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Cantine nel paesaggio

Interventi di ampliamento della cantina Casalfarneto a Serra de’ Conti

Nazzareno Petrini

Intervento: realizzazione nuova cantina vinicola
Luogo: Serra de’ Conti (AN), via Farneto
Progettisti: arch. Nazzareno Petrini
Studio PetriniSolustri&partners
Committenti: Collefoglia srl Società Agricola
Anno di redazione del progetto: 2004
Anni di esecuzione: 2004 – 2006
Costo Intervento: 1.700.000,00 euro
Imprese esecutrici: Edilfac srl, Monteroberto (AN); Tecnoimpianti sas, Montecarotto (AN); Canducci Holzservice, Pesaro; CO.PA.RI. soc. coop., Forlì; Costruzioni generali srl, Castelplanio (AN); Cesaretti Goffredo, Serra de’ Conti (AN)
Imprese fornitrici: Contemporaneo, Serra de’ Conti (AN)
Dati dimensionali: 2400 mq

Intervento: ampliamento uffici, realizzazione magazzino
prodotti enologici; realizzazione punto vendita
Luogo: Montecarotto (AN), via Piandole
Progettisti: arch. Nazzareno Petrini
Studio PetriniSolustri&partners
Committenti: Terre Cortesi Moncaro soc. coop. agricola
Anno di redazione: 2004
Anni di esecuzione: 2004 – 2006
Costo Intervento: 570.000,00 – 300.000,00 euro
Imprese esecutrici: Muretto snc, Ostra (AN),
Tecnoimpianti sas, Montecarotto (AN),
Ciem impianti elettrici, Castelplanio (AN)
Imprese fornitrici: Promo srl, Corridonia (AN)
Dati dimensionali: 540 mq – 195 mq
Caratteristiche tecniche particolari: Rivestimento
del fabbricato con doghe di lamiera di rame ‘Tecu-patina’

Foto: Paolo Semprucci

Nel numero 23 di ‘Progetti Ancona’ è stato pubblicato il servizio ‘Cantine nel paesaggio’ con una impaginazione errata.
Ci scusiamo con gli interessati e pubblichiamo di nuovo il servizio nella sequenza corretta.

 

La cantina ‘Casalfarneto’
La cantina ‘Casalfarneto’ sorge sulle colline tra Serra de’ Conti e Montecarotto con scorci di paesaggio collinare di questa regione famosa per la produzione del vino. A fronte di un programma ambizioso che spinge a realizzare una struttura in grado di vinificare e affinare circa un milione di bottiglie, la sfida dei progettisti risiede nell’impatto che una simile architettura avrebbe sostenuto con il paesaggio circostante. La soluzione si articola intorno a due scelte strategiche: l’uso del cemento a vista colorato in pasta con ossidi in modo da rendere le superfici capaci di simulare le forme ed i colori dei materiali, quali pietra, laterizi sempre presenti nella campagna marchigiana e costruire buona parte dell’edificio interrato, manipolando il profilo della collina per adattarvi il nuovo organismo architettonico. La copertura risulta essere costruita come un grande tetto giardino piantumato con essenze arboree tipiche della campagna marchigiana. Il sistema costruttivo risulta essenziale e volutamente minimale, teso a non alterare le potenzialità scenografiche del paesaggio. Tutto il processo progettuale ha seguito criteri di ecosostenibilità ambientale, fattore imprescindibile in un sistema moderno di costruire e che, nel caso in questione, diventa anche un fondamentale contributo di valorizzazione dei prodotti così legati al territorio. La conformazione planivolumetrica si adatta al sistema produttivo disponendo i locali per lo stoccaggio e la barricaia nella parte più interna in modo da avere determinate condizioni ambientali, di temperatura e d’umidità, nonché un completo sbarramento dell’irraggiamento solare, presupposti indispensabili per la maturazione dei vini. Volumetricamente l’edificio si articola in tre corpi principali di diversa altezza che corrispondono a tre differenti ambiti di lavorazione. Nel volume più alto si trova la sala vinificazione, alla sua sinistra si trovano i locali tecnici, i servizi e gli spogliatoi, i locali termocondizionati per lo stoccaggio dei vini e più internamente la barricaia; infine nel volume più basso è ubicata la sala degustazione accessibile direttamente dall’esterno attraverso un’ampia parete vetrata. La struttura portante è costituita da travi e pilastri prefabbricati mentre la parete-prospetto è un muro di tamponamento a cappotto con intercapedine e isolante termico, esternamente costituito da una muratura mista molto compatta in pietra locale e mattoni. La cantina è caratterizzata da un’ampia pensilina in metallo che protegge la zona di scarico, sorretta da un particolare telaio di travi e pilastri in legno.

