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Casa Casoni Capannelli

Ristrutturazione di un villino anni Venti a Falconara

Intervento: ristrutturazione edilizia di un villino unifamiliare
Luogo: Falconara Marittima (AN)
Progettisti: arch. Danilo Guerri; strutture:
ing. Stefano Capannelli
Collaboratori: arch. Giulia Mosci, arch. Cristiana Neri,
arch. Federica Paladini, arch. Matteo Sarti, arch. Paolo Vissani
Committente: Stefano Casoni e Tosca Capannelli
Anno di redazione: 2001
Anno di esecuzione: 2001 – 2004
Imprese esecutrici: opere edili: LC Costruzioni di La Foce; opere in ferro: Loris Gerini
Imprese fornitrici: opere in vetro: vetreria Misa,
Senigallia (AN); materiali edili: Gagliardini Edilizia, Monte Roberto (AN); S. Marco – Mattoni stampati, Bigelli Marmi
Dati dimensionali: 185 mq ca
Caratteristiche tecniche particolari: rifacimento
villino in muratura gravemente danneggiato dal terremoto. Ricostruzione a telaioni in c. a.

Foto: Alberto Guerri

Il villino Casoni-Capannelli, a Falconara Marittima, sostituzione di un villino preesistente anni venti del Novecento, malridotto dal terremoto del ’71 e prima ancora, da un incongruo ampliamento degli anni ’50, fa parte di un periodo del mio lavoro, che va dagli ultimi anni novanta del secolo passato alla prima decade del nuovo millennio. In quegli anni ho progettato sei case unifamiliari, praticamente in contemporanea. Tutte e sei le case, Ferretti, Rocchetti, Ambrosi, Casoni, Saronne, Fioretti – tranne la casa Saronne a Valtournenche, che fondata sulla roccia ha richiesto un restauro particolarmente elaborato – sono state integralmente ricostruite a cuci e scuci, con l’inserto di una struttura a telaio; ripeto, tranne a Valtournenche, essendo le altre tutte in zona sismica, ed essendo tutti i committenti risoluti nel pretendere la maggior sicurezza ottenibile rispetto alla sismicità delle Marche centrali. Tutte queste case unifamiliari sono ciascuna un esperimento d’invenzione di spazio domestico e ciascuna origina dalle particolarità del volume esistente e del suo ruolo nel paesaggio. La casa Casoni-Capannelli è l’unica casa urbana in un quartiere adiacente all’ex Municipio della cittadina, lungo la via Matteotti; una strada a tornanti che collega la Marina e il Borgo, attorno al castello: la “Badurlina” la chiamavano i contadini che, da Castelferretti, portavano col carro tirato dai buoi, i pomodori alla fabbrica di conserve Solazzi, a Via delle Ville. Le immagini e i disegni parlano da soli, e lascio alla loro eloquenza il resto che c’è da dire.

Danilo Guerri

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