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Chalet Touch

Un guscio alieno, avvolgente e versatile, è atterrato nel waterfront adriatico

NOTHING Studio
Enzo Eusebi
Intervento: nuova costruzione – stabilimento balneare
Luogo: Porto Sant’Elpidio
Progettisti: Enzo Eusebi – NOTHING Studio
Collaboratori: F. Varese, P. De Angelis, Y. Consorti
Direzione dei lavori: Enzo Eusebi
Committente: privato
Anno di redazione: 2004
Anno di realizzazione: 2005
Costo: 260.000,00 euro
Impresa esecutrice: Sistema Tetto srl
Dati dimensionali: superficie lotto 800 mq,
superficie costruita 450 mq, volume 460 mc
Foto: P. Savorelli

Lo chalet ‘Touch’ è una voce perfettamente inserita nel disegno del waterfront adriatico. Il progetto esprime con efficacia la volontà di un rapporto diretto con il mare e con i suoi movimenti. E questa determinazione è esplicita già nella forma del suo volume, simile ad un guscio dalle pareti smussate, quasi un invito alla sosta per il passante. L’idea del guscio nella città esprime anche il senso della nicchia di protezione, dell’ambiente ovattato che rallenta i ritmi della corsa urbana, mantenendone i toni avvolgenti, smorzando quelli frenetici. Il paesaggio, inteso come esito delle interazioni tra assetto naturale e attività umana, è stato scelto come elemento guida del progetto. Gli elementi ordinatori dello spazio aperto, prima tra tutti la sovrapposizione di morfologie successive nel tessuto urbano, determinano e limitano le visuali del paesaggio costiero da mare e dell’orizzonte da terra. La struttura architettonica, che ha privilegiato una soluzione stilistica moderna, con grande attenzione alla cura dei particolari, ha portato a ottenere un risultato di ottimo livello, sia per caratteristiche estetiche, che di funzionalità: infatti da una parte è uno spazio accogliente, raffinato, coinvolgente, dall’altro un locale versatile, adattabile a esigenze diverse. L’originalità della forma architettonica, una forma “adatta” al luogo, a quel luogo caratterizzato dalla spiaggia lavorata dal mare, dall’incerta lingua di terra in precario equilibrio, evoca un nastro che si inviluppa, un corpo estraneo posatosi su una dimensione terreste desiderosa di accogliere nuove esperienze e nuove culture. La ricerca spaziale rende l’ambiente stimolante e di grande prestigio, dal carattere pluritarget, con atmosfere rilassanti a contatto con il mare da una parte e con un olivo saraceno dall’altra. L’atmosfera che si respira è fortemente connotata dalla presenza di soluzioni di continuità che troviamo tra ambiente costruito e natura circostante: ampi spazi visivi, una vetrata sull’orizzonte, una copertura costituita da un involucro in legno naturale che si raccorda con i materiali naturali del pavimento. Il locale poggia su una base in legno che separa con personalità la struttura dalla spiaggia, nello stesso tempo la sua collocazione ci regala un unicum luminoso e originale tra salotto e mare. Di giorno, alla luce del sole, i vetri riflettono l’acqua, il cielo, gli alberi: l’organismo architettonico si stempera e si confonde con l’atmosfera del luogo. Di notte è un grande oggetto luminoso, una presenza che si impone decisamente nel waterfront adriatico. L’edificio muta assetto e sembianze anche al volgere delle stagioni: d’estate si apre per accogliere la spiaggia diventando un prolungamento dello stabilimento balneare e d’inverno acquista caratteri più intimi e sofisticati; il carattere ciclico dell’edificio, il suo mutare immagine e funzione al mutare delle stagioni, ne richiama una qualità singolare, legata alle categorie del provvisorio e dell’effimero che denotano tradizionalmente l’architettura balneare.

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