degli elementi lapidei, oggetto di disgregazione o decoesione, hanno avuto un trattamento consolidante con applicazione di silicato d’etile. Sono state rimosse tutte le stuccature costituite da malte non idonee o non più funzionali e realizzate di nuove con malta a base di calce idraulica ed opportuni inerti. Le lesioni presenti nel paramento murario sono state risarcite con microiniezioni di malta idraulica. Per la presentazione estetica finale e per uniformare cromaticamente si è proceduto con una velatura di acqua di calce e terre e con una scialbatura sugli interventi novecenteschi. In particolare per la zona trattata con “cementino” si è eseguito un trattamento con spugnatura di latte di calce e terre. Si è proceduto con adeguati interventi di consolidamento e/o restauro alla ventaglia, al paramento murario in pietra, agli elementi metallici e lignei, alle cornici in cotto e a tutti gli elementi lapidei. Su tutte le superfici si è applicato un trattamento protettivo con silossani a bassa concentrazione. Ultima operazione è stata l’installazione di un impianto elettrostatico allontanamento piccioni in armonia con i lavori di pulitura e restauro.

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