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Come recita un vecchio adagio

Ristrutturazione di una casa colonica

Luogo: Jesi, via Mazzangrugno 23
Progettista: Andrea Campitelli, architetto
Committente: Stefano Tavoloni e Valeria Rosini
Anno di redazione del progetto: 1996/97
Anno di esecuzione dell’intervento: 1997/2001
Imprese esecutrici: opere edili, Nuccelli Bernardo; impianti termico e idrico sanitario,
S.I.T. srl
Dati dimensionali: superficie della corte 4900 mq; superficie coperta dell’edificio 210 mq; superfici utili, loggiati 83 mq; piano terra 95 mq; primo piano 50 mq
Caratteristiche tecniche particolari: solaio del piano terra areato; manto di copertura ventilato; impianto di riscaldamento con pannelli radianti a pavimento

Il complesso edilizio è costituito da un corpo principale, con cantine e stalla al piano terra e l’abitazione colonica al primo piano; due edifici minori, separati dal principale; un essiccatoio per il tabacco, e un forno a legna con porcilaia e pollaio annessi.
L’edificio fu costruito in diverse fasi, secondo una prassi comune a quasi tutte le vecchie case coloniche, che si modificavano e si ampliavano con il mutare delle attività agricole e il miglioramento della qualità della vita dei proprietari. Tali interventi sono ben identificabili per i diversi tipi di mattoni e di malta muraria presenti, le diverse quote del primo piano, le dimensioni e gli architravi delle aperture, il tipo di cornicioni e le cornici marcapiano, le ammorsature tra i muri portanti contigui e le tracce di vecchie finestre e architravi di legno sui muri portanti di spina venuti alla luce dopo la spicconatura dell’intonaco.
L’edificio, disabitato da alcuni anni, presentava una buona struttura portante in muratura di mattoni. Le fondazioni erano di scarsa profondità, ma con un buon terreno fondale, e le strutture orizzontali apparivano in buona parte da rifare.
Demolite le superfetazioni in aderenza all’edificio principale (tettoie, magazzino, gabinetto, scala esterna e ballatoio), il corpo basso è stato ridotto di altezza eliminando il primo piano.
Al piano terra sono stati realizzati solai aerati, ancorati ai nuovi cordoli in c.a. perimetrali di rinforzo alle fondazioni. Sono stati rifatti il solaio del primo piano del corpo alto e quello di copertura del corpo basso, mentre, il solaio di copertura del corpo alto è stato risanato.
Il manto di copertura in coppi di recupero è stato posto su una doppia orditura incrociata di listelli di legno, che determina la ventilazione continua del tetto. Per il riscaldamento si è scelto un impianto di pannelli radianti a pavimento.
Il pavimento della zona giorno è stato realizzato con mattoni levigati in opera; quello della zona notte al primo piano, invece, con tavole di abete.
I tre loggiati esterni sono costituiti da pilastri in c.a. rivestiti con mattoni interi di recupero; la copertura è stata realizzata con coppi posati direttamente su listelli di legno inchiodati alle travi ancorate alle semicapriate. Le pavimentazioni esterne sono in mattoni non levigati.
Sulle facciate si è intervenuti con alcune riprese della muratura, per risanare lievi lesioni verticali, ed è stata eseguita la sfessurazione dei giunti dei mattoni e una sabbiatura ‘morbida’, con successiva stuccatura e stilatura dei mattoni faccia vista.
L’assetto distributivo funzionale dell’edificio è stato definito sulla base delle precise indicazioni dei committenti. Il primo piano è stato destinato alla zona notte con due camere e un bagno; il piano terra accoglie una cucina spaziosa e un soggiorno con caminetto, arredato con ampi e comodi divani da cui si ammira la piacevole vista del giardino e della campagna antistanti. Gli spazi esterni infine sono stati in parte coperti da loggiati per consentirne una costante fruizione.
Anche nella scelta dei materiali di finitura (il mattone e il tavolato dei pavimenti, le vecchie porte con serratura a ‘saltarello’, restaurate e usate per le camere e il bagno) e delle tecnologie da adottare (il riscaldamento a pavimento e il tetto ventilato) il progettista ha incontrato una perfetta corrispondenza nella sensibilità dei committenti.
La costante e paziente ricerca da parte dei proprietari dei materiali di recupero da demolizioni di vecchie case coloniche (coppi vecchi, mattoni, pianelle e il grande architrave di legno di quercia a forma di arco a sesto ribassato), ha conferito autenticità al progetto e ha permesso di restituire agli ambienti un rassicurante e piacevole ‘sapore di antico’.