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Classico e moderno temperati

‘Villaggio’ residenziale a S. Biagio di Osimo

Luogo: San Biagio di Osimo
Progettista: Claudio Segattini, architetto
Committente: Sergio Accoroni
Anni di redazione del progetto: 1995/1998
Anni di esecuzione dell’intervento: 1995/1998
Costo dell’intervento: £ 3.000.000.000
Imprese esecutrici: edilizia, Impresa Giuliodori; impianti elettici Alfa Impianti; climatizzazione Bellezza Luciano; parco e sistemazione del verde, Verde Più
Dati dimensionali: superficie totale terreno collinare ed edifici 6.500 mq
Foto: Roberto Anselmi

L’intervento illustrato ha rappresentato, per molti aspetti, un’esperienza professionale unica. Questa convinzione deriva dai diversi fattori che l’hanno caratterizzata.
Il primo in assoluto di tali fattori è stato il committente, il dottor Sergio Accorroni, industriale illuminato e di grande sensibilità. Pur avendo un’idea abbastanza precisa del risultato generale che voleva raggiungere, non ha mai violentato le doti espressive del “suo” progettista ma, al contrario, ha sempre agito da stimolo nei suoi confronti, riproponendo una metodologia ed un atteggiamento mentale che conosce benissimo e che adotta con tutti i suoi collaboratori. L’altro fattore significativo è stato quello di agire sulla totalità del complesso: terreno, edifici da recuperare, edificio nuovo, interni, arredi, dando a tutto un’impronta unitaria e riconoscibile. Il terzo fattore è stato la dislocazione di tale insediamento, chiuso fra l’area industriale limitrofa e la strada di comunicazione con Osimo, vale a dire in una posizione molto punitiva, la cui valorizzazione rappresentava una scommessa tutta da giocare. Quarto fattore di grande peso è stato quello di cimentarsi (situazione assolutamente innovativa per me) con un linguaggio architettonico di richiamo classico, desiderato dalla committenza, e che denunciasse il legame con la tradizione delle ville storiche e dell’edilizia rurale locale. Il tutto senza eccedere, senza farsi prendere le mani ed adottando almeno per quanto costruito ex novo, qualche richiamo misurato alla cultura architettonica moderna. Il risultato cui tendere e che si è cercato di ottenere è stato quello di una sorta di piccolo “villaggio” il cui linguaggio potesse esprimere, senza patemi, la propria dignità espressiva nel tempo presente e futuro.
L’ultimo fattore, ma non per questo meno fondamentale, è stato costituito dalla necessità di procedere contemporaneamente, durante quasi tutto l’iter dei lavori, con l’azione ideativa, progettuale e costruttiva, in un flusso continuo, caratterizzato da sensazioni di grande stimolo alternate ad altre di incertezza. Tale avventura è durata per circa tre anni difficilmente dimenticabili. Il complesso ottenuto è costituito da un viale alberato di accesso, cui si perviene dopo averne percorso un altro esterno all’ingresso principale. Gli edifici presenti sono tre. La ex porcilaia è stata trasformata in garage e centrale termica. Il suo paramento esterno è costituito da mattoni chiari faccia a vista. La vecchia casa colonica è stata adibita a residenza della famiglia e si è riproposta l’intonacatura delle facciate. Sul fronte sud della stessa non si è resistito al desiderio di apporre una meridiana. L’unico edificio nuovo aggiunto, pur nella sua moderata modernità, ripropone l’utilizzo dello stesso mattone chiaro del garage. Esso assolve la funzione di foresteria e spesso accoglie e conforta ospiti di tutto il mondo. Il suo interno è stato concepito per evocare l’estrazione dell’ospite, l’amore per la sua terra e per i segni fisici che la caratterizzano. Tutto ciò doveva e deve giungere come messaggio esplicito ai fruitori di tale struttura ed un ruolo importantissimo lo ha assolto il grande dipinto murale allegorico di Riccardo Fioretti, voluto fortemente per sorprendere ed emozionare chi si immerge in tale spazio. Vi è, inoltre, una zona più defilata, destinata alla “contemplazione”, ove si trovano una fonte che scaturisce dal suolo, un gazebo ed una grotta, tutti simboli di una tradizione riproposta con rispetto affettuoso. Tutti i materiali e le tinte adottate rappresentano un costante omaggio alla storia dell’edificazione, non soltanto locale. Grandissima attenzione si è posta, inoltre, agli aspetti della climatizzazione, dell’illuminazione e del controllo del’impiantistica, utilizzando tecnologie all’avanguardia. Una menzione speciale va fatta per il parco. La cura e le energie che gli sono state dedicate hanno portato ad uno splendido connubio fra le essenze autoctone, originariamente insediate, e quelle innovative, il tutto immerso in vaste zone di rorido prato. Un particolare ringraziamento va rivolto a tutte le ditte e le rispettive maestranze che hanno partecipato a realizzare tale insediamento, senza la cui perizia tutto sarebbe stato vano…
Altrettanto va rivolto all’ingegner Paolo Campanelli, per l’apporto di cultura strutturale e per la sapienza dei suoi rapporti con l’Amministrazione Comunale locale.