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Cinque piani di luce

Ristrutturazione di edificio unifamiliare

Intervento: ristrutturazione di edificio unifamiliare
Luogo: Fabriano (AN)
Progettisti: Paolo Schicchi, architetto, con Roberta Pierangeli,
architetto; Lucia Marini, ingegnere, progetto strutturale
Anno di redazione del progetto: 1994
Anni di esecuzione dell’intervento: 1994-96
Dati dimensionali: superficie utile complessiva: 240 mq

Il primo sopralluogo in questa piccola abitazione, stretta tra due stradine anguste e disposta su quattro piani di scale e solai pericolanti, con macchie di umidità e stanzette buie, poneva più di un dubbio sulla buona riuscita di un intervento di recupero.
Ha poi prevalso la volontà del committente di salvare dalla distruzione almeno quei pochi elementi di pregio – come le volte a mattoni e le pavimentazioni in cotto – rimasti a testimoniare la storia antica della casa.
E’ apparso subito chiaro che lo stato dell’edificio non era compatibile con le esigenze abitative odierne e che necessitava di un intervento importante in grado di migliorarne la struttura, già di per sé esile e ulteriormente deteriorata da anni di abbandono.
Si è pertanto deciso di rivoluzionare la distribuzione interna, sia verticale che orizzontale, creando un nucleo centrale – costituito dalla scala -, intorno a cui si sviluppassero verticalmente gli ambienti della casa alla ricerca di luce e sole. In una tipologia costruttiva di questo genere, tale nucleo non poteva che essere rappresentato dall’unico fronte veramente libero, ovvero dal tetto, attraverso ampi lucernari e un terrazzo ricavato nella falda dello stesso tetto insieme a un piccolo soppalco.
La casa si sviluppa, infatti, partendo dall’alto verso il basso (e dalla luce intensa alla penombra), con la zona giorno in parte soppalcata (pranzo e cucina), per poi scendere alla zona notte (camere e bagni), allo studio, all’ingresso al piano terra, e infine a un piccolo soggiorno collocato al posto della vecchia cantina, per un totale di ben cinque piani.
Il tutto si articola intorno alla scala che diventa elemento centrale, sia funzionale che formale, con rampe e pianerottoli che si affacciano gli uni sugli altri, permettendo alla luce di filtrare dal tetto fino al piano terra, collegando anche visivamente i piani tra loro.
Al di là delle scelte estetiche nell’accostamento dei materiali e del risultato finale, lo sforzo progettuale maggiore si è concentrato nell’utilizzo ottimale dell’intera superficie a servizio delle esigenze del committente, per far sì che spazi anche ristretti si potessero percepire in modo da ampliarne veduta e dimensioni.