Cantine nel paesaggio

Nuova realizzazione a Montecarrotto
L’intervento a Montecarotto
Gli uffici Il progetto nasce dall’esigenza dell’azienda di organizzare e migliorare compositivamente l’immagine del fabbricato e cercare quindi, viste le caratteristiche di grande pregio ambientale del contesto in cui è collocato, un inserimento paesaggistico più armonico ed equilibrato. Inoltre, per la posizione di rilievo dell’azienda nel panorama del prodotti enologici ed il relativo aumento di produzione, era necessario ampliare lo spazio relativo agli uffici in cui sarebbero state ubicate le funzioni commerciali, gestionali, tecniche e logistiche. In facciata il fabbricato è organizzato su due fasce: la prima, che costituisce il basamento, è realizzata attraverso il recupero e la reinterpretazione della muratura tradizionale propria di questi luoghi composta da mattoni e arenaria; la parte alta è rivestita con doghe di rame forato che, oltre ad esercitare la funzione di frangisole, vanno a mitigare, attraverso il caratteristico “verde” del rame ossidato, il rapporto tra il manufatto architettonico ed il paesaggio. Dal punto di vista tecnico-costruttivo, l’ampliamento a livello del pian terreno è costituito da pilastri in acciaio e solaio in lamiera grecata, barriera al vapore, isolante e guaina impermeabilizzante bituminosa. Gli infissi sono realizzati in alluminio verniciato e ampi vetri termo-acustici. I pilastri di progetto doppiano la struttura esistente lasciando inalterato l’interasse tra i pilastri, garantendo la fruibilità tra il nuovo e il vecchio. A causa dell’esposizione a sud della facciata, e quindi del relativo riscaldamento delle superfici dovuto al forte irraggiamento solare si è optato (per far fronte al problema), per un rivestimento a cappotto con una muratura esterna molto compatta. Il rivestimento, che ingloba la struttura in acciaio, è costituito da due differenti pareti con intercapedine e isolante termico. La parete esterna in pietra e mattoni è ancorata alla struttura a pilastri attraverso putrelle orizzontali visibili all’esterno, che hanno anche la funzione di sostenere la parte superiore della muratura. Il rivestimento con le doghe in rame è sostenuto da una struttura in acciaio fissata sui pilastri esistenti.
Il magazzino e il punto vendita L’edificio, collocato nelle vicinanze dell’azienda, versava in stato di completo abbandono. La collocazione di questo fabbricato riveste una certa importanza per la ditta ‘Terre Cortesi Moncaro’ e presentava caratteristiche dimensionali, oltre al sito favorevole su cui insiste, adatte per la realizzazione di un punto vendita dei prodotti della stessa ditta. Con il progetto sono stati realizzati i locali da destinare alla vendita dei prodotti correlati all’attività svolta all’interno dell’azienda. Esso prevedeva la demolizione e ricostruzione del fabbricato con struttura portante in cemento armato, tamponamenti realizzati in muratura e il manto di copertura con travi in legno, pianelle e coppi. Il fabbricato è organizzato su tre piani: il piano interrato adibito a magazzino direttamente collegato al parcheggio tramite un tunnel in c.a.; il piano terra dal quale hanno accesso i clienti destinato principalmente alla vendita dei prodotti; il soppalco adibito a zona degustazione. I tre livelli sono collegati da una scala interna che corre parallela ad uno dei lati lunghi del fabbricato. L’accesso al punto vendita è segnalato da un muro rettilineo, che corre lateralmente al fabbricato, realizzato in c.a. e rivestito con muratura mista laterizio-arenaria. Lo spazio delimitato da questo setto è coperto da un tetto giardino, che si distacca visivamente e materialmente dalla copertura del fabbricato principale.

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