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Campus Multietnico di San Benedetto del Tronto

“L’Atlantico o il Pacifico sono i mari delle distanze, il Mediterraneo è il mare della vicinanza, l’Adriatico è il mare dell’intimità” Pedrag Matvejevic

Università degli studi di Ascoli Piceno
facoltà di Architettura
Anno accademico: 
2003/2004
Tesi di Laurea in Disegno: ipotesi progettuale per Campus multietnico di San Benedetto del Tronto
Autore: Cecilia Massoni
Relatore: Salvatore Santuccio
Correlatore: Franco Panzini

La scelta del tema è stata dettata dalla constatazione della mancanza di un centro culturale polifunzionale a San Benedetto del Tronto e in generale in tutta la provincia di Ascoli Piceno. Il Campus Multietnico, infatti, non solo può contenere un considerevole numero di opere d’arte nel museo, ma prevede anche alloggi e laboratori per artisti e spazi per il tempo libero. Rivalutando San Benedetto come città costiera e quindi punto strategico di collegamento per tutte le città adriatiche, italiane e straniere, questo progetto apre la strada ad un eventuale sviluppo del traffico marittimo.
L’area nella quale è situato il Campus è suddivisa da tre principali vie di percorrenza:
la ferrovia, via Volta e il lungomare. E’ caratterizzata ad ovest da una grande zona agricola, procedendo verso est si incontrano: il muro dell’ex Tirassegno, un grande parcheggio sbrecciato, una pineta di considerevoli dimensioni a ridosso del lungomare, e la più estesa spiaggia libera di San Benedetto.
Questo Campus Multietnico può definirsi un grande parco espositivo. Gli elementi più significativi di cui è composto sono caratterizzati da una doppia funzione estiva ed invernale, che rispecchia la doppia natura di San Benedetto:
* il museo
* il centro direttivo appoggiato al muro dell’ex Tirassegno
* l’auditorium all’aperto
* i percorsi ondulati adibiti d’estate ad area di campeggio per gli artisti e d’inverno a  bancarelle per i mercatini dell’est
* i box espositivi o laboratori per l’estate che d’inverno si trasformano anch’essi in bancarelle per i mercatini dell’est
* le due aree espositive all’aperto
* lo chalet, le cui grandi dimensioni lo rendono utilizzabile come mensa per artisti d’estate
* il percorso mare terminante con un box espositivo
Vi sono due geometrie fondamentali che si sovrappongono e disegnano il Campus: una derivante dal tessuto urbano costituita da linee parallele, e l’altra derivante dalla presenza del muro dell’ex Tirassegno costituita da linee oblique. L’area nella quale si inserisce il progetto è delimitata a est dal mare e ad ovest dalla ferrovia. Questi due elementi significativi che inizialmente vincolavano l’area, sono diventati temi progettali, limiti da superare.
Infatti c’è un percorso che attraversa tutta l’area del parco: parte ad ovest, attraversa la ferrovia passandovi sotto e supera la spiaggia diventando un pontile sul mare. Inoltre, per collegare le due zone divise dalla ferrovia ci sono due passaggi che scendono di quota: uno porta alla zona di parco a ovest, mentre l’altro introduce direttamente nel museo.
L’area è inoltre attraversata dal lungomare e da via Volta. Il Campus si pone come elemento di sosta, una sorta di piazza, per la percorrenza pedonale e ciclabile prevista sul lungomare. Via Volta invece, essendo carrabile e non potendo essere chiusa, viene abbassata di un metro di quota in modo da lacerare l’area di progetto il meno possibile. Grande importanza hanno anche gli alberi. La pineta esistente situata a ridosso del lungomare non viene intaccata dal progetto, è anzi un elemento orizzontale che sottolinea la geometria del parco stesso.
Le palme sono invece disposte in maniera ortogonale per arredare la piazza nella quale è situato lo chalet e per sottolineare la direzione del muro dell’ex Tirassegno.

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