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Come dilatare uno spazio minimo

Sistemazione interna di un negozio di ottica in Ancona

 Luogo: Ancona
Progettisti: Brunetti Filipponi Associati
Committente: Ottica Arabi
Anno di redazione del progetto: 1999
Anni di esecuzione dell’intervento: 1999
Costo dell’intervento: £ 100.000.000
Impresa esecutrice: Arredamenti Palazzi Marcello
Dati dimensionali: locale a piano terra di mq 35 e piano interrato di 20 mq
Foto: Brunetti Filipponi

 

Si tratta di un locale ad uso commerciale – un negozio di ottica – situato in Ancona, sotto il lato porticato di piazza Cavour che constava, e consta, di un piano interrato e di un piano terra.
La sistemazione del locale, già di ridotte dimensioni, era ulteriormente complicata dall’inserimento per le visite oculistiche di un mobile tecnico, precedentemente posizionato al piano interrato.
Pertanto si è usufruito dello spazio soprastante la scala esistente, creando due piani rialzati (uno per il mobile tecnico ed uno per il servizio igienico) che non ostacolano la discesa al piano sottostante.
L’altezza minima imposta dalla normativa (metri 2.70) richiedeva la rimozione del controsoffitto esistente, in accordo alla volontà dei progettisti di ottenere spazi più ricchi ed articolati.
Il soffitto è stato dotato di due carter in cartone gessato che ospitano al loro interno i necessari cablaggi relativi ai corpi illuminanti del tipo fluorescente l’uno e del tipo a incandescenza l’altro.
Il pavimento è in pietra bianca levigata – perlino – disposta a ricorsi alterni, alla romana.
Gli arredi, sospesi e spesso semoventi, sono realizzati in acero canadese, in acciaio di colore grigio martellinato o inossidabile ed in cristallo trasparente, acidato o blu.
Trattandosi di un negozio di ottica, particolare attenzione è stata posta all’illuminazione artificiale, che si avvale, oltre ai già citati carter a soffitto, anche di pannelli retroilluminati, di wall-washer, di lampade a tubi fluorescenti per illuminazione diretta e riflessa, di lampade del tipo alogeno a fascio largo o concentrato come quella utilizzata, ad esempio, per proiettare l’ottotipo.
L’ottotipo stesso è trattato, da un lato, come una sorta di supergrafica e, dall’altro, come un pannello in alluminio funzionale alla sua proiezione dell’ottotipo.
Il fronte vetrinario è composto da un telaio fisso in acciaio – la vetrina – e da una porta in legno d’acero.
Internamente alla vetrina è agganciato un box, sempre in legno d’acero, posto ad altezza d’occhio. I piani orizzontali del box sono in cristallo non trasparente e celano al loro interno tubi fluorescenti che, creando una sorta di scatola luminosa, illuminano anche il piano sottostante. Il soffitto della scatola è altresì illuminato da una lampada incassata su un piano in cartongesso (che è in realtà il carter dell’avvolgibile) ed è dotata di tre lampade alogene, orientabili.