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Casa ‘Moi’

Interno/esterno in relazione 

Intervento: ristrutturazione con sopraelevazione mediante demolizione e ricostruzione
Luogo: San Benedetto del Tronto, (AP)
Progettista: arch. Silvia Vespasiani
Committente: privato
Anno di redazione: 2010
Anno di realizzazione: 2010
Imprese esecutrici: impresa edile Travaglini Alessandro srl, San Benedetto del Tronto (AP); impianti elettrici:
Mascitti Franco, Ripatransone (AP); impianti termoidraulici: Nazzario Giudici, Ripatransone (AP); Giuseppe Galli Infissi, Grottammare (AP); pavimenti e rivestimenti interni:
Tiziano Amadio, Monsampolo del Tronto (AP)
Dati dimensionali: superficie lotto 99 mq
Caratteristiche tecniche particolari: caldaia a condensazione per riscaldamento misto pavimento – parete;
vetri camera basso emissivi con gas argon

Foto: Daniele Maurizi

La casa nasce dall’esigenza di ristrutturare un edificio di civile abitazione costruito negli anni ’60 come dimora monofamiliare per le vacanze estive. La finalità è stata quella di creare due unità abitative indipendenti dove risiedere tutto l’anno. L’area di San Benedetto del Tronto in cui ricade il lotto è stata edificata negli anni del boom economico e presenta pertanto alcuni caratteri urbani specifici di quel fervore edilizio che si riversò nelle località balneari dal ’60 al ’70: tipi edilizi ricorrenti destinati a seconde case per vacanze con altezze non omogenee (palazzine alte accanto a case basse), distacchi ridotti tra gli edifici, scarsa qualità dell’architettura e dello spazio pubblico. Il progetto riguarda un lotto di piccole dimensioni, quasi completamente occupato, in posizione d’angolo rispetto alla via carrabile e in seconda fila rispetto al lungomare. La ristrutturazione è avvenuta mediante demolizione e ricostruzione a causa della scarsa qualità dell’architettura preesistente e delle cattive condizioni di conservazione; l’operazione ha permesso di aggiungere un piano fino al raggiungimento dell’altezza massima consentita.

Le scelte progettuali sono state caratterizzate sia dalla necessità di rispettare parziali caratteristiche del volume preesistente (impronta a terra e linea del volume), sia dalla situazione attuale degli spazi intorno e si possono sintetizzare in due indirizzi principali: ricostruire un volume architettonico essenziale sull’impronta del preesistente, definendo in modo preciso la posizione d’angolo; declinare il rapporto interno/esterno come relazione fondamentale da considerare nella strategia distributiva di tutti gli spazi, senza rinunciare alla qualità e alla funzionalità degli ambienti. Il volume si sviluppa su quattro livelli. Il piano terra è interamente occupato da un’unità abitativa di circa 56 mq che si organizza intorno ad un’unica stanza chiusa, il bagno, la cui posizione e forma definiscono lo spazio degli altri ambienti. Dal soggiorno si può accedere all’esterno con un piccolo corridoio aperto che perimetria il lato lungo della casa e funge da filtro tra il marciapiede e l’interno. La seconda unità abitativa occupa il primo, il secondo e il terzo piano. La zona notte si trova al piano primo perché meno luminoso anche se dotato di balcone; la zona d’ingresso e lo studio separano la camera, il guardaroba e il bagno dalla scala che permette di accedere alla zona giorno. Il secondo e terzo piano costituiscono un doppio volume interamente dedicato alle funzioni diurne e al rapporto con l’esterno. Il patio del primo piano è uno spazio esterno strettamente relazionato con l’interno e costituisce il riferimento per l’articolazione degli altri spazi interni ed esterni.

La vetrata, che si sviluppa per tutta l’altezza del secondo e terzo piano, unisce in modo verticale il doppio volume, mentre quella orizzontale del terzo piano sottolinea la presenza di uno spazio esterno rivolto verso le colline, la terrazza, da cui si può scorgere anche il mare (affaccio laterale) e si può osservare il piano sottostante dell’abitazione (piano secondo). I materiali utilizzati sono: la pietra (pavimenti e rivestimenti interni ed esterni), il legno (pavimenti interni), l’intonaco bianco (pareti interne ed esterne), l’alluminio (gli infissi) e il ferro verniciato bianco (recinzioni e ringhiere esterne, struttura e ringhiera della scala interna). Il riscaldamento è stato realizzato a pavimento, con caldaia a condensazione alimentata con gas metano e permette l’utilizzo di elementi radianti nei bagni. Gli infissi sono a camera con gas argon e vetri basso emissivi con tende a schermatura regolabile poste all’esterno. Dare molta importanza alla relazione interno/esterno è stata una scelta progettuale precisa che ha comportato, viste le ridotte dimensioni dell’edificio, sia uno specifico impegno nel calibrare la qualità degli spazi (materiali, rapporti di luce e ombra, misure, ecc.), sia un controllo dimensionale attento degli elementi architettonici in tutte le fasi di realizzazione